«No,» si lamentò Hinata, tirandosi alcuni ciuffi rossi dei capelli con le mani. Kenma sbuffò, prima di sbattere la fronte contro il tavolo. Il suono attirò l'attenzione dell'altro, che l'osservò cercando di capire se si fosse fatto male.
«Sono un idiota,» ammise Kenma, fermo nella stessa posizione. Hinata sospirò e si sistemò sulla sedia, incrociando le braccia. Mentalmente, si disse di attivare la modalità "mamma".
«Perché l'hai fatto?» Il tono non lasciava trasparire rabbia o confusione, quanto più calma. Kenma alzò il viso, confuso, e osservò l'espressione dell'altro.
«Eh?»
«Perché gli hai detto queste cose? Le pensi oppure no?»
Fece per replicare, ma all'ultimo sembrò ripensarci. I suoi occhi vagarono sul tavolo, mentre rifletteva.
«Onestamente? Non lo so. Voglio dire... Le circostanze sono a dir poco particolari, però non é che abbia mai fatto nulla per ferirmi o che mi facesse dubitare delle sue intenzioni,» rispose infine, gesticolando con le mani. Hinata annuì.
«Tu sai che Kuroo non mi piace, non mi ha mai convinto del tutto. Però,» si fermò, come a soppesare le prossime parole, «Penso tu gli piaccia davvero.»
Kenma sbarrò gli occhi. «Piacere? No.»
«Io dico solo quello che vedo,» ribatté Hinata, con un sorrisetto sulle labbra.
«Tu pensi... che lui sia sincero?»
«Mi duole ammetterlo... Ma sì,» mormorò, alzando gli occhi al cielo, «E penso che anche tu lo pensi.»
«Cova vorresti dire?»
«Kenma... Ti conosco da molto tempo ormai, meglio forse di chiunque altro. Le emozioni... non sono proprio la tua cosa; hai detto quelle cose perché avevi paura dei tuoi sentimenti, hai paura del fatto che lui ti piaccia.»
Non ribatté immediatamente. Lo fissò con le labbra strette, come a cercare un qualche segno che stesse scherzando.
«Non sto dicendo che mi piace-»
«Non lo stai neanche negando.»
«In ogni caso, cosa potrei fare per rimediare?»
Hinata ci pensò un attimo. «Parlagli.»
Kenma alzò un sopracciglio, osservandolo in dubbio. «Ma dai, pensavo di comunicare telepaticamente.»
«No, sto dicendo di parlargli sul serio. Digli quello che provi, perché pensi di averlo fatto, cavolo, scusati se necessario!»
Il biondo sbuffò. Fece per parlare, ma Hinata lo anticipò.
«Tu hai questo problema del voler fuggire dalle tue emozioni, ma sbagli! Le relazioni si costruiscono parlando, essendo sinceri l'uno con l'altro!»
«Forse dovrei parlargli...» farfugliò Kenma.
«Cosa fai?» chiese Hinata, osservando l'altro prendere il cellulare in mano.
«Lo chiamo?» rispose come se fosse ovvio.
«No, assolutamente no!» esclamò, portandosi una mano sul petto drammaticamente, «Queste cose si fanno dal vivo!»
«Di sicuro non gli scrivo per incontrarci: sarebbe troppo... strano.»
Kenma e Hinata si scambiarono un'occhiata, intuendo l'uno le intenzioni dell'altro. Il rosso scattò, strappando il cellulare dalle mani del biondo; saltò in piedi, sfuggendo all'altro, che lo stava inseguendo ora per la casa.
STAI LEGGENDO
LoveGame
Fiksi PenggemarAmericanSchool!AU ↳ kuroken-centric ♡ ♡ ♡ «Ragazzi,» richiamò l'attenzione Hinata, cambiando totalmente discorso (come al solito), «ma secondo voi perchè non siamo tipo super popolari? Voglio dire, mica siamo male.» Akaashi sospirò: «Questa è semp...
