SONO CADUTA💙

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Pov Giulia

Mi sveglio sudata con il cuore che batte all'impazzata. Un altro incubo. Le sue mani su di me, strette in una morsa, sento le braccia dolere mentre mi immobilizza, ma il dolore non è niente rispetto alla paura che mi prende quando mi guarda con quegli occhi duri. Mi tiro su di scatto a sedere sul letto e cerco di respirare lentamente.

"Amore... ancora con gli incubi?"
"Adesso mi passa."
"Si può sapere cosa sogni?"
"Non riesco a ricordarlo, Ali."

Come faccio a dirgli che sogno lui? Potrebbe arrabbiarsi. È un'altra persona quando beve, non so nemmeno se ricorda davvero come mi tratta.

"Faccio una doccia ed esco a fare una passeggiata al parco. Tu continua a dormire."
"Sai cosa fare, vero?"
"Sì Ali, non parlo con nessuno. Voglio solo disegnare. Poi torno."
"Prima dammi un bacio amore."

Mi chino su di lui e lo bacio. Un bacio freddo, meccanico, dovuto, ma non più sentito. All'improvviso mi afferra i capelli e mi tira verso di sé, incollando la mia bocca alla sua. La invade con forza, quasi con rabbia, poi si stacca e mi lascia andare. Un anno e mezzo fa ho accettato un lavoro nell'agenzia pubblicitaria Reklam qui a Istanbul. Ho lasciato tutto a Roma, la mia famiglia, i miei amici, la mia vita, ma era quello che volevo: un'esperienza da non perdere. Qualche mese dopo ho conosciuto lui. Ali. Bellissimo, alto, moro, spalle larghe e vita stretta, sembrava uscito da una copertina di rivista. Sognava di sfondare nel mondo della moda e quando in agenzia cercavano un nuovo volto per pubblicizzare una famosa casa di abbigliamento ho proposto il suo nome. È piaciuto subito e da allora ha ottenuto diversi ingaggi.

All'inizio era dolce, premuroso, sembrava un amore travolgente. Si prendeva cura di me, mi faceva sentire speciale, era tutto perfetto. Ma è durato poco. Ali ha iniziato a riempirmi di attenzioni troppo insistenti, soffocanti, e i suoi sbalzi d'umore sono diventati sempre più frequenti. La gelosia, all'inizio quasi lusinghiera, si è trasformata in un'ossessione. Poi ha iniziato a bere. Sempre di più. Feste, eventi, sfilate con altri modelli e modelle. Quando torna a casa distrutto dall'alcol è un'altra persona: grida, sbraita, mi afferra con forza e mi costringe a fare sesso anche quando non voglio. Mi fa paura. Il giorno dopo però si sveglia e torna l'Ali che avevo conosciuto, quello dolce di cui mi ero innamorata. Sì, innamorata... tempo passato. Perché ora non lo amo più, ma non riesco mai a trovare il modo giusto per lasciarlo. Ultimamente succede sempre più spesso e ho paura di come potrebbe reagire.

Arrivo al Bebek Parkı e dopo una breve passeggiata mi fermo su una panchina a guardare il panorama del Bosforo. Amo questo posto. Tiro fuori il carboncino dall'astuccio e apro il blocco da disegno. Inizio con qualche linea veloce, una bozza che poco a poco prende forma e diventa un disegno realistico. A un certo punto qualcuno si ferma vicino a me. Un uomo sulla trentina, short, t-shirt, cappellino e occhiali da sole. È tutto sudato, deve aver appena finito di correre. Lo osservo dietro gli occhiali scuri che indosso senza alzare davvero lo sguardo. Non vorrei mai che Ali mi abbia seguito per controllarmi.

Anche quest'uomo fissa l'orizzonte, chissà se anche lui ha qualcosa da nascondere dietro quegli occhiali, o se li indossa solo per proteggere gli occhi dal sole.

"Mai visto niente di più bello, vero?" dice all'improvviso.

Qui vicino non c'è nessun altro, si sta rivolgendo a me. "Ogni città ha qualcosa di magnifico che merita di essere immortalato." Non dovrei rispondere ma mi viene spontaneo. Continuo a lavorare sul disegno perfezionando le sfumature senza alzare lo sguardo. Da una semplice frase capisce che amo viaggiare e che non sono turca. Poi si gira verso di me e mi tende la mano. "Piacere, Can." Non posso ignorarlo, ma non dovrei nemmeno fermarmi a parlare. Lo faccio comunque. Una persona che si ferma a contemplare la bellezza di una città non può essere cattiva, e poi Can... in turco significa anima. "Piacere mio, Giulia." Gli stringo la mano sempre senza alzare lo sguardo. Non voglio che mi guardi in faccia. Stamattina mi sono trovata un ematoma sullo zigomo e non ho avuto nemmeno la forza di coprirlo con il fondotinta.

IL MIO ANGELODove le storie prendono vita. Scoprilo ora