parte 31

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L'incontro con l'informatore era stato un successo. Con grande sorpresa di entrambi, ciò era stato in gran parte grazie a me. Inizialmente non avevo preso molto parte alla conversazione. Il mio cervello cominciava a frantumarsi per tutti gli eventi degli ultimi giorni. Questo continuo avvicinarmi al mio obbiettivo per poi vedermelo strappato dalle mani cominciava a turbarmi. Non riuscivo a pensare ad altro e non registravo neanche le parole dei due uomini. Ma l'informatore aveva preso un particolare interesse nei miei confronti e cominciò a rivolgersi a me più che a Giuseppe. Lo guardai e la spia fece un cenno d'incoraggiamento, lasciando a me la responsabilità della missione. Mi sentii contenta del fatto che si fidava così tanto di me nonostante tutto, e ciò mi dette la forza di concentrarmi su qualcosa che non fosse Giuseppe.
Avevamo parlato per ore. Inizialmente era stato difficile ma dopo un po' mi ero sciolta. Per tutto il tempo la spia mi osservò in silenzio e ciò mi spinse a dare il massimo. Riuscii a farmi raccontare tutte le informazioni che ci servivano e alla fine ci limitammo a chiacchierare del più e del meno. Quando il sole stava cominciando a calare Giuseppe interruppe le nostre chiacchiere per avvertirci che noi dovevamo andarcene. Ringraziammo la talpa e ci affrettammo a raggiungere la macchina. Come all'andata nessuno dei due parlò, ma questa volta nessuno dei due era arrabbiato. Eravamo solo stanchi e rilassati, soddisfatti per come era andata la missione. Prima non ero riuscita a godermi la strada ma adesso notai quanto fosse bello quel paesaggio, specialmente al tramonto. Mi voltai a guardare Conte. Mentre guidava era veramente bello e mi persi a fissarlo. Se lo notò, non disse nulla.
Troppo presto però il viaggio finì e Giuseppe parcheggiò e fuori sorpresa da quanto bello ed elegante sembrava mentre faceva quel semplice gesto. Spense la macchina e uscii velocemente. A me ci volle di più per controllare il mio corpo. Ci riuscii e così entrammo in casa. Adesso che eravamo soli, si cominciò a percepire un vago senso di imbarazzo. Nessuno dei due sapeva cosa fare.
La talpa ci aveva offerto del cibo, perciò nessuno dei due era affamato. Cominciavo a sentirmi stanca perciò avrei potuto andare direttamente a dormire, ma non mi sarei fatta sfuggire il secondo di solitudine con Giuseppe, così non dissi nulla. Osservai mentre lui andava in cucina e apriva un mobiletto. Supposi che invece avesse fame e che stesse cercando del cibo, ma quando si girò tra le mani stringeva una bottiglia. Ero sicura che fosse alcol, e mi prese male al pensiero della sera precedente.
-Che ne dici di festeggiare il tuo successo?- chiese sorridendo. Era incredibile quanto il suo umore cambiasse dopo una missione. Non volevo veramente bere, ma se festeggiare lo avrebbe tenuto di questo umore allora non avrei detto di no.
-Andiamo fuori. È una bella serata- suggerì prendendo due bicchieri. Lo seguii mentre usciva dalla porta sul retro. Non lo avevo ancora notato ma dietro la casa c'era un giardinetto completo di piscina. Era tutto così carino che all'improvviso mi trovai a desiderare che questa fosse la nostra casa e che vivessimo qua per sempre. Decisi che per il resto della serata ci avrei immaginato come una semplice coppia. Il mio uomo poggiò bicchieri e bottiglia su un piccolo tavolino. Mi fece segno di accomodarmi su una delle sedie e non me lo feci ripetere. Mi sedetti e lui mi versò dell'alcol nel bicchiere. Fece lo stesso col suo e poi lo sollevò.
-Al tuo ottimo lavoro da spia!- brindò sorridendo. Sollevai la mano.
-Al mio ottimo lavoro da spia- ripetei e poi prendemmo dei lunghi sorsi. L'alcol mi colpì forte facendomi venire la nausea. Il mio corpo non si era ancora ripreso dalla sera prima. Ma il malessere passò subito e mi sentii benissimo. Anche Conte si mise a sedere.
-Sai, quando sei venuta a chiedermi quelle domande la prima volta in classe, non mi sarei mai aspettato che saresti diventata una spia così brava- disse prendendo un altro sorso. Fece una risata -Non mi sarei aspettato che saresti diventata una spia e basta, in effetti- si corresse divertito. Forse era perché ero già a più di metà bicchiere ma questa cosa faceva rodere anche me. Era tutto così assurdo.
-Beh, io non mi aspettavo che il mio professore fosse una spia, sinceramente. E neanche io di sicuro non mi aspettavo di diventare una spia- dissi. Così proseguimmo a parlare di quanto tutto questa situazione fosse assurda, per poi virare sul prendere in giro le nostre partner. Arrivammo alla fine del secondo bicchiere senza accorgerne. Il tempo volava quando ci si divertiva, specialmente con Giuseppe.
-Vuoi che metta della musica?- chiese quando finì di raccontarmi una storia particolarmente divertente di Olivia, che mi aveva quasi fatto cadere dalla sedia dal ridere.
Annuii perché la musica era sempre la cosa migliore. Conte si alzò e accese una piccola cassa. La musica invase l'intero giardino, creando un'atmosfera magica. Intorno a noi non c'era niente e nessuno. Il cielo splendeva pieno di stelle come non lo avevo mai visto. Mi sentivo felice come non mai e così mi feci trasportare dalla musica. Mi alzai dalla sedia sempre reggendo il bicchiere in mano e mi misi a ballare. Sentii Conte ridere alle mie mosse rese maldestre dall'alcol ma non me ne importava. Dopo un po' lo sentii venire verso di me e cominciò a sciogliersi anche lui. Cominciammo a darci fastidio ridendo. L'alcol ci aveva alleggerito lo spirito e dopo tutte le pressioni dei giorni scorsi volevamo solo pensare a divertirci.
Purtroppo l'alcol ci aveva reso parecchio maldestri e così finì che uno dei due, non fu ben chiaro chi, perse l'equilibrio cadendo dritto dritto nella piscina, trascinandosi l'altro dietro. L'immersione improvvisa mi fece tornare lucida, l'effetto dell'alcol si attenuò, cosa molto negativa vista che quando tornai a galla ciò che mi ritrovai davanti agli occhi fu un Giuseppe completamente bagnato e più bello che mai. Mi sentii mancare ed ero prontissima ad affogarmi. Normalmente avremmo riso di questo incidente ma nessuno dei due sembrava divertito. Rimanemmo fermi a fissarci.
-Scusa- disse lui per rompere il silenzio. Scossi la testa per dirgli di non preoccuparsi, perché non riuscivo a parlare. Anche lui mi fissava abbastanza incerto e mi chiesi se il suo volto riflettesse il mio. In quel caso eravamo nella stessa situazione, e c'era un solo modo per risolvere la cosa. Mi ci volle più coraggio di quando dovevo affrontare gente che mi voleva uccidere, ma feci la prima mossa e mi avvicinai a Giuseppe per poi baciarlo appassionatamente.
Questa volta nessuno dei due era totalmente ubriaco o incazzato. Eravamo solo due normali persone innamorate che condividevano un normalissimo bacio. Ci godemmo ogni attimo di quel contatto che stava diventando sempre più intenso. Ci staccammo per riprendere fiato e quando incontrai i suoi occhi non potei fare a meno di ridere felice. Okay, forse ero ancora un po' ubriaca e l'effetto dell'alcol stava tornando, ma ciò non voleva dire nulla. Anche Conte si mise a ridere, ma le nostre risate vennero bruscamente spezzate da una voce che sembrava venire dal nulla.
-Aww, scusatemi, non volevo interrompervi- era una voce che riconoscevo, anche se non ricordavo da dove, e che non riuscivo a spiegarmi. Dei raggi di luce ci colpirono accecandomi. Quando recuperai la vista scoprii con terrore che la piscina era circondata da uomini armati. La prima cosa a cui pensai era che _ancora una volta_ io e Giuseppe eravamo stati interrotti. Cominciai a pensare che ci fosse una specie di maledizione lanciata su di noi.
-Mi dispiace molto ragazzi, ma dovrete rimandare le vostre sessioni d'amore a più tardi. Adesso verrete con noi- ci informò molto gentilmente l'uomo. Lo guardai a modo e con mia grande sorpresa riconobbi la persona che mi aveva rapito per la prima volta, dando inizio a questa storia. Decisamente non mi aspettavo di trovarlo quà in Marocco, eppure era proprio lì davanti ai miei occhi. Guardai Conte disperata, ma sul suo volto lessi solo confusione. Capii che non potevo contare su una sua spiegazione.
Non ci restava che obbedire.

Spy-Professor (Giuseppe Conte) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora