Quando mi sveglio, vedo Rafa alzarsi dal letto.
"Ehi".
"Ciao", mi dice lui.
"Ieri sera sei tornato tardi?".
"Era più o meno mezzanotte e mezza".
"Capisco".
Il silenzio si fa spazio tra di noi. Mi vesto, non ho per niente fame oggi. Mi sento vuota e triste, anche se lui è qui, ho un peso che disturba la mia vita.
Vado per mettere la giacca, prendo la borsa.
"Io vado, ci vediamo stasera".
"Ciao".
Mi blocco di scatto, sull'uscio, mi volto verso di lui.
"Rafa", lo chiamo teneramente, "Per te è davvero così importante che io ti faccia quella promessa?".
Vedo la tenerezza di quell'uomo concentrata nel suo sguardo triste e desolato.
"Non importa Maria, davvero".
Butto a terra la borsa appesantita con dentro ogni cosa, chiudo la porta e torno da lui, gli prendo le mani, senza conoscerne esattamente il motivo.
Lo bacio, lui mi stringe a sé, le nostre lingue si inseguono.
"Io ti amo", mi distacco da lui, "Farei qualsiasi cosa per te, davvero".
"Lo so, Maria".
Mi dirigo verso il cassettino dove giace la scatolina con dentro quel cimelio di famiglia, la apro, lo prendo e me lo metto al dito, all'anulare sinistro, mi volto verso di lui con la mano sollevata.
"Perché se per te è così importante, io ti dico sì. Te lo prometto".
L'uomo resta sconvolto, forse per la prima volta, sorride come un bambino che ha appena ricevuto il regalo tanto desiderato, corre verso di me e mi stringe, baciandomi.
"Qui in Spagna lo mettiamo sulla destra", me lo posiziona lui.
"Forse è un po' grande".
Ridiamo nuovamente in armonia.
Solitamente il mese di gennaio è sempre stato lento, invece per me queste ultime giornate sono volate: il lavoro va bene, il master anche, con Rafa ogni cosa è tornata esattamente come prima.
La sveglia suona puntuale alle 7:00, ci metto un attimo prima di realizzare dove mi trovi, ieri sera il treno per Barcellona ha ritardato di tre quarti d'ora.
Mi infilo sotto la doccia, faccio la piega ai capelli che diventano dei boccoli morbidi e morbidamente mi cadono sulle spalle. Decido di indossare un tailleur nero, con una camicetta bianca che lascia intravedere il seno.
Effettuo la registrazione assieme ad Alejandro, prendo il programma, il block notes e la penna in dotazione, l'uomo non ha fatto che guardarmi il seno, devo ammettere che avere queste attenzioni su di me non mi dispiace più di tanto.
"Stai molto bene".
"Grazie, anche tu".
Lui indossa un abito blu, con cravatta rossa, ben presto ci raggiungono tutti gli altri e ci accomodiamo in un lungo tavolo con sette sedie, mi siedo nel bordo sulla destra, accanto a me c'è Max, mentre Alejandro si è accomodato nel tavolo accanto al nostro con altri tutor e professori, anche lui sul bordo, mi sorride, ricambio.
Dovrò darmi un contegno, mentalmente cerco di ricordami che è sposato, con un bambino e anche io sono una persona impegnata.
L'attesa dell'inizio del congresso non è molto lunga, il presidente dell'associazione fa la sua comparsa e inizia a parlare, racconta delle innovazioni che sono state fatte nel settore negli ultimi anni, con un video molto carino riesce ad attirare l'attenzione di tutti noi. Poi finalmente lascia la parola agli speaker che, uno dopo l'altro, si danno il cambio con argomenti alcuni interessanti, altri decisamente noiosi.
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Mine
Chick-LitLa vita per Maria e Rafa continua tra l'intento di far coincidere la vita da coppia nella vita e nel BDSM. Ma le cose saranno poi davvero così semplici? ATTENZIONE: TEMI AD ALTO CONTENUTO EROTICO Continuo di "Io appartengo"
