Capitolo 2: Quel Ragazzo

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<<INACCETTABILE.>>

Passai nuovamente quella sottospecie di straccio su tutto il muro a destra del corridoio.

<<CATASTROFICO.>>

I disegni non andavano via, e il ragazzo si stava spaccando le dite a furia di premere sulla superficie così dura, tentando invano di terminare il suo estenuante lavoro. Ma faceva fatica. L'acqua del secchio che serviva a sciacquare lo straccetto da lui usato, era ormai nera e putrida.

Decise di alzarsi, con una fitta alle ginocchia, dato il peso sostenuto su di esse per troppo tempo, e si diresse verso il bagno maschile per mettere all'interno del secchio dell'acqua più limpida e che non gli avrebbe fatto prendere il colera solo a guardarla.

<<DOVREBBE VENIRE ESPLULSO PER UN TALE COMPORTAMENTO.>>

*Sccchiiaaafff*

Rovesciò l'acqua sporca nel gabinetto, tirò la corda e aspettò che il secchio si riempisse nuovamente, alimentato solo da un filo d'acqua proveniente dal rubinetto. Che noia.

Si guardò di nuovo le braccia, nude, visto che era a maniche corte, e riusciva a vedere i graffi e vari rimasugli qua e là delle solite strisce rosse ed inquietanti che gli comparivano sul corpo quando usava la Corruzione. Già, Corruzione. La parte peggiore del suo potere. Essa era la causa per cui era stato obbligato a pulire tutti i muri della scuola dai vari graffiti vandalici creati sia da studenti, che non.

Era davvero stanco, ancora prima di iniziare. Il potere gli aveva prosciugato le forze vitali, e succedeva sempre più spesso. C'era un lato positivo, però. In qualche modo, se la cosa non era troppo avanti, riusciva a fermarsi da solo, ma questo non prima di aver cercato di...uccidere...il proprio "nemico".

Questa volta, però, e per fortuna, si era fermato in tempo. In realtà, non si era nemmeno accorto che stava usando il potere, tanto quanto la rabbia lo accecava. Per tutto il cortile, iniziarono a volare in giro oggetti, mentre altri venivano scaraventati a terra ed erano impossibili da tirare nuovamente su. Voleva solo vendetta, voleva ferire, sia psicologicamente che fisicamente, come avevano provato con lui, seppur l'ultima in minor frequenza. Ma era assetato dal voler vedere i propri nemici morti, davanti a lui.

C'era quasi riuscito, ed alcuni erano stati anche feriti da oggetti volanti. Un vero spettacolo! Ma ad un certo punto intervenne il preside, pieno di rabbia, che riuscì, grazie al potere annullante di uno dei suoi colleghi, a placare il ragazzo. Che schifo quel potere! Bastava semplicemente un tocco per annullare tutta l'energia che sprigionavi. Inoltre, quel potere era anche abbastanza raro, ma in ogni caso la professoressa che lo possedeva non lo usava praticamente mai, anche perché a scuola "SAREBBE SEVERAMENTE VIETATO USARE OGNI TIPO DI POTERE".

<<MANCANZA DI RISPETTO ASSOLUTA VERSO LE NORMATIVE SCOLASTICHE E I PROPRI COMPAGNI.>>

Non ne poteva più di ripensare a quelle cazzate che gli aveva detto il preside dopo che fu trascinato con la forza verso il suo ufficio. Non che Chuuya si fosse rifiutato di andare, bensì era svenuto, a causa del potere.

Che bel risveglio! Un preside incavolato nero che gli sbraitava addosso senza ritegno, sputandogli in faccia tutto il suo odio. Chuuya ascoltava distrattamente, mentre giocherellava con una ciocca di capelli sulla spalla, ma capì che gli era stata impartita una punizione. "Va bene, tanto vale soffrire", aveva pensato fregandosene fino ad un certo punto. Tanto, a casa, nessuno lo aspettava.

Il secchio venne finalmente riempito da quelle goccioline che uscivano timidamente dal rubinetto. Chuuya barcollò a causa del peso, il quale gli sembrava essersi quadruplicato, forse a causa della stanchezza.

