Io mi aspettavo una reazione quasi sorpresa da parte di Giulia, mi aspettavo che si tirasse anche indietro nonostante l'alcol in corpo, ma non andò affatto in quel modo. Quella sorpresa fui probabilmente più io, la proposta di Rosa mi spiazzò.
«Oh, tutto qui?» domandò Giulia con tutta la calma del mondo. «Vuoi che ti baci?»
«Si, cioè, insomma... Voglio capire cosa cambia, o se cambia qualcosa.» rispose lei con un sorriso a metà, anche lei fu sorpresa dalla reazione tranquilla di Giulia.
«D'accordo...» disse quest'ultima ancora piuttosto calma.
Si tirò su sulle ginocchia, poi si mise a carponi, gattonò per meno di un metro verso Rosa e si fermò davanti a lei. Io ero seduta in mezzo a entrambe, con le spalle contro il bordo inferiore del letto, Giulia inizialmente era seduta alla mia sinistra, Rosa dall'altro lato. In quel momento Giulia era proprio di fronte a me. Si sedette sulle ginocchia vicinissimo alle gambe di Rosa, le poggiò una mano su una guancia e lentamente si allungò col viso verso il suo fino a far incontrare le loro bocche. Non ebbe nemmeno un solo istante di esitazione. Il tutto successe davanti a me, in quel momento sembravo invisibile, e a me andava bene così. Fui rapita dal loro bacio, mi prese prima al centro dello stomaco e poi più giù sul basso ventre. Iniziarono con calma, con baci quasi a stampo, ma dato che Rosa voleva sentire il piercing quel bacio si trasformò quasi subito. Divenne più passionale, più spinto. Le loro bocche si divoravano quasi, le lingue si assaporavano. Rosa le portò una mano dietro la schiena, la tirò verso di sé e la tenne ferma contro il suo corpo. Giulia era quella che azzardava di più con la lingua, in fondo era stata Rosa a chiederlo, e nessuna delle due sembrò disdegnare la cosa. Nemmeno a me dispiacque molto. Quel bacio tra di loro mi fece sentire strana, mi eccitò più del dovuto, e mi fece venir voglia di unirmi a loro. Non avevo mai fatto sesso a tre, non sapevo come sarebbe stato, ma con quelle due sapevo che non sarebbe stato male per niente. Dopo qualche minuto buono rallentarono i baci, e con calma si staccarono. I loro sguardi si incrociarono e sorrisero entrambe, Rosa era soddisfatta, era evidente, Giulia sembrava interessata a continuare. Dopo qualche istante, però, Rosa cambiò espressione, sembrava confusa. Si voltò lentamente verso sinistra, lì dove c'ero io, e mi guardò.
«Cosa c'è, ragazzina?» mi chiese con quel suo sorrisetto divertito.
«N-niente...» dissi decisamente imbarazzata.
«Vuoi scoprire anche tu cosa si prova?» continuò lei mordendosi piano il labbro inferiore.
Io non sapevo cosa dirle, in quel momento il mio cervello era bloccato, avevo ancora in mente quel bacio tra loro due. Non mi ero mai sentita in quel modo vedendo qualcuno baciarsi, nemmeno in un film un po' più spinto. Quelle due avevano il più totale controllo della mia mente e dei miei ormoni quando erano insieme, ancora di più se si comportavano in quel modo. Rimasi per qualche istante senza dire nulla, non sapevo proprio cosa risponderle, ma lo fece Giulia per me.
«In verità io e lei ci siamo già baciate.» disse con fare piuttosto innocente, e il sorriso di Rosa divenne all'istante più ampio.
«Ma davvero?» chiese voltandosi solo per un secondo verso Giulia, poi tornò a guardare me.
«Si, siamo andate anche oltre.» le spiegò Giulia fin troppo calma, io stavo impazzendo, non volevo che nessuna delle due sapesse quelle cose.
«Anche tu?» domandò voltandosi verso Giulia. «Cavolo, ragazzina, in questa stanza non c'è nessuno che non ti sei portata a letto.» aggiunse Rosa verso di me.
«Anche tu sei andata a letto con Andrea?» le chiese Giulia in tono sorpreso.
«A quanto pare si...» disse Rosa riportando il suo sguardo su Giulia. «A questo punto manchiamo io e te.»
«Io e te?» le chiese lei in tono confuso, di tanto in tanto l'alcol si faceva sentire.
«Si, non è giusto che solo Andrea si sia divertita.» commentò Rosa in tono ironico accarezzando però piano il viso di Giulia.
«Rosa, andiamo, smettila di scherzare.» protestai io sbloccandomi da quel lungo e imbarazzante silenzio.
«Io non sto affatto scherzando, Giulia è d'accordo con me, giusto?» domandò con quel sorriso provocatorio.
«Giusto!» rispose lei piuttosto convinta.
«Giulia è ubriaca.» le dissi provando a convincerla a rinunciare a ciò che aveva in mente.
«Non è vero.» contestò Giulia.
«E invece si.» continuai io nervosamente.
«Secondo me sei solo gelosa per non esser stata inclusa nel discorso.» ribatté Rosa guardandomi con fare provocatorio, voleva che le dessi ragione, che le dicessi che volevo farlo con loro, ma non avevo intenzione di cedere.
«Se sei così convinta che non sia ubriaca allora perché non aspetti fino a domani mattina?» le chiesi, ma non ebbi il tempo di dire nient'altro.
Sentii subito la mano di Giulia poggiarsi al lato del mio viso, tra la mia mascella sinistra e il mio collo, e mi voltai piuttosto confusa verso di lei. Avrei voluto chiederle qualcosa ma le sue labbra premettero subito contro le mie. Mi baciò con calma, dolcemente, sembrava sapere davvero ciò che stava facendo, ma io continuavo a non esserne sicura.
«Sei dolce a preoccuparti per me, ma non sono ubriaca.» mi disse guardandomi negli occhi, ma a me continuava a non sembrare la stessa che conoscevo.
«D'accordo, allora vi lascio tranquille.» dissi tirandomi velocemente su, ma non ebbi il tempo di fare un solo passo lontano da loro che lei si mise in piedi di fronte a me.
Mi prese il viso tra le mani e tornò a baciarmi, in quel momento si lasciò andare ad un bacio più intenso però. Sentii la sua lingua scontrarsi con la mia, i suoi denti mi morsero piano, le sue mani erano dolci, calde, e quasi mi convinsero a rimanere lì. All'improvviso si staccò, ma lo fece solo per sfilarmi la maglia e per spingermi sul letto. Non appena io caddi lì, lei salì sul materasso con le ginocchia e si sedette a cavalcioni sul mio corpo, si piegò su di me e tornò a baciarmi.
«Io voglio che tu resti qui.» sussurrò dopo quel primo bacio mordendo piano le mie labbra.
«Vuoi che vada via io?» chiese Rosa in tono parzialmente ironico.
«Voglio che restiate qui entrambe.» disse Giulia voltandosi verso di lei.
Quella situazione era strana, io ero leggermente brilla ma capivo che qualcosa non andava, Giulia non sembrava esserci affatto mentre Rosa era quasi nella mia stessa condizione. E fu proprio quest'ultima a prendere in mano la situazione, salì sul letto sedendosi accanto a me e si allungò col busto verso Giulia. Le prese il viso tra le mani e tornò a baciarla, tornarono a baciarsi a vicenda e io tornai a sentire i miei ormoni muoversi. Avrei voluto farmi avanti, avrei voluto mettermi in mezzo a quelle due, ma non sapevo come muovermi. Il sesso a tre rappresentava ancora un'incognita per me, non lo avevo mai fatto e mi sentivo abbastanza impacciata e rigida. Rosa e Giulia se ne accorsero però, dopo un ennesimo bacio si voltarono di nuovo verso di me e mi sorrisero. Giulia si tolse la maglia e si distese lentamente al lato sinistro del mio corpo, quello dove non c'era Rosa. Sentii la sua mano sfiorare il mio addome e le sue labbra baciare dolcemente il mio collo, ma Rosa non rimase a guardare. Lei fece lo stesso, si distese accanto a me, al lato opposto, e portò una sua mano sul mio addome, poco più in basso rispetto a dov'era Giulia. Le sue labbra però le sentii contro le mie. Io mi voltai verso di lei, verso Rosa, perché ero meno sicura nei suoi confronti. Giulia era ormai partita, e non si sarebbe fermata in nessun caso, Rosa no. Rosa stava ancora arrancando, lei era abbastanza lucida come me, ma non sembrava aver ugualmente voglia di fermarsi. Io ricambiai i suoi baci, i suoi morsi, e lei iniziò il suo gioco. Sentii la sua mano salire un attimo sul mio addome, ma lo fece solo per prendere la mano di Giulia, e lentamente le fece scivolare entrambe giù lungo il bordo dei miei pantaloni. Sentii la stretta della cintura allentarsi, il rumore della cerniera che veniva abbassata e lentamente sentii quelle due mani scivolare giù tra le mie gambe. Era una sensazione strana, quelle due mani erano poggiate l'una sull'altra, non sapevo quale fosse quella di Giulia e quella di Rosa, ma in quel momento non mi importava scoprirlo. Mi toccavano entrambe, mi facevano bagnare entrambe, ma quei vestiti addosso erano di troppo.
