Chuuya stava correndo (ancora una volta!) per andare a prendere il treno e andare a scuola. Questa volta, il treno non si era ancora fermato, e con movimenti veloci salì su di esso in men che non si dica. Poco dopo, iniziò la stressante ricerca di un posto libero, e in effetti c'era, ma non voleva stare con quella persona. Sì, il pazzo suicida. Cavolo, però non ce n'era nessun'altro, e non voleva nemmeno stare in piedi. Fece un respiro profondo e si avvicinò.
Dazai, nel vederlo, spostò con abbastanza scocciatura la valigetta che occupava il posto al suo fianco.
<<Tranquillo, sto in piedi.>> disse Chuuya arrabbiato per il modo con cui il ragazzo alto aveva compiuto quel gesto.
Il rosso si era già girato per andarsene, ma si bloccò al suono di quelle parole dette con quasi un pizzico di invito.
<<Resta pure.>>
Davvero? Non che fosse molto accogliente, ma Dazai aveva fatto addirittura lo "sforzo" di spostare la valigetta, e Chuuya non capiva se fosse stato solo per educazione o per altro.
Com'era enigmatico, quel ragazzo alto, con la sua espressione apatica in volto, tutto il suo modo di contenersi e le chiare sensazioni negative che venivano suscitate in chiunque solamente ricambiandogli uno sguardo....
Chuuya finalmente, si sedde, ma solo poco dopo si accorse che sarebbe stato di certo meglio rimanere in piedi.
Tutto quel silenzio lo stava opprimendo, schiacciando, soffocando.
Lui era ancora molto arrabbiato per il giorno prima, e non era in vena di avere un qualunque tipo di conversazione con il ragazzo più alto...
Già, infatti, non sapeva nemmeno il suo nome, ma di certo non si sarebbe scomodato, facendo finta di non ricordare tutta l'amarezza da parte del bendato nei suoi confronti, per chiedergli un'informazione talmente inutile....
Non gli interessava neanche! Il motivo era anche un altro, e cioè che, ovviamente, da cosa nasce cosa, e sapeva bene che la conversazione sarebbe continuata, seppur con difficoltà.
Ma non aveva intenzione di aver a che fare con un essere del genere, questo poco ma sicuro.
Dazai osservava con sguardo (come sempre) apatico e privo di calore il paesaggio che andava a mostrarsi al di fuori del finestrino.
Sembravano quasi nostalgiche e tristi, secondo Chuuya, quelle occhiate da parte del ragazzo, ma non volle intromettersi. Aveva già i suoi, di problemi, a cui pensare, e non aveva di certo bisogno di un peso morto del genere. Già, un peso, per meglio dire quasi morto.
Fu un viaggio straziante per il ragazzo dai capelli rossi, il quale, evidentemente, non reggeva tanto bene il peso del silenzio. Ma alla fine questo fardello scomparì, lasciando il posto ad altro...
<<Come ti chiami, nanerottolo? chiese Dazai subito dopo essersi girato leggermente per scrutare Chuuya con la coda dell'occhio.
La reazione non si fece attendere, e il rosso iniziò a fremere dalla rabbia, diventando paonazzo.
"""Non qui, Chuuya, non qui....""" pensava stringendo i pugni, e provando la stessa sensazione di cui era stato vittima anche durante le provocazioni del gruppetto della scuola.
<<Ti sei per caso offeso? Dai, è un dato di fatto che tu sia basso...>> lo punzecchiò nuovamente Osamu.
Si stava trattenendo, davvero tanto. Non poteva fare scenate, in treno...Già era visto come un mezzo teppistello a scuola, e ci mancava pure qui...
Dazai si girò completamente verso di lui, facendogli intravedere il suo occhio sinistro bendato -che fino ad allora non aveva notato, dato che Dazai era rivolto verso il finestrino- .
Il pazzo suicida fece un sorriso lugubre ed inquietante, che il rosso quasi non notò. Quest'ultimo continuava a guardare storto verso il bendato, ed era seriamente sul punto di strangolarlo. """Ti sta solo provocando, cretino""" pensò.
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☘︎𖣔 𝑻𝒆𝒂𝒄𝒉 𝑴𝒆 𝑻𝒐 𝑳𝒐𝒗𝒆~ 𝕊𝕠𝕦𝕜𝕠𝕜𝕦 𖣔☘︎
Romance𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒆𝒊 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒒𝒖𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒎𝒆? 𝑶𝒓𝒎𝒂𝒊 𝒍'𝒉𝒂𝒊 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐, 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐...>> <<𝑰𝒏 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀ 𝒔𝒊̀, 𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏'𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂, 𝒄𝒐𝒏...
