Capitolo 16

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I signori Monteverde erano appena entrati nella Sala degli Accordi. Intorno a loro, la sala era piena di Cacciatori come loro e si vedevano molte persone conosciute per la loro fama, ma nessuno che si degnasse di andarli a salutare.

Tutti i Nephilim presero posto e il Console Penhallow e l'inquisitore Lightwood pretesero silenzio. Prima di entrare nella sala, il capo dell'Istituto di Milano si era disegnato una runa "Altre lingue" sul braccio, era una discussione molto importante, visto che ne aveva i mezzi perché sprecare tempo a tradurre quando si occupava di tutto una runa?

Il Console prese la parola: -Come tutti sapete, l'Accademia di Idris è stata attaccata e ne sono stati rapiti gli studenti. Gli Istituti di Sidney, Milano e Tokyo sono stati attaccati pure loro.

Inoltre due persone presenti all'interno degli Istituti, un'ascendente e una "nuova" Cacciatrice sono state rapite anche loro. Probabilmente essendo quest'ultima priva di rune è stata scambiata anche lei per un'ascendente. Gli Istituti sono stati distratti da un diversivo e poi derubati e saccheggiati di armi e oggetti magici preziosi. Inoltre all'ingresso di ogni Istituto attaccato è stato trovato un corpo. Su uno quello di un lupo mannaro, su uno quello di uno stregone, su un altro quello di un vampiro, tutte e tre con un biglietto in mano, con scritto "Veni". I membri del Consiglio del popolo fatato sono spariti, o scappati.

Sospettiamo che gli autori degli attacchi siano membri del popolo fatato, con qualche fanatico nephilim del nostro defunto nemico Sebastian o Jonathan Christopher Morgenstern come alleato-.

Una proiezione comparve alle spalle dell'Inquisitore che si girò quando si accorse della sua presenza.

Era un ragazzo, con i capelli rossi e ricci e gli occhi neri, con i lineamenti di Sebastian e le orecchie leggermente a punta nascoste tra i capelli voluminosi. Numerosi marchi gli solcavano la pelle chiara. -Sebastian, ti sei fatto la tinta?- chiese sarcastico Jace Herondale dalle prime file. Al signor Monteverde scappò una risatina. -Chi sei?- chiese il Console. -Sono la vostra rovina- rispose lui con un sorrisetto malefico. -Sono figlio di Jonathan Christopher Morgenstern e della Regina della Corte Seelie.

Io voglio la vostra estinzione! Ho tutta l'eternità davanti! Non vi chiedo di combattere contro di me. Nè di suicidarvi. Mi basta che non creiate più ascendenti. Ogni neonato nephilim che nascerà da domani verrà ucciso. Dovrete consegnarci tutte le vostre armi. Così la vostra razza si estinguerà. Avete tre giorni per accettare le condizioni.

Se non le accettate i mondani e la nephilim, che sinceramente pensavo una mondana, che ho rapito moriranno. Prenderemo gli istituti uno a uno. Conquisteremo la città silente e la città di diamante. Infine penetreremo a Idris. Intanto ogni giorno verranno uccisi un nascosto per razza, ovviamente tranne quella del popolo fatato. Così se rifiuterete vi inimicherete anche i Nascosti. Le altre volte siete stati fortunati. Ma io sono molto superiore rispetto ai vostri vecchi nemici. Ho l'immortalità degli stregoni, la pazienza del popolo fatato, la forza degli ottenebrati e le rune dei Cacci.. - E la poca modestia da chi l'hai presa?-chiese Jace. -Io non farei tanto lo stronzo, zietto, perchè i prossimi a essere uccisi potrebbero essere i miei carissimi cuginetti- il sorriso dalla bocca di Jace  sparì. -Tre giorni, ricordate, tre giorni- disse Sebastian Junior (così aveva deciso di soprannominarlo il signor Monteverde) prima di sparire.

The Invisible ProtectorsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora