Capitolo 12: Il Colpo Di Grazia...

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Ore 18.21

"Sono seriamente ancora qui a pulire? Magari così, dandomi punizioni del genere, risparmiano soldi nel pagare il personale scolastico addetto.


Ore 19.56

"Ed io che credevo ancora una volta di poter tornare a casa e farmi i fottut1 caxxi miei, ahahaah, e invece!...Non penso che mi manchi moltissimo, ormai ho finito di pulire due piani...


Ore 21.02

"Mi correggo. Sono ancora qui! In realtà, non pensavo che la scuola fosse così grande, e ho scoperto tantissime cose che non conoscevo. Come ad esempio il fatto che esista un aula nascosta dietro il bagno delle ragazze del secondo piano. Wow. Beh, non che ora mi importi, in questo momento. Cerco solo di finire tutto prima di invecchiare qui."



Ore 22.00



Finalmente, il rosso aveva finito di pulire praticamente ovunque, passando dalle lavagne di ogni aula, ai pavimenti di tutta la scuola. Un massacro, poveretto.
E pensare che non aveva fatto nulla. Chuuya uscì dalla scuola davvero stanchissimo, e si diresse verso la stazione, con gran fatica. Di certo non si immaginava di passare la giornata così.
Davvero una scocciatura, una scocciatura!
Menomale che il giorno dopo sarebbe stato l'ultimo prima delle vacanze di carnevale, e dunque non avrebbe rivisto tutte quelle facce da lui, soprattutto dopo oggi, molto odiate. Sì, compresa quella di Nakichiro.
Lei non aveva fatto nulla per evitare che il suo ragazzo venisse punito ingiustamente, e si era dimostrata anche lei colpevole, partecipando, seppur minimamente, al piano dell'esplosione. Invece, nel momento in cui il rosso era stato accusato, lei aveva abbassato lo sguardo, imbarazzata dalla situazione. Lei sapeva, ma non aveva detto.
Da quel momento, anche lei aveva scelto di stare con la classe, e non con Chuuya.

"O con o contro." Pensò lui, davvero incavolato.

Ma, a pensarci bene, chi era davvero con lui? Nessuno. Davvero nessuno. Le uniche sue conoscenze si fermavano alla classe, e solo perché i suoi compagni era costretto a doverli vedere ogni giorno, mica per altro. Altrimenti, non avrebbe mai cercato alcun rapporto sociale con quelle persone. A lui piaceva stare solo, avvolte. Era così bello, e non doveva litigare con nessuno. Certo, perché loro lo istigavano a litigare, e lui esplodeva lanciando insulti a raffica. Era fatto così.

Arrivò in stazione e notò con suo piacere che, ancora una volta, era vuota. Molto meglio, almeno non lo avrebbero disturbato in alcun modo, quegli sconosciuti. Salì le scale e arrivò al binario, in seguito raggiunse la prima panchina e si sedde, poco dopo si mise le cuffie e iniziò a d ascoktare la musica. Tutto sembrava tranquillo.
Ma dentro di lui stava esplodendo ancora una volta l'universo e tutti i corpi celesti in esso contenuti.


Perché mai LUI avrebbe dovuto far esplodere un computer?
Che motivo avrebbe avuto? Non era mica pazzo, sapeva le conseguenze di tale azione. Sapeva che sarebbe successo tutto ciò. Anzi, era stato lui a non voler prendere parte a quell'atto vandalico e a consigliare di smettere subito, ai suoi compagni. Risultato? Lo sappiamo già. Ma esisteva o no la giustizia, in quel mondo? Per la prima volta, Chuuya ne aveva bisogno.

<<Ma ci senti, nanerottoloooooooo???>>

Il rosso sobbalzò e dall'orecchio gli cadde una delle due cuffie.
Si girò verso il suono di quella voce, e di fianco a lui vide Dazai, anch'egli seduto sulla panchina. Il moro lo salutò con la mano.

<<Allora non sei ancora sordo!>> disse egli.

<<Bastard0, chi hai chiamato nanerottolo, prima?!>> gli ringhiò addosso, riprendendosi dalla sorpresa. Gli si avvicinò minaccioso.

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