|Capitolo 31| epilogo

74 2 0
                                        

Quando entrai nella sala non sapevo dove andare. Non vedevo nessuno che conoscessi e mi sentivo un estraneo in mezzo a tutta quella gente. Ad un tratto sentì una mano toccare la mia e intrecciare le nostre dita assieme. Mi voltai e vidi una delle cose più belle che avessi mai visto.

<<sei splendida>> le dissi non riuscendole a staccare gli occhi di dosso

<<grazie. Pure tu lo sei>>

<<grazie>>

<<ti va se ti faccio conoscere qualcuno?>> mi chiese. Non sapendo cosa dire annuì solo

<<allora, lei appartiene ad una famiglia nobile e crede di avere il mondo sotto ai suoi piedi. Inoltre è così distratta dal vantarsi delle sue doti che non si accorge che il marito la tradisce da anni con la sua assistente>>

<<come fai a sapere queste cose?>>

<<vivendo qui ne scoprirai molte altre. Buonasera Madame>> la salutò

<<buonasera regina. Lui chi è?>>

<<lui è il mio compagno Luca>>

<<buonasera>> le dissi

<<buonasera. Da dove vieni?>>

<<dalla parte bassa della città>> dissi con un tono di voce basso non sapendo se avessi dovuto dire tutta la verità oppure no

<<dalla parte bassa?>> chiese stranita da una tale confessione

<<esattamente. Qualche problema?>> mi difese Sara

<<no, certo che no>>

<<ora scusi ma dobbiamo andare>> le disse per poi allontanarci da quella donna. Scoppiammo a ridere appena non eravamo più nel suo campo visivo.

<<l'hai sconvolta amore>>

<<avrà pensato che tu sia diventata pazza. Si aspettava sicuramente un milionario o una cosa del genere>>

<<come se mi importasse questo>> mi disse accarezzandomi una guancia.

<<cosa sta succedendo?>> gli chiesi quando tutti si spostarono ai lati della pista da ballo e cambiò improvvisamente la musica

<<è il ballo principale. Devo ballare prima con mio fratello e poi se voglio con qualcun altro>> mi disse per poi dirigersi verso il centro della pista e ballare con suo fratello.

Alla fine di quel ballo mi guardò e mi fece cenno di dirigermi verso di lei. Suo fratello uscì dalla pista e dopo avermi raggiunto mi toccò la spalla come ad incoraggiarmi ad andare da lei. Mi avvicinai e le presi la mano.

Iniziammo a ballare, eravamo circondati da centinaia di occhi che ci osservavano eppure l'unica cosa che riuscivo a fare era sorriderle.

<<ti amo>> mi sussurrò per non farsi sentire.

<<anch'io>>. Passarono alcuni secondi e
<<Se faccio una cosa puoi promettermi che se non vuoi mi dirai di no e non ti sentirai obbligata?>> le chiesi esternando i miei dubbi dopo che ci fermammo nel bel mezzo della pista poichè era finita la musica. Ormai quell'anello sembra pesare sempre di più nella tasca

<<Luca mi fai preoccupare così. Cosa vuoi fare?>> senza risponderle portai una mano alla tasca dell'abito e presi la scatolina che era all'interno. Mi inginocchiai e l'aprì. La guardai ancora una volta negli occhi, vidi lo stupore in questi e poi dissi:

<<per prima cosa questa non è una proposta di matrimonio quindi non preoccuparti. In questi giorni ci ho pensato davvero molto e vorrei essere qualcosa di più di un compagno per te, ci conosciamo da poco e lo capisco se rifiutassi ma sento il bisogno di chiederti questo: mi hai cambiato la vita, me l'hai migliorata e vorrei davvero tanto che tu fossi la mia fidanzata. Vuoi essere la mia fidanzata?>> le chiesi alla fine con un magone in gola: non sapevo cosa avrebbe risposto. Lei subito si gettò tra le mie braccia e

<<sì! sì! assolutamente e per sempre sì!>> disse trattenendo un singhiozzo. Di sottofondo sentì gli applausi degli invitati, ma non mi importava: lei mi aveva detto di sì.

<<vorrei interrompere questo fantastico momento per dirvi una cosa...>> disse Nicola ma in quel momento non ci feci caso

<<usciamo un secondo?>> le chiesi sopraffatto dalle emozioni. Lei annuì quindi dopo aver rivolto un ultimo sguardo alla sala e aver preso due calici uscimmo senza ascoltare le parole di Nicola.

Non notammo però una cosa che potrebbe sembrare marginale, ma che invece era il centro di quello che stava per succedere, forse dello scandalo piu grande di sempre per il nostro regno.

Noi però eravamo fuori e quindi non vedemmo nulla.
<<non me lo aspettavo>> disse abbracciandomi ancora

<<mi ha aiutato davvero tanto tuo fratello in questi ultimi giorni, per questo uscivamo così spesso insieme>>

<<mi fa davvero piacere che tu ti sia ambientato così bene al castello>>

<<ormai lo sento come una casa, come sento come una casa te>>

<<sei diventato la cosa più importante della mia vita>> la guardai negli occhi e poi

<<tu sei la mia vita>>. I calici ormai dimenticati

Fu così che persi completamente la testa per lei, mi innamoravo ogni giorno un po' di più e nessun'ostacolo era mai riuscito ad allontanarci davvero. Forse perché eravamo destinati a restare insieme per sempre.

*FINE*



QUEEN'S LOVER Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora