Il sangue continuava a gocciolargli dalla mano.
Si mise la mano lungo la cintura per prendere lo stilo dimenticandosi di non essersene mai preso uno nuovo da quando la Regina della Corte Seelie aveva confiscato il suo.
Si morse la lingua per non imprecare.
Immerse la punta della Spada insanguinata in acqua, dicendo una cantilena che serviva come rito di Evocazione.
Verso alcune goccie di sangue all'interno della Coppa Mortale e gettò i due strumenti all'interno dello Specchio.
Dove erano atterrati un getto d'acqua simile a un geyser irruppè dal Lago Lyn.
Una luce accecante lo costrinse a coprirsi gli occhi con la manica logora della sua tenuta da combattimento.
Si inginocchiò al cospetto dell'Angelo.
Era bellissimo, emanava un aura luminosa e pura, le due ali ricche di piume erano spiegate.
«Chi osa disturbarmi? Mi sembrava di essere stato abbastanza chiaro l'ultima volta che sono stato evocato... pensavo di riuscire a prendermi un periodo di pausa. Ma è mai possibile? In una ventina d'anni sarò stato evocato già 3 volte! E ora dimmi, giovane nephilim, cosa mi impedisce di fulminarti?
James stava pensando a come rivolgersi a Raziel.
Avrebbe dovuto chiamarlo Divino Raziel? No. Forse divino era più per un dio che per un angelo.
«Gli strumenti mortali, Splendente Raziel»
«Giusto. Quelli stupidi strumenti. Credo li confischerò... non ho intenzione di venire chiamato ancora una volta per le vostre stupide faccende mortali per almeno un centinaio d'anni!»
«Rispettabile angelo, mi scuso se...» iniziò James ma venne interrotto
«Che cosa vuoi? Non ho intenzione di perdere altro tempo»
James indicò la ragazza che giaceva a terra.
«Ma come osi? Io non faccio risorgere le persone per niente! Quella ragazzina dai capelli rossi... se l'era meritato! È grazie a lei se siete ancora vivi. Perciò non ho intenzione di far risorgere nessuno»
«Ma lei non è morta! È..»
«So cosa è. E ti dico che è praticamente spacciata. Mi dispiace, James Julian Lightwood».
James cadde sulle ginocchia. Il cuore dentro di lui pulsava all'impazzata. Si sentiva inutile. La sua vita lo era stata fino a quel giorno, in cui aveva incontrato quella bellissima ragazza dai semplici occhi castani.
L'Angelo parve sentire quei pensieri e si intenerì.
Recuperò la Coppa Mortale e si avvicinò allo shadowhunter e fece cadere poche gocce di icore dorato all'interno di essa e la porse a James.
«io...io....non so come ringraziarla» balbettò il nephilim.
«non farlo, allora» si girò tornando verso il centro dello Specchio Mortale e sparì.
James era ancora incredulo, ma dopo pochi secondi dall'essersi ripreso si avvicinò al corpo inerme di Melissa.
Pose la coppa sulle labbra della ragazza e le fece bere le poche gocce.
Una soffusa luce dorata circondava il corpo della nephilim. E aprì gli occhi. Con stupore James si accorse che erano tornati del loro colore originario. «Melissa io...» iniziò James ma Melissa lo interruppe circondandogli con le sue braccia il collo e i due si baciarono.
