Twenty-Two

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"Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice, la più grande è l'amicizia

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"Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un'esistenza felice, la più grande è l'amicizia."
-Epicuro

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Sono così stanca che non sono riuscita a tenere gli occhi aperti, ma nonostante ciò continuo ad essere sveglia.
Oppure è il mio subconscio a volermi far arrivare allo stremo.

Non lo capivo più.
L'unica cosa che sapevo era che se non mi fossi addormentata entro l'alba sarei impazzita.

Forse dovrei fare una doccia, lo sporco mi ha sempre dato fastidio, potrebbe migliorare la situazione.

Inspiro profondamente e mi costringo ad aprire gli occhi ma, non appena lo faccio, mi rendo conto che il bagliore dei primi raggi del sole illumina in modo carezzevole la stanza in cui mi ritrovo.

Voglio urlare, piangere e prendere a pugni qualcuno fino a scaricare la rabbia e la frustrazione.
Come si può essere così problematici?

Mi metto seduta sul divano, sentendo le ossa della schiena scricchiolare per le troppe ore nella stessa posizione, e prendo il telefono dal tavolino su cui l'avevo posizionato prima per guardare l'ora.
La luce dello schermo mi acceca e solo dopo qualche istante riesco a vedere l'orario segnato dal telefono, sono da poco passate le 6 e la consapevolezza di aver passato per quasi 4 ore in questo stato di dormiveglia mi fa saltare ulteriormente i nervi.

Una fitta alla pancia mi ricorda da dove proviene tutto questo dolore e subito salgo al piano di sopra per controllare che il mio periodo rosso non sia arrivato proprio ora.
Prima di entrare nel bagno mi dirigo silenziosamente nella camera da letto per prendere dei vestiti puliti, la porta è socchiusa e ciò mi permette di controllare se Carter sta ancora dormendo oppure mi devo arrangiare con i vestiti che indosso, butto l'occhio dentro e l'unica cosa che vedo le sue immense spalle bianche e definite, le lenzuola con cui l'ho coperto sono scese fino alla vita e la testa nascosta sotto al cuscino, rendendomi impossibile anche la visione del suo collo.

Apro la porta e con passo silenzioso mi dirigo verso l'armadio, tirando fuori l'intimo con dei pantaloncini da basket e una felpa larga e logora, sto chiudendo l'anta dell'armadio il più silenziosamente possibile quando un tonfo sordo alle mie spalle mi fa pietrificare.
Forse non sono stata abbastanza silenziosa dal non svegliarlo.
Mi giro lentamente nella sua direzione, ma l'unica cosa che vedo è un braccio penzolante e un viso spigoloso e virile avvolti dalla carezza di Morfeo.
Gli occhi scendono verso il pavimento e noto l'artefice di quel rumore; ha fatto cadere il cuscino quando avrà mosso il braccio.
~Coglione.~ bisbiglio, abbassandomi per prendere il cuscino e lanciarglielo contro, ma quando rialzo gli occhi verso di lui mi sento quasi in colpa a svegliarlo, quasi.

Poggio i vestiti sopra la sua camicia e mi avvicino al letto, passo il palmo aperto della mia mano sotto la sua guancia e gli alzo la testa la testa con quanta più leggerezza possibile, posiziono il cuscino sul materasso e lascio ricadere la testa lentamente.
Odio ammetterlo ma per quanto mi dia fastidio, quando dorme è sopportabile, e da questa distanza mi ritrovo a confessare segretamente a me stessa per la prima volta che possiede una bellezza singolare, che ti attrae come un magnete: il suo viso spigoloso, i nei, le labbra, gli zigomi, tutto.

Sospiri dell'AnimaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora