<<Smettila, bastard0! Ti ho detto che ce la faccio benissimo!>>
<<Figuriamoci! Su, vieni qui!>>
<<Togliti dai piedi! Non ho bisogno del tuo aiuto!>>
<<Chuuya, non vorrai che ti prenda di peso, vero? Non fare i capricci!>>
<<Che caxxo vuoi?! Levati dalle pall3!!!>>
Dazai stava costantemente cercando di aiutare Chuuya, per portarlo in ogni punto della casa, ma ormai il rosso riusciva a sorreggersi sulla gamba ancora un po’ dolorante, seppur con fatica. Il moro, però, non gli dava tregua.
<<Chuuya! Su! Vieni qui e non fare il bimbettino viziato!>> disse Dazai, allungando le braccia verso il rosso, il quale si sorreggeva con una mano sul tavolo della cucina.
<<Non mi toccare, togliti dalle scatole!>> gli rispose, spostandosi velocemente, così tanto in fretta che sembrava che quel coltello non gli avesse mai trafitto la gamba, durante la battaglia al parco.
<<Non obbligarmi a passare alle maniere forti, Chuuya!>> disse subito dopo Dazai, facendo un passo verso Chuuya.
<<Mi rifiuto di farmi portare da un pazzo suicida fino al suo fottut0 bagno! Sono perfettamente in grado di camminare! E poi spero tu stia scherzando, sul passare alle mani, perché sai benissimo che sia con il potere che senza ti faccio a pezzi…>> affermò Chuuya guardando male Dazai.
Quest’ultimo avanzò ancora, ignorando ciò che Chuuya aveva appena detto.
<<Caxxo, ma ti levi? Mi togli lo spazio vitale. Ora, se non ti spiace, vado in bagno DA SOLO.>> continuò il rosso, allontanando con una spinta il bendato.
<<Oooh, e va bene! Ma non voglio morti in casa apparte me, Chuuya, quindi cerca di non farti male.>> esclamò Dazai dopo esser stato spintonato via.
Chuuya si diresse zoppicando verso il corridoio, roteando gli occhi al cielo.
Oh, non sarebbe di certo caduto spaccandosi la testa contro lo spigolo di un mobile!
Che esagerazioni, il moro. Lo trattava come un bambino, eppure non lo era. Da quando il giorno prima si era svegliato a casa sua, non gli aveva lasciato tregua, e visto che il giorno stesso dell’arrivo di Chuuya, quest’ultimo non riusciva a camminare, Dazai lo aiutava sempre.
Sembrava una specie di mamma iperprotettiva, e il rosso rabbrividiva ogni volta che ci pensava. Inoltre, quest’ultimo pensava di tornare a casa il giorno stesso, e tra poco l’avrebbe detto all’amico.
In fondo, Dazai, aveva “”sacrificato”” due giorni lavorativi per prendersi cura del diciottenne, e di sicuro lo avrebbero rimproverato, una volta tornato…dunque, Chuuya non voleva più costringerlo a stare con lui.
Tanto gli era bastata solo una notte per ricominciare a camminare (o meglio, zoppicare), perciò poteva benissimo arrivare fino alla stazione e tornare a casa da solo. Non avrebbe avuto più bisogno di Dazai.
Si stava dirigendo verso la fine del corridoio, e, nel mentre, lanciava qualche occhiata dietro di sé per vedere dove fosse andato Dazai.
Non si vedeva. Bah, sarà rimasto lì in cucina…dopotutto, cosa gliene fregava?
La porta del bagno era davanti a lui, chiusa, e la stava per aprire, solo che la sua attenzione venne attirata da qualcos’altro.
Velocemente, girò la testa alla sua sinistra e vide una fessura tra un’altra porta e il rispettivo stipite.
Le tapparelle della stanza erano completamente chiuse, ma c’era una luce calda che proveniva da un piccola fonte affianco alla porta socchiusa…
però Chuuya non riusciva a capire cosa fosse. Sembrava una lampadina?
Diede una piccola spinta alla porta, e, dopo essersi sporto all’interno della stanza, vide che proprio di fianco alla porta c’era una scrivania, piena zeppa di fogli e cartacce. Sopra di essa, c’era la fonte: una piccola lampada da tavolo.
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☘︎𖣔 𝑻𝒆𝒂𝒄𝒉 𝑴𝒆 𝑻𝒐 𝑳𝒐𝒗𝒆~ 𝕊𝕠𝕦𝕜𝕠𝕜𝕦 𖣔☘︎
Romantik𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒆𝒊 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒒𝒖𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒎𝒆? 𝑶𝒓𝒎𝒂𝒊 𝒍'𝒉𝒂𝒊 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐, 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐...>> <<𝑰𝒏 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀ 𝒔𝒊̀, 𝒎𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏'𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂, 𝒄𝒐𝒏...
