<<Trentuno>>
Scrib scrib scrib.
<<Castano scuro>>
Scrib scrib scrib.
<<Tre fendenti nello stomaco e uno alla gola. >>
Scrib scrib scrib
<<Rose Huwon>>
Il corpo della donna giaceva a terra, il sangue che colava ancora dalle recentissime ferite, gli occhi sbarrati e privi di vita, di colore, di qualunque cosa. Il vuoto. Nulla di meno confortevole.
Indossava vestiti semplici ma eleganti, ormai coperti da un telo per evitare sguardi indesiderati dei passanti, nonostante a quell'ora e in quel luogo non sarebbe dovuto passare nessuno se non gli agenti incaricati.
Il biondo segnava ogni tipo di informazione sul suo quadernino, con sguardo serio, gli occhiali sistemati sul naso anche fin troppo spesso e la tensione tra i presenti abbastanza palpabile.
Il moro si alzò dopo essersi accovacciato affianco al cadavere, le mani sempre in tasca, gli occhi rivolti verso il basso e la mente che pensava veloce.
<<È morta meno di un'ora fa, il polso non è ancora completamente freddo. >> constatò deciso, guardando anche gli agenti.
<<L'assassino non può esser andato lontano. >> affermò uno di loro, giovane, mentre metteva la mano sulla pistola infoderata. Un compagno lo fermò prendendolo per il polso, seppur gentilmente.
<<In un'ora potrebbe già esser su un volo diretto per ogni parte del mondo. Non avrebbe senso tentare di inseguirlo o cercarlo. >> gli disse con tono piatto, che faceva sembrare benissimo le parole dette un ordine. Il ragazzo incrociò le braccia al petto e guardò i detective.
<<A che numero siamo, Kunikida-kun? >> chiese Dazai, sospirando.
Il biondo rispose senza nemmeno staccare gli occhi dalle parole che stava scrivendo velocemente.
<<Questa settimana la terza. >>
Osamu annuì.
<<Fate fare il test del DNA, anche se sospetto che comunque non ci sarà traccia delle impronte del killer, come sugli altri corpi, del resto. >> sospirò per poi iniziare ad allontanarsi verso la città
<<Vi saluto, la mia parte l'ho fatta! Ci vediamo domani. >> continuò Dazai, sorridendo e facendo ciao ciao con la mano, di spalle.
Ormai avevano passato più di 2 ore a cercare di capire cosa fosse successo, ed era notte fonda.
Kunikida si diresse verso gli agenti, scambiò qualche parola, e seguì il bendato. Il corpo sarebbe stato portato via a breve.
<<Che piano hai, in mente? >> chiese il biondo al più basso, una volta averlo affiancato nelle ampie strade della città.
Il moro sospirò, evitando con saltelli, come suo solito, i punti di intersecazione delle lastre del marciapiede, con agilità e disinvoltura.
<<Dobbiamo semplicemente continuare ad investigare, non abbiamo ancora abbastanza indizi. Saltare a conclusioni affrettate non avrebbe il minimo senso. >>
Kunikida si passò una mano sul viso.
<<Certo, però qui le vittime aumentano.>>
Il moro rivolse lo sguardo verso la luna ampia in cielo. Essa riempova la notte con la sua luminosità, quasi da sembrare un faro enorme in cielo.
<<Tutto a tempo debito. >>
____________
Il risveglio non fu uno dei migliori. Diciamo semplicemente che non era stato nemmeno un risveglio, dato che non aveva chiuso occhio. Si girava e rigirava nel letto, pensando a quel caso e a quel corpo al quale la vita era stata strappata con tanta prepotenza.
Sospirò nuovamente, mettendosi seduto, e, inseguito ad aver infilato i piedi nelle ciabatte, si alzò, stiracchiandosi.
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☘︎𖣔 𝑻𝒆𝒂𝒄𝒉 𝑴𝒆 𝑻𝒐 𝑳𝒐𝒗𝒆~ 𝕊𝕠𝕦𝕜𝕠𝕜𝕦 𖣔☘︎
Romance𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒆𝒊 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒒𝒖𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒎𝒆? 𝑶𝒓𝒎𝒂𝒊 𝒍'𝒉𝒂𝒊 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐, 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐...>> <<𝑰𝒏 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀ 𝒔𝒊̀, 𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏'𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂, 𝒄𝒐𝒏...
