"𝐷𝑒𝑢𝑠 𝘩𝑜𝑚𝑖𝑛𝑒𝑠 𝑜𝑑𝑖𝑡."
𝐷𝑖𝑜 𝑜𝑑𝑖𝑎 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖, non accoglie le loro anime al suo fianco, non li perdona dello sporco di cui sono macchiati, ma li condanna all'angolo dei peccatori.
Dio non ascolta le preghiere degli uomini...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
"L'anima di una persona è nascosta nel suo sguardo, per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi." -Jim Morrison
►◄
Mi sveglio per la forte sensazione di calore che a momenti pare soffocarmi, spostando la coperta che mi ricopre fino alle spalle, non ricordando di averla indossata prima di addormentarmi, probabilmente l'avrò messa in fase di dormiveglia senza rendermene conto.
Mentre alzo a sedermi, sentendo la felpa del giorno prima, farmi da seconda pelle per quanto sia zuppa di sudore, il mio cervello si aziona, facendomi tornare in mente gli avvenimenti del giorno prima.
E se la coperta me l'avesse messa lui?
No, impossibile, devo smetterla di farmi tutti questi viaggi mentali, su una persona che nemmeno riesco a sopportare, poi.
I miei sensi continuano ad azionarsi uno ad uno, facendomi notare come fuori i raggi del sole in fase di tramonto rimbalzino contro il bicchiere che ha lasciato qui la sera prima, marchiato ancora dall'impronta delle sue labbra, e sentendo un buon odore inondare il salotto. Mi alzo in piedi lentamente, sentendo la testa pulsare per le troppe ore di sonno e la bocca arida per il forte bisogno di bere litri e litri d'acqua, prendendo la decisione di andare in cucina prima di morire per disidratazione.
La prima cosa che vedo appena entro in cucina, è mia sorella girata di spalle, mentre cucina, quello che credo sia carne, mentre canta e si agita in un ballo scoordinato. Si gira di scatto non appena mi sente ridere e, riconoscendomi, subito la sua espressione agitata si rilassa. ~Ti sei svegliata finalmente. Pensavo fossi andata in coma.~ mi sorride, tornando a cucinare. ~Sono rimasta sveglia fino a tardi e mi sono addormentata senza accorgermene.~ tolgo la felpa. ~Ho visto, ti ho coperto perché pensavo avessi potuto avere freddo. Invece ora puzzi come un ragazzo durante il post allenamento nel pieno della fase ormonale.~ sventola la mano davanti alla faccia quando si avvicina alla mia figura. ~Ah.. quindi sei stata tu...~ parlo a bassa voce, intraprendendo una conversazione con me stessa, che però non sfugge al soggetto di fronte a me. ~Perché, chi avrebbe dovuto farlo?~ mi guarda confusa, mentre posa i piatti sul tavolo. ~No, nessuno.~ Infratti, nessuno. Eppure, dentro di me si ripresenta la fastidiosa sensazione che provai in biblioteca, quando mi resi conto della sua mancanza.
Sospiro, dirigendomi al piano di sopra con l'intenzione di fare una doccia. Entro nella camera, prendendo il cambio ed entrando nel bagno, incominciando a spogliarmi di quei tessuti umidicci e maleodoranti, che lancio nel cesto, entrando in doccia senza nemmeno guardarmi allo specchio per evitare di vedere le solite imperfezione artificiali che, in modo vano, cerco di coprire in qualsiasi modo, come con la fascia che porto sull'avambraccio che togliendo proprio ora per non bagnarla. Evito di guardare anche il mio braccio, limitandomi a posizionarmi sotto il getto d'acqua congelato, che in un primo momento mi fa rabbrividire, facendo divenire dopo poco la mia pelle insensibile. Passo il sapone sul mio corpo, e una volta che mi sento pulita, mi limio ad uscire, facendomi avvolgere dal telo, asciugandomi il più velocemente possibile, indossando il cambio e la fascia per il braccio pulita. Pettino i miei capelli, tamponandoli e asciugandoli con molta fretta, incominciando a sentire una forte nausea per la fame, così appena finisco scendo di corsa giù per le scale e mi siedo a tavola, strafogandomi sotto le risate e le prese in giro di Iris, su quanto in questo momento assomigli più ai miei cani che ad una persona.