| Capitolo 6|

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Non mi persi nel cercare di ritornare nella sua camera visto che c’erano solo tre porte. Una il bagno, una la camera di Diego e una quella di Luca. Appena entrai però non mi ritrovai nessuno e decisi quindi di scendere in cucina per vedere se erano lì.

<<mi dispiace non averti detto che scendevamo>> mi disse appena entrai Luca.

<<tranquillo>> lo rassicurai con un sorriso.

<<vuoi qualcosa da mangiare per colazione?>> mi chiese dopo Diego.

<<sì grazie, cosa c’è?>>

<<devo ancora iniziare a cucinare quindi scegli pure>>. Il suo tono sorprendentemente non era freddo come mi sarei aspettata o almeno mi sembrava, magari stava fingendo per non far star male suo fratello.

<<va bene qualsiasi cosa, comunque vuoi che ti aiuti?>>

<<sai cucinare?>> doveva esserne sorpreso dato la sua faccia.

Il fatto che io abbia una domestica che mi porta anche la colazione a letto, almeno che i miei genitori non vogliano farla tutti insieme, non vuol dire che io non sappia cucinare. Anzi, molte volte preferisco andare io stessa in cucina a prepararmi la colazione, il pranzo o la cena.

<<sì e ora iniziamo dai>> dissi prendendo delle uova decidendo di fare una colazione all’americana. Ero sicura del fatto che il giorno prima avessi preso anche della pancetta. Quando trovai anche quest’ultima presi una padella e accesi il fuoco per cucinarla. Non bisogna mica essere uno chef per saper cucinare delle uova e del bacon. Mentre cucinavo loro due prepararono la tavola. Non ci misi molto visto che alzai il fuoco quasi al massimo.

<<Luca alle dieci dobbiamo andare in quel posto ricordi?>> gli chiese cercando di fargli capire il tutto senza che io ne comprendessi qualcosa.

<<ahn si, vuoi venire Sara? Andiamo da mia sorella>> la sua domanda mi sorprese in positivo. In poche ore si era creato un legame molto particolare tra noi due.

<<cosa? Lei sa di nostra sorella? Vi conoscete solo da ieri!>>

<<diciamo che abbiamo avuto modo di parlarne>> cercò di giustificarsi

<<avete iniziato la cura?>> gli chiesi veramente interessata. Speravo non si offendessero o mi trovassero un’impicciona.

<<sì, da qualche giorno. Speriamo solo che funzioni da subito>>

<<dai, vedrete che guarirà. In che ospedale la sta facendo?>>

<< St. Paul ospital>> mi disse Diego sbrigativo. Intuì che non avevano molta voglia di parlarne e li capivo.

<<è un ottimo ospedale, ve lo posso assicurare>>

<<ottimo sì ma non solo questo…>> disse in modo appena capibile Luca. Probabilmente non si era accorto di non averlo solo pensato.

<<per che ora dovete essere lì?>> chiesi ignorando la frase di prima di Luca per non farlo sentire in imbarazzo visto che lui quasi sicuramente si riferiva al fatto che le cure che si facevano in quell’ospedale erano tra le più costose del regno. Non un posto molto economico quindi. Nella mia testa stavo già pensando a qualche piano per riuscire ad aiutarli anche se per ora non avevo in mente ancora nulla.

<<prima delle 10:30, non mi hanno detto l’orario preciso. Sicuramente però possiamo parlare con il medico che si occupa di lei verso le 9:00 visto che a quell’orario passa sempre a fare i controlli.>>

<<dobbiamo sbrigarci allora visto che sono già le 8:15 e ci mettiamo quasi mezz’ora ad arrivarci>>. Dal suo tono di voce capì che era preoccupato. Infondo chi non lo sarebbe? Per non perdere tempo Luca si alzò e iniziò a sparecchiare.

<<Diego visto che devi ancora cambiarti che ne dici se vai adesso? Aiuto io tuo fratello>>

<<grazie mille Sara>> disse iniziando a salire gli scalini.

Ad un tratto però si fermò e mi si avvicinò. Pensavo si fosse dimenticato di dirmi qualcosa ma invece mi sorprese. Mi abbracciò. Non penso fosse solo perché l’avevo lasciato andare a cambiarsi ma per molto di più… notai lo sguardo infastidito di Luca quando suo fratello mi abbracciò. Perché dovrebbe essere infastidito? Insomma eravamo solo amici…giusto? 

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