Nineteen

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"Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo

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"Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo."
-Dino Buzzati

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Ruby's POV

C'era da ammetterlo, mi ero divertita.

Vederlo contorcersi in quel modo per averlo sfiorato a malapena mi aveva divertito come non mai, a tal punto da farmi tornare stabile dal punto di vista emotivo.
Ma, se devo essere totalmente sincera, devo confessare anche che in un primo momento mi ero sentita quasi spaesata da quel suo improvviso inconveniente, così tanto da essermi bloccata per una manciata di secondi nel tentativo di capire cosa fossero quegli improvvisi battiti accelerati, il respiro mancato e il contorcersi delle mie viscere, arrivando poi alla conclusione che fosse imbarazzo, dovuta a quella situazione scomoda che consisteva in istinti sessuali repressi, almeno per lui, e una vicinanza estrema tra corpi che non provavo da molto tempo.

Nonostante, però, non fossi così vicina ad un ragazzo da molto tempo, non mi era mai capitato di provare imbarazzo durante un pre atto sessuale o nel mentre, non avevo mai provato nulla al dire il vero.

Non posso dire di poter ricordare la mia prima volta come un momento pieno di amore, ma posso dire che me lo sarei ricordato come un momento indimenticabile, marchiato a fuoco nella mia mente, purtroppo.

Il momento perfetto che tutte le ragazze sognano, con il ragazzo che speriamo sia l'unico, il solo e l'insostituibile, la felicità di quell'unione tra corpi, non è mai andata oltre la mia immaginazione, oltre al mio desiderio da ragazza che sperava di trovare sollievo e pace almeno in un rapporto con un ragazzo.
Desiderio che si frantumò in una serata squallida, tanto quanto il ragazzo arrapato che ebbe la brillante idea di alterare il mio drink.
Perché il suo impulso e il suo orgoglio da maschio sessualmente frustrato non potevano accettare un mio rifiuto nei loro confronti, non poteva e non voleva aspettare che io mi sentissi pronta davvero, portandomi via, non solo qualcosa che, seppur diffidente dall'amore, avrei voluto vivere e ricordare in un modo diverso, ma anche le mie esperienze con le droghe, che malgrado sbagliate da un punto di vista costruttivo, avrei preferito provare in un altro modo, magari con il mio vecchio gruppo di amici, in qualche discoteca, o anche semplicemente in una serata come le altre tra di noi, solo per divertirci, come dei normali adolescenti curiosi ed ebbri dell'illegalità, anche se la normalità era un concetto mai favorevole nei miei confronti.

Un momento strappato via con cattiveria e ingiustizia inconcepibile, ma che preferisco affrontare in modo passivo, o ancora meglio non farlo.
Uscendo da quella camera a testa alta, ricordai a me stessa chi ero, affrontando l'accaduto in modo diverso da quello che ci si aspetterebbe da una ragazza, in un modo che solo una mente contorta come la mia poteva fare, non permettendo alla mia salute mentale e a quello che un tempo era il mio cuore, di venire danneggiati ulteriormente.

Sospiri dell'AnimaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora