"Troviamoci fra 2 ore nella tenuta degli Herondale fuori città. Lì aprirò il portale. Portati qualche arma e fatti qualche marchio" disse Clarissa.
"Okay. Ci vediamo dopo"rispose James.
Rifornito di armi e pieno di rune, si diresse alla tenuta della famiglia Herondale, fuori Alicante. - Sembra non ci sia nessuno, probabilmente abitano in città- pensò James. Clarissa lo aspettava all'ingresso.
"Sei ancora sicuro di andarci? Da solo?" "Si" "Okay. È troppo rischioso mandarti direttamente dentro la fortezza di Meliorn, ti manderò in un posto sicuro" disse mentre sinuose linee nere uscivano dal suo stilo". James trattenne il respiro e attraversò il portale.
"Che cosa?! Spiegati meglio" chiese Melissa.
"Tra due ore sarà il mio diciottesimo (o nono, come dir si voglia) compleanno, dove acquisirò e avrò pieno possesso dei miei poteri da stregone. Hai presente il rituale dei nephilim per invocare Raziel?" Lei annuì con la testa "Be ecco una cosa del genere. Io invocherò Asmodeo. Come quando si invoca l'Angelo, invocando il principe dell'Inferno ho il diritto di esprimere una richiesta. Io rivoglio mio padre.
La cosa mi risulta un po' più difficile visto che mia zia Clarissa, cioè sua sorella, ne ha cremato il corpo, ma non mi impedisce di trasferirne l'anima in quello di un altro. Ed è qui che entri in gioco tu.
Vedi, come ti ho detto, il rituale per l'Evocazione di Asmodeo è un po' diversa rispetto a quella di Raziel.
È necessario il sacrificio di un nephilim.
Per evocarlo necessito della Spada, della coppa e dello specchio Infernale.
I primi due si trovavano qui, nella Guardia di Edom, mentre lo specchio che corrisponde al Lago Lyn di Idris sulla Terra, si trova qui a Edom vicino al rifugio dove si erano sistemati i tuoi adorati colleghi quando sono venuti qui. Quando saremo arrivati dovrò trafiggerti con la spada, uccidendoti, e poi far gocciolare il tuo sangue dalla lama della spada nella Coppa Infernale e, pronunciando un incantesimo, gettere entrambe nel lago.
Poi, evocando Asmodeo, chiederò che l'anima di mio padre entri nel tuo corpo morto che, essendo stato trafitto dalla Spada Infernale, farà tornare il suo animo demoniaco, come se non fosse stato purificato dal fuoco celeste" Vedendo il cambiamento del colore del volto di Melissa, diventato pallido, aggiunse "Dai non fare quella faccia. Tutti i nephilim sono destinati all'estinzione. Con la sola differenza che tu... diciamo sopravviverai fisicamente anche se con l'animo di mio padre. Ti garantisco che non sentirai nessun dolore. Sarà una morte istantanea".
In quell'istante entrò un cavaliere delle fate nella cella "Mio signore, è ora".
"Melissa. È ora di andare al lago. Hai intenzione di opporre resistenza?" chiese Meliorn alla ragazza. Lei pensò che anche se si fosse ribellata, non avrebbe concluso niente. Tanto valeva cercare di conquistarsi la fiducia del ragazzo, così scosse la testa. Lui spalancò gli occhi, sorpreso, e le traccò una runa di quiete sulla nuca, in modo che non potesse parlare o gridare. Poi prese un pezzo di fune, lo attorcigliò tenendolo arrotolato dentro la mano e si disegnò una runa sul polso.
Quando ebbe finito, prese il pezzo di corda e lo appoggiò sui polsi uniti di lei.
Questo si annodò autonomamente attorno e diventò incandescente, di un colore che assomigliava a quello del gas sul fornellino della cucina. Al solo contatto, bruciava la pelle. "Meglio se non cerchi di slegarti, se non vuoi trovarti i polsi senza pelle. Ora andiamo" disse il ragazzo aiutandola ad alzarsi.
