Seventeen

543 28 1
                                        

"La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

"La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare."
-Arthur Schopenhauer

►◄

~Allora?~ la sua domanda mi riporta con la mente sulla Terra.
~Cosa?~ la mia voce esce gracchiante e la gola si chiude, prendendo a bruciare per lo sforzo di prima, così incomincio a tossire in modo stizzoso, portando la mano bagnata davanti al viso per coprirmi la bocca.
Intanto i suoi occhi non perdono nessuno dei miei movimenti, malgrado possa intravedermi solo da uno spiraglio
~No, mi sa che non va tutto bene.~ mormora a se stesso, mentre apre la porta e fa entrare la sua figura imponente in casa, chiudendola alle sue spalle silenziosamente.

Senza il mio consenso.

Allunga la sua mano verso di me, ed io, quasi per istinto, mi scanso bruscamente, portandolo a fermarsi con il braccio a mezz'aria e un cipiglio confuso.
Rimaniamo entrambi in silenzio, eppure, mentre ci limitiamo a guardare l'abisso negli occhi dell'altro, parliamo senza filtri, senza freni, ponendoci domande silenti che non avranno mai risposte.
E lui mi sta gridando di parlargli, di dirgli cosa mi sta portando a comportarmi in questo modo, ma io non posso far altro che abbassare lo sguardo, troppo timorosa nel sapere che lui possa scorgere il fondale dell'abisso e trovare quel grumo di sogni spezzati e timori impossibili da acquietare, quelle lacrime mai versate che continuavano ad accumularsi e che un giorno, sicuramente, mi avrebbero allagato a tal punto da soffocarmi.

Avevo paura che potesse vedere quanta fragilità si nascondesse dietro l'ombra della finzione che utilizzavo per coprirmi dal mondo,
ero terrorizzata dall'idea che chiunque potesse vedere quanto facilmente mi sarei potuta disintegrare anche solo una carezza.

Vi è il detto "capiamo l'importanza delle cose solo quando le perdiamo".

Ed è così, l'uomo tiene a dare per scontato ciò che possiede, semplicemente perché non sente la forte necessità di qualcosa che ha già.

Ma c'è una cosa di cui le persone non parlano mai, dare per scontato ciò che non si ha.
Una scontatezza che si ha nel momento in cui il nostro subconscio ci convince di non aver bisogno di quella cosa, anche se molto spesso non è così.

In questi casi si parla di molte cose differenti: come di soldi in più, un talento, tutte cose che potrebbero essere utili a chiunque, ma che, comunque, non viene sempre percepito il bisogno di ottenerle.

Ma spesso si parla anche di cose più semplici, cose più banali, come una carezza sul capo, un sorriso affettuoso, un "sono fiera di te" sussurrato con sincerità.

Ed è così che mi sono sentita.

Inconsapevole di necessitare di un contatto umano sul mio corpo, inconsapevole di aver bisogno di sentire il calore umano sulla mia pelle, intorpidita dalla troppa durezza della vita.

Sospiri dell'AnimaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora