Non volevo più percorrere quella vita, era dolorosa, in tutti i semsi. Avevo perso il cielo. Il cielo era mio e dovevo riprenderlo. Dovevo riprendere la mia libertà. Ma quando un giorno stavo preparando le valigie per andare via, suona il campanello.. Nascosi di corsa le valigie spaventata dal fatto che potesse essere Nick.
Ma quando aprii vidi due uomini, poliziotti. Che diavolo ci facevano in 'casa mia'?!
"Lei è la signorina Cassie Landeline Kaulitz?" Disse uno di loro.
"S-si, sono io. Perché?" Dosso confusa.
"Dov'è Nick Ethan Campbell?" Disse.
"È-ė uscito..." Dissi.
Loro emtrarono semza dire nulla."
"E tutti quei lividi che ha sul viso?" Disse
"Sono... Caduta!" Mentii.
"Ti aspetti che co crediamo? Sappiamo tutto. È stato il suo ragazzo!" Dosse
"E noi dobbiamo portarlo via per spaccio e violenza." Disse l'altro.
Un colpo al cuore non tardò ad arrivare, amavo Nick nonostante tutto. E l'idea di vivere senza di lui mi provocava strane sensazioni. Ma allora se avevo già la strada facilitata grazie alla polizia, perché mi preoccupavo tanto? Perché pensavo di scappare se lo amavo?
Quei pensieri furono interrotti dall'aprirsi del portone... Nick che fu subito bloccato dai due.
"NICK!" Urlai mentre lo portavano via.
Lui si girò come se si aspettasse qualcosa.
"Ti amo." Dissi tra i singhiozzi.
Salì in macchina, ed io... Io rimasi li come un idiota. Sarebbe stata l'ultima volta che lo avrei visto, lo sapevo.
Continuai a fare le valigie e uscì correndo lasciandole li. Dove dovevano stare.
Andai da bill e bussai alla porta,cquasi a romperla.
"Cas!" Disse aprendomi.
Gli mollai uno schiaffo sul viso e continuai a dargli botte sul perto.
"PERCHÉ? PERCHÉ AVETE FATTO ARRESTARE NICK, PERCHÉ NON POSSO VIVERE LA MIA VITA, PERCHÉ??" Urlai piangendo.
Ci raggiunse Tom che mi bloccò i poli, mi portarono in bagno, e mi mksero davanti allo specchio, che Nick aveva tolto perché nom voleva farmi vedere le dpsue opere d'arte sul mio viso.
Ero impressionante.
"Come puoi amare uno che ti riduce così?" Disse Tom.
"Affanculo tutti, io lo amo!" Dissi gettandomi tra le prime braccia che vidi che furono quelle do Bill!
"Ssh, adesso calmati, e torna a casa." Disse.
Andammo a riprendere le valigie, e tornammo a casa loro. Io mi semtivo morire. Ma le facce degli altri erano troppo distratte per ascoltare i miei silenzi. Silenzio, quello ci fu per tutto il viaggio. Un silenzio che parlava del mio dolore, della mia sofferenza.
"Stai tranquilla, passerà." Disse Tom.
Io nom risposi, nom sarebbe stato facile, i miei pemsieri erano imvisibili.
Chiusi troppe porte per poterle riaprire, riabbracciavo ciò che non avevo più, il mio sorriso trattenuto dopo esploso per volermi meno male ma nom bastava. Scivolai di nuovo.
"Finalmente lo hanno preso!" Disse Georg entrando con un giornale in mano seguito da Gustav.
Era stato inopportuno. Io avevo smesso di mangiare e lui? Lui diceva qiesto.
Lo guardai malissimo.
"Posso parlarti Cas?" Disse Georg.
"Si." Dissi a andando verso la mia camera.
Chiusi la porta a chiave.
"Dimmi."
"Adesso, puoi stare con me..." Disse avvicinandosi, sempre di più, finché nom spazzò via ogni distanza esistente tra noi.
"È presto." Dissi staccandomi."
"Ssh" disse per poi baciarmi di nuovo e accarezzando ogni parte inconsapevole, ingenua, stupida del mio corpo.
"Georg, smettila!" Disi spingendolo via.
"Okay, scusami." Disse dispiaciuto.
Nom potevo. Nom potevo.
Passarono i giorni, e Georg non mi mollava un attimo. La sua presenza era per me speciale. Mi stavo forse innamorando di nuovo?
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Live for them
FanfictionCassie, normale adolescente vive una vita in salita, problematica e tormentata. Ma qualcuno... Qualcuno prende in mano la sua vita e... la salva!
