Capitolo 1

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Il sole riscalda ogni centimetro del mio corpo, il frinito delle cicali mi rilassa completamente l'anima, con gli occhi chiusi mi concedo al fruscio del vento sui miei capelli. Sono completamente sdraiata sul bordo vasca della piscina che dalla nostra camera si affaccia sul mare di Porto.

"Maria", Rafa mi chiama dolcemente.

"Dimmi", sono quasi stordita.

"Stavo pensando che quando torneremo a Madrid dovrai fare il trasloco a casa mia".

"Davvero vuoi che venga a vivere con te?", mi sento emozionata e felice. Ufficialmente abbiamo iniziato la convivenza praticamente subito ma adesso è tutto diverso, adesso ha più importanza, adesso è vero.

"Non fare domande sciocche, entra in acqua".

"Il sole è quasi calato, se entrassi in acqua non mi asciugherei più e non vorrei lavare i capelli stasera", torno con il viso tra le braccia e gli occhi chiusi. Ammettiamolo quando si è in vacanza diventa noiosissimo lavarsi i capelli ogni giorno e doverli asciugare con 40°C all'ombra.

Sento i passi dell'uomo allontanarsi, probabilmente avrà deciso di fare una doccia prima della cena.

Dopo la laurea siamo rimasti qualche giorno a Madrid, poi io sono tornata in Sicilia per terminare le mie vacanze estive con lui, qui a Porto, in uno splendido resort che non immaginavo potesse esistere, di quelli lussuosi, con tanto di piscina in camera, praticamente una reggia.

Infilo l'indice dentro l'acqua tiepida della piscina, il cielo si è colorato di arancione, ogni cosa è perfettamente al suo posto, non mi sono mai sentita così rilassata e convinta prima d'ora.

Sento i passi di Rafa echeggiare, tengo gli occhi chiusi per godermi ancora gli ultimi minuti di questa giornata meravigliosa poi sento il suo piede appoggiarsi al mio fianco e spingermi in acqua, non ho nemmeno il tempo di smettere di respirare, quando riemergo sono quasi soffocata, lo guardo in cagnesco ma il mio sguardo cambia subito espressione quando si scontra con il suo, quello da dominatore.

"Vieni qui", lo guardo dal basso, mi avvicino a bordo vasca, "Sai cosa fare", aggiunge serio.

Lo so perfettamente cosa fare, faccio un respiro, butto giù il mio orgoglio, mi sollevo con le braccia e gli bacio i piedi.

"Perdonami, Padrone", gli sussurro.

"Maria non hai ancora imparato che se ti dico di fare una cosa tu la fai senza fiatare?".

"Ho ancora qualche difficoltà con questo ruolo da fidanzata e schiava", rido sarcastica.

L'uomo non risponde, si limita a fissarmi intensamente. I suoi occhi verdi sono ancora più chiari sotto il sole, mi scopa con il solo sguardo, sottomette la mia anima con il suo tacito ordine.

Sono scomoda, ovvio, ma non importa, continuo a baciargli i piedi senza fiatare poi finalmente esco dall'acqua. Il suo sguardo duro urta nuovamente contro il mio.

"Beh?", si limita a dire.

Slaccio i nastrini del reggiseno lasciando che scivolino a terra, resto con i seni nudi e i capezzoli eretti, non solo a causa della brezza che mi raffredda leggermente ma anche dell'eccitazione, non mi chiedo cosa potrebbe pensare se qualcuno si affacciasse e ci vedesse, non importa nulla quando sono con lui perché il tempo si ferma ed è allora che esistiamo l'uno per l'altro. Rafa esiste per la mia sottomissione ed io sono nata per la sua dominazione, lui è il mio padrone, io sono la sua schiava, non una schiava qualunque ma la sua.

La mano calda di Rafa si fa spazio tra il tessuto bagnato del mio costume e il pube, ne slaccia i laccetti, lasciandomi con la fica scoperta, sorride soddisfatto.

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