Capitolo 37

103 8 0
                                        

«CHE COSA?! È FUORI DISCUSSIONE! Hai già fatto più del dovuto figliolo ! Non ti permetterò di usare gli strumenti mortali per evocare Raziel! Inoltre non hai nessuna garanzia che lui faccia ciò che tu gli chiedi! Figurarsi! » sbottò l'inquisitore.
«Ma... è l'unico modo! Almeno con gli strumenti mortali sarei protetto! Lo sai che non è necessario avere la Coppa, la Spada e lo Specchio per evocare l'Angelo...» rispose calmo James al padre, che era subito giunto alla casa dei Blackthorn appena saputo che il figlio era sano e salvo.
«È un suicidio! Non ti permetterò di...». Sospirò mentre fissava il viso esangue di Melissa. «Che tu lo voglia o pure no lo farò. La differenza è che se me li dai avrò la possibilità di tornare vivo... ma almeno morirò provandoci» rispose il ragazzo dai capelli corvini.
Un silenzio piombò sulla stanza.
«E va bene!» sbottò uscendo dalla stanza. 20 minuti più tardi era di ritorno con la Spada e la Coppa.
«Se il Clave sapesse... mi solleverebbero dall'incarico da inquisitore!»
James gli lanciò un'occhiataccia. Il suo attaccamento al potere era esagerato.
Dall'ombra uscì un ragazzo sulla ventina con i capelli pieni di gel e brillantini.
«ehm... Magnus. Grazie di essere venuto.
James, Magnus ti aiuterà con la preparazione del rituale. Poi però dovrai cavartela da solo con l'Angelo.
L'inquisitore se ne andò, stringendo i pugni lungo i fianchi.
«Ciao...cognato giusto?» esordì Magnus.
James lo liquidò con un gesto della mano.
«non voglio più avere niente con i Lightwood finita sta faccenda».
«Va bene biscottino, ora andiamo» e scomparvero insieme a Melissa in una nube di glitter.
Si ritrovarono sulla riva orientale del lago Lyn.
Gli sembrava di essere stato lì solo due secondi prima. In effetti il parallelo del lago Lyn a Edom era molto simile.
Gli sembravano anni che non faceva una sana dormita, ma non aveva intenzione di perdere un secondo di tempo.
Magnus si mise a tracciare segni sul terreno.
Dopo qualche minuto lo stregone ebbe finito.
«Ecco fatto biscottino. Ora io devo andare. Non sarebbe saggio trovarsi nei paraggi con l'Angelo in giro» e se ne sgattolaiolò via.
Gli strumenti mortali erano a terra davanti ai suoi piedi.
Il lago Lyn, Melissa... tutto gli faceva venire in mente cosa successe li in quel luogo con Jace e Clary. Solo il pensiero gli faceva venire le lacrime agli occhi.
Ricordava che per evocare Raziel era necessario un sacrificio di sangue.
Prese il pugnale che portava lungo il fianco e passò la lama nella mano, tingendola di rosso, del sangue di un nephilim.

The Invisible ProtectorsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora