Pov'T/N
Il forte suono di uno schiaffo ruppe il silenzio che si era creato all'interno dell'appartamento, istintivamente portai un mano sulla guancia rossa e dolente. Non avevo fatto in tempo nemmeno a dire una parola, non mi aveva lasciato il tempo nemmeno di spiegare. Sentì gli occhi cominciate a pizzicare segno che le lacrime presto sarebbero uscite, ma non volevo piangere, non adesso, non davanti a mia mamma. Bakugo era shoccato tanto quanto me, non aveva fatto in tempo ad accorgersi di niente che io già avevo la guancia rossa e la testa girata di lato per il forte impatto.
M(mamma)« Sei una disgrazia! Sai quanti soldi ho speso per farti fare tutte quelle lezioni!? Quanto tempo ho impiegato a convincere i giudici delle audizioni a prendere te invece che chiunque altro?! E tu mi ripaghi così!! Rovinando il tuo sogno di diventare una ballerina professionista?!»
Rimasi di sasso, il mio sogno? Il, mio, sogno!?
«IL MIO SOGNO MAMMA!? FORESE VOLEVI DIRE IL TUO SOGNO!»
Le urlai in faccia, Bakugo a quel punto si girò nella mia direzione sorpreso dalla reazione che avevo avuto, ma d'altro canto cosa potevo fare? Rimanere lì ad ascoltare tutti gli insulti che aveva da lanciarmi conto? No! Non lo avrei più permesso.
«lo sai benissimo che ho sempre odiato la danza! Sai quanto odiassi tutte quelle regole! Io volevo solamente cantare»
Mia mamma fece una faccia schifata quando le mie parole raggiunsero le sue orecchie. Fece uscire un sonoro "Tsk" dalle labbra incrociando successivamente le braccia al petto.
M« non dire scemenze, quelle erano solamente idiozie da bambina. Cantare? E poi fare cosa? Andartene a spasso con quei rincoglioniti che erano "i membri della tua band"?»
Una lacrima a quel punto lasciò i miei occhi, sfuggendo al mio controllo e scivolano con una lentezza snervante sulla mia guancia.
« l'hai detto anche tu, no? La mia band, non la tua. Quindi perché sei stata tu a scioglierla?! Era mio diritto poter continuare a cantare! doveva essere una mia scelta quello che sarei diventata!»
Detto questo la superai salendo a corsa sulle scale, mi dimenticai persino di Bakugo, che avevo lasciato al piano inferiore da solo con mia madre. Entrai nella mia stanza chiudendomi la porta alle spalle, mi fermai al centro della camera. Respirai lentamente cercando di placare la rabbia che continuava a salire. Feci vagare lo sguardo sui mobili: i disegni attaccati alle pareti, le mensole ricolme di libri e vari ricordi come foto di me e Sakura. Finché i miei occhi non si posarono sulla sacca da viaggio appoggiata tra la scrivania e l'armadio. Come un fulmine presi la sacca e ci infilai alcuni vestiti, dei libri, il mio portatile, il blocco da disegno ed il mio astuccio. Raccolsi ancora un po' di cose qua e là per poi riavviarmi verso la porta, solo allora mi accorsi che, al piano inferiore, stava avendolo luogo una discussione parecchio accesa tra Bakugo e mia madre. Mi avvicinai alle scale senza farmi vedere per ascoltare cosa stavano dicendo.
Baku« Non può impedirle di essere quello che vuole sottospecie di strega mal riuscita!»
Soffocai una risata, sempre il solito.
M« Chi ti credi di essere giovanotto! Primo non parlarmi così, secondo lei è mia figlia e per tanto sottostà alle mie regole!»
Mi sporsi ancora un po' per sentire meglio.
Baku« è maggiore, può fare quello che vuole, non deve per forza seguire le sue regole, strega»
Una piccola risata mi sfuggì dalle labbra che prontamente tappai con una mano, a quanto pareva solo il biondo se ne era accorto, forse per il fatto che mia mamma era troppo occupata a ribollire dalla rabbia per farci caso. Vidi i suoi occhi rossi posarsi prima nei miei e poi sul borsone che tenevo accanto alla gamba. A quel punto un ghigno spuntò sulle sue labbra e la sua postura, da prima sulla difensiva, si fece rilassata e spavalda.
Incrociò le braccia al petto e guardò mia madre dritta negli occhi.
Baku« e per questo, strega, lei verrà a vivere da me»
Sgranai gli occhi, non mi aspettavo che dicesse una cosa del genere. Anche mia mamma resto di sasso, non parlava più.
Nel mentre Bakugo se la ghignava tutto contento.
Baku« andiamo T/N gli altri ci stanno ancora aspettando in auto, domani verremo a prendere il resto delle tue cose»
Disse senza togliere gli occhi da quelli della mamma. Io senza dire una parola, ancora troppo shoccata, scesi le scale raggiungendo poi il biondino, lo sguardo infuriato di quella strega si posò su di me ed io istintivamente mi avvicinai ancora di più a Bakugo che, contro ogni aspettativa, mi mise un braccio sulle spalle guidandomi fuori dall'appartamento.
Baku« ci vediamo, vecchia strega»
Disse chiudendosi la porta alle spalle.
Raggiunta la macchina mi fece salire, i ragazzi erano ancora tutti li, agitati e un po' straniti dalla mia presenza.
Baku« è "scappata di casa" verrà a stare da me»
Accese il motore, sentì levarsi un leggero "uuuuhhh" dalle bocche dei miei amici, che molto probabilmente stavano facendo pensieri non molto casti sul mio "soggiorno" a casa del cantante.
L'auto partì e così cominciò la mia nuova vita, fatta di regole mie.
Ero finalmente padrona di me stessa, un sorriso spontaneo catturò le mie labbra e restò lì fino a quando non fummo arrivati all'abitazione di Bakugo. Non lo sapevo, ma quello sera, in quella macchina, il biondo mi aveva osservata persistentemente godendosi la mi felicità e portandone un po' nel cuore.
SPAZIO ME!!!!
È un po' corto ma ci tenevo a pubblicare qualcosa per il nuovo anno.
Vi auguro un nuovo anno pieno di belle cose!!!
Vi vogliono bene
Sayonara ✨✨✨
STAI LEGGENDO
Your Voice|| Katsuki BakugoxReader||
Fiksi PenggemarSpalancai i portoni del teatro, quella voce, dovevo seguire quella voce. L'avevo già sentita, la conoscevo come si può conoscere i propri segreti più grandi. Ma a chi apparteneva? Non lo ricordavo e volevo a tutti i costi scoprirlo