Alla fine, però, non gli mancava molto: solo l'ultimo muro in fondo al corridoio, poi, sarebbe corso in stazione e avrebbe preso il treno delle 22 per tornare a casa verso le 23.30... Era letteralmente a pezzi, e non sapeva neanche come avesse fatto ad arrivare fino in fondo al buio e tetro corridoio.

Con un tonfo, sbattè il secchio per terra, facendo schizzare varie goccioline al di fuori di esso.

"Brutti stronzi..." pensava, mentre la rabbia cominciava a riemergere piano piano. Non sono neanche stati puniti...eppure uno di loro mi ha fatto molto male...." Si guardò tirò su di un poco la maglia e guardò nuovamente quel taglio, seppur non profondo, molto dolorante. Il sangue era ormai rappreso, ed il dolore diminuito, ma il ricordo era ancora vivo e assetato di sangue. A quello aveva spaccato una mano lanciandogli involontariamente (ma dopo ne fu MOLTO contento) un vaso di fiori dalle dimensioni medie. Che gioia sentirlo urlare di dolore. Avrebbe fatto di tutto per rompergli anche l'altra. Il più bel giorno della sua vita, se fosse successo!

Questi pensieri macabri lo perseguitarono anche nel momento in cui correva verso la stazione per prendere il treno e tornare FINALMENTE a casa.

Tap tap tap tap

Correva, già, correva. Ancora una volta in ritardo. Ci aveva messo troppo tempo...

Diede un veloce sguardo al maxischermo sul quale c'erano scritte le coordinate dei treni, le loro partenze, i loro arrivi....Cercò il suo, il quale fermava velocemente nel suo paesino per poi ripartire glorioso verso i monti. Binario 8: Treno in partenza, venne annunciato da una voce femminile, e da lì corse giù per le scale in fretta e furia. Che strano, però, fino ad allora non aveva incontrato nessuno. Beh, pazienza, meno odio interiore da reprimere!

Appena risalì le scale che portavano al suo binario, una fredda ondata di venticello lo fece tremare. In fondo, indossava una giacca leggera... Decise, per questo motivo, di salire più in fretta possibile sul treno, ma la sua attenzione venne attirata da qualcos'altro, prima ancora che mettesse piede sul veicolo.

Dato che la testa del treno era vicina a lui, riusciva benissimo a vedere il binario affianco, e su di esso intravide una figura nera e distesa. Ma che è quella roba? La curiosità ebbe la meglio. Si sporse un poco di più e riuscì ad intravedere un volto bendato, ed in seguito tutto il corpo. Era un uomo, un uomo legato ai binari! Non opponeva resistenza, affatto. Sembrava in estasi.

Chuuya non ci pensò due volte e si corse verso di lui, proprio sopra i binari. Sapeva che era vietato, ma non poteva lasciarlo lì. Avvicinandosi, vide che l'uomo era alto e abbastanza magro, con una giacca marroncina e pieno di bende. A giudicare dal volto, seppur non si vedessero gli occhi, Chuuya capì che questo pazzo era un semplice ragazzo, forse con 1 o 2 anni in più di lui.

<<Che caxxo fai, coglion3?!>> gli urlò addosso, scuotendolo. Nessuna risposta.

In compenso, il suo treno era bello che andato, e ne stava arrivando un altro, a tutta velocità, sul binario dove si trovavano i due ragazzi. Non si sarebbe fermato, era un diretto.

Nota autrice
Uuuuhh!!! Chi sarà mai quel ragazzo sui binari? 636
Ora sappiamo che Chuuya ha un animo buono, giustooooo? ;))
Comunque, vi sembrano troppo pesanti come capitoli? Li preferireste più corti? :')

☘︎𖣔 𝑻𝒆𝒂𝒄𝒉 𝑴𝒆 𝑻𝒐 𝑳𝒐𝒗𝒆~  𝕊𝕠𝕦𝕜𝕠𝕜𝕦 𖣔☘︎Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora