Fu come ricominciare da capo. Mi ritrovai in classe, allo stesso posto di quando avevo per la prima volta parlato col professore, ad ascoltarlo mentre spiegava egregiamente l'argomento della lezione.
Era bello proprio come il primo giorno che lo avevo visto. Anzi, ora che lo conoscevo meglio sembrava ancora più splendente e meraviglioso.
Per tutta la lezione cercai di catturare la sua attenzione, ma lui non guardò mai nella mia direzione. Non riuscivo a capire se lo faceva apposta o se davvero non mi aveva notata mescolata tra gli altri studenti. In ogni caso non andava bene per nulla.
Stavo cominciando ad innervosirmi quando fu proprio Conte stesso ad offrirmi un'occasione d'oro. Accennò ad un argomento che avremmo fatto in futuro perché secondo lui eravamo ancora troppo inesperti per capirne qualcosa. Per pura coincidenza avevo letto il capitolo sull'argomento quella notte stessa mentre facevo ricerche sul corso del professore per ogni evenienza. Avevo fatto bene.
Alzai la mano e osservai lo sguardo del professore vagare per la stanza per poi posarsi su di me. La sua reazione mi lasciò perplessa. Mi fissò impassibile, e poi mi fece cenno di parlare. Non mi riservò nessun sorriso, nessun segno di riconoscimento. A questo punto ero sicura che lo facesse apposta, e la cosa mi fece arrabbiare. Dissi tutto quello che mi ricordavo sull'argomento, cercando di sembrare il più intelligente possibile e di non tralasciare nulla.
Quando ebbi finito l'aula era caduta nel silenzio più totale. Anche il professore non disse nulla per un attimo. Poi mi sorprese di nuovo. Mi sorrise. Non un sorriso ovvio, ma uno quasi impercettibile, che solo io che ne ero la destinataria avrei potuto notarlo. Ma c'era qualcosa di freddo in quel sorriso, che mi preoccupò.
-Congratulazioni, a quanto pare lei sa già tutto! È sicura di aver bisogno del mio corso?- chiese sarcastico.
Rimasi basita, questo non era il professore gentile e amorevole che mi aveva aiutato a studiare e che aveva pazientemente risposto alle mie domande. Era il professore che si era divertito a vedermi cadere, letteralmente, ai suoi piedi, era il professore che mi aveva spietatamente congedato dal suo ufficio. Mi chiesi quale era il motivo di tale cambiamento, del perché ogni tanto sembrava ben disposto nei miei confronti e poi invece mi allontanava così malamente. Ma non mi importava, qualunque fosse la risposta era irrilevante, perché lo avrei conquistato in ogni caso. Dovevo solo trovare l'approccio giusto.
-Ora posso tornare a fare lezione o vuole continuare lei?- chiese, sempre col quel fastidioso tono sarcastico.
-Vadi pure- dissi stringendo i denti.
Così la lezione proseguì normale fino a quando il professore non se ne uscì con un -Fa proprio caldo oggi, vero ragazzi?- per poi togliersi la giacca. Lo fece lentamente, o almeno a me sembrarono passare anni, e rimase solo con una camicia bianca che mi fece girare la testa un attimo. Si girò per poggiare la giacca sulla sedia, e quando torno a guardare verso la classe avrei potuto giurare che per un secondo mi guardò. Ma probabilmente era solo un impressione.
Non osai più parlare, ne tantomeno muovermi, e quando finalmente arrivò alla fine ero già pronta a scappare dalla classe per analizzare le nuove informazioni.
Stavo per uscire dalla classe quando sentii chiamare il mio nome. Mi girai e vidi che era stato proprio il professore a chiamarmi. Mi stava guardando dalla cattedra, e andai verso di lui alterata.
-Ha bisogno di qualcosa?- fui io a chiederlo stavolta.
Conte mi guardò, e per un attimo mi scordai che in quel momento ce l'avevo con lui. Tirò fuori la sua borsa e vi frugò dentro. Dopo un po' trovò quello che cercava e mi porse un braccialetto.
Inizialmente l'oggetto non mi disse nulla, poi mi ricordai che era quello che la mia coinquilina mi aveva messo "come porta fortuna" quando ero andata all'appuntamento col professore.
-Lo ha lasciato nel mio ufficio- mi informò. Fissai il braccialetto basita.
-Faccia attenzione, la prossima volta può non andarle così bene. Deve stare attenta ai suoi effetti personali- disse, senza abbandonare la sua aria sarcastica. Mi stava forse prendendo in giro?
Non sapevo come prendere questa cosa, da un lato mi irritava, ma da l'altro dovevo ammettere che stavo cominciando a sudare. Era tutto troppo. Feci l'unica cosa possibile, una ritirata strategica.
Quando fui fuori dall'università mi appoggiai al muro e presi un bel respiro. Mi resi conto che alla fine non avevo preso il braccialetto, ma certamente non sarei tornata indietro a recuperarlo, quella era la mia ultima preoccupazione.
Che stava succedendo?
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Spy-Professor (Giuseppe Conte)
RomanceMi chiamo Elisa e sono una tipica studentessa universitaria; una di quelle che ha lasciato la propria famiglia per venire a studiare fuori sede e che a 23 anni è ancora alla disperata ricerca del vero amore... Ah, l'amore! Non sapevo davvero cosa si...