Capitolo 22

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La situazione che si è creata mi sta facendo male sia fisicamente che mentalmente, mi sono dovuta tagliare anche i capelli corti perché mi stavano candendo e mi sono diventati da biondo chiaro a un castano, ho provato anche a tagliarmi, ma poi penso a Jeremy e a Lottie, sentono la mancanza di nostro padre tantissimo. Ancora dopo tre anni mi rifiuto di chiamare Bradley "papà", si è mio padre, ma non lo vedo tale, lui mi comprende in questo, ma mia madre no, vuole in ogni costo che dimentichi a Chris come padre, ma non ce la faccio.

In tutto ciò ho fatto diciott'anni, visto che ho finito la scuola e sono diventata maggiorenne, ho deciso di prenotare un volo di solo andata per Boston, ho bisogno di vederlo, ha tre anni che so sue notizie tramite i gossip e la tv, il volo ce l'ho oggi, mi stanno aiutando il nonno, il zio Hugh, Jack, Oscar ed Ava, che quest'ultimi due sono i figli adottivi di zio Hugh, ma per me sono come fratelli, Jeremy e Lottie lo sanno che sto partendo e gli ho promesso che io e papà risolveremo la situazione e vivremo tutti e quattro insieme.

Sono le 16, ho l'appuntamento con Jack, Oscar ed Ava, che mi dovrebbero venire a prendere, infatti sento suonare, sento la voce di Jack, scendo, "Nipotina sei pronta?" chiede Jack, "Non me la riportare tardi" dice mia madre, "Sorellina non ti preoccupare, hai già i capelli bianchi" dice Jack portandomi fuori, salgo in macchina salutando il resto della banda, "Ma i vostri padri?" chiedo, "Sono già all'aeroporto, parti insieme a zio Hugh" dice Jack, "Ma perchè con vostro padre?" chiedo a Oscar e Ava, "Con zio Patrick sono rimasti così" dice Ava, "Non vorrei che poi zio Hugh litiga con mia madre" dico, "Non ti preoccupare, noi rivogliamo a Chris, no a Bradley" dice Oscar, "Se mia madre ha mollato mio padre per quello" dico, "Ancora non hai accettato Bradley come tuo padre?" chiede Jack, "Chris rimarrà mio padre, anche se non abbiamo lo stesso sangue" dico.

Arrivando all'aeroporto, saluto chi devo salutare e parto insieme a mio zio per Boston, "Vedi che Chris sa che sto andando da lui, ma non sa che ci sei pure tu, quindi oggi e mezzo giornata di domani fai il fantasma" dice zio Hugh, "Zio lo voglio vedere" dico, "Ha tre anni che non vi vedete, non sai come potrà reagire" dice, "Ma che cambia tra oggi e domani?" chiedo, "Gli parlo, gli chiedo qualcosa di te e poi vediamo come va" dice, sospiro, "Lo so che tieni di più a Chris che a Bradley, ma è andata così" continua, "Zio nonostante sia Bradley mio padre biologico, resterà sempre e comunque Chris mio padre, mi ha cresciuto lui, mi ha dato tutto quello che Bradley non mi ha dato" dico, "Hai ragione tesoro" dice.

*Hugh
Arriviamo a Boston, non ho il coraggio di lasciare sola Grace in hotel, quindi me la porto dietro per la città, prima di entrare nel locale con cui ho l'appuntamento con Chris, ci mettiamo in una viuzza, "Tesoro per un pò devi restare sola, ma se hai problemi chiamami" dico, "Zio non lo posso vedere?" chiede, "Lo so che hai il desiderio di riabbracciarlo, ma per ora non puoi" dico, non risponde, le do un bacio sulla fronte, "Stai attenta nel frettempo" dico andando nel locale.

Entro nel locale e vedo già Chris seduto, vado da lui, "Ciao Christopher" dico sedendomi, "Ciao Hugh, come stai?" chiede, "Bene, tu?" chiedo, "Si vive, i ragazzi?" chiede, "Stanno male senza di te" dico.

*Chris
"Gli fa del male?" chiedo, "Bradley no, anzi lui cerca di aiutarli, ma è Victoria quella più nervosa, gli da fastidio tutto quello che fanno" dice, "Mi devi aiutare a fammi dare la custodia di Jeremy e di Charlotte" dico, "Sono venuto apposta per questo, sia io che Patrick vogliamo tutelare i ragazzi" dice, "Grazie, Grace?" chiedo, "Gli manchi tantissimo, se è viva è grazie per i fratelli e per la voglia di rivederti" dice, "Che ha fatto?" chiedo, "Ha cercato di suicidarsi un paio di volte, si tagliava, io e Patrick ogni volta ci siamo arrivati a tempo per non perderla" dice, sapere tutto questo fa male, fa tanto male, "Ora dov'è?" chiedo, "È qui a Boston" dice, "Perchè non me la portavi?" chiedo, "Domani, perchè poi ce ne dobbiamo andare" dice, "Hugh, non me la portare via un'altra volta, per favore" dico, "È maggiorenne, decide lei" dice alzandosi e va via.

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