«Aspettate un attimo...» disse Rosa staccandosi dalle mie labbra e tirandosi lentamente su.
Tolse la sua mano dai miei slip e capii che quella che comandava i giochi, che spingeva l'altra mano tra le mie gambe era la sua. Giulia tolse la sua poco dopo ed entrambe ci voltammo a guardare Rosa che si sbottonò i pantaloni e se li sfilò velocemente.
«Cazzo, Rosa, hai delle gambe stupende.» commentò Giulia guardandola come incantata da lei.
Rosa sorrise divertita, come a dire che lo sapeva, e si tirò via anche la maglia, lasciando Giulia letteralmente senza parole. Si fermò lì, si tenne l'intimo addosso e con passo lento e sensuale si avvicinò ai piedi del letto. Lentamente ci salì su, ma lo fece dal lato di Giulia, e con la stessa calma scivolò sul suo corpo sdraiandosi non appena arrivò faccia a faccia con lei.
«A me piace il tuo seno.» sussurrò Rosa mordendole e succhiandole piano il labbro inferiore.
Con la mano sinistra la vidi scivolare dietro la sua schiena, proprio lì dove aveva i gancetti del reggiseno, e dopo pochissimi istanti lo tirò giù scoprendo il seno di Giulia.
«Non è grande quanto il tuo.» commentò Giulia in tono quasi imbarazzato, ma a Rosa non importava.
«È perfetto.» sussurrò scivolando lentamente giù col suo corpo in modo da arrivare col viso davanti al suo seno.
Ne prese uno in mano e l'altro lo stuzzicò con la sua bocca. La sua lingua passava completamente sul capezzolo destro di Giulia che iniziò ad ansimare e gemere, mentre il suo sguardo si posò su di me. Io ero come pietrificata da quello sguardo, era intenso, intrigante, mi provocava anche se non stava toccando il mio corpo, ma era lei che voleva che toccassi il suo. Il mio sguardo scese lento lungo il suo corpo mezzo nudo e notai che non erano solo la sua mano sinistra e la sua bocca a muoversi, ma era anche il suo bacino. Si stava strusciando sul corpo di Giulia. In quel momento non mi chiesi se la situazione avesse senso o meno, non mi chiesi nemmeno se ciò che avevo in mente avesse senso, ma mi avvicinai lentamente a entrambe. Rosa si staccò dal seno di Giulia, io allungai una mia mano verso il suo viso, la poggiai sotto al mento e da lì la tirai verso di me mentre contemporaneamente mi allungai col viso verso di lei. Ci incontrammo a metà strada, le baciai piano le labbra, assaporando la sua bocca, e all'improvviso le morsi il labbro inferiore. Lei sorrise, si passò la lingua su quel labbro e abbassò per un istante lo sguardo su Giulia che era distesa lì sotto di noi.
«Ubriaca o no, sei stupenda.» sussurrò Rosa tornando giù sul corpo di Giulia, e io feci lo stesso poco dopo.
Lei ci sorrise, tenne lo sguardo su entrambe e con le sue mani ci sfiorò il viso. Rosa si concentrò sul lato sinistro del collo di Giulia, io pensai al suo seno destro, ed entrambe pensammo a portare una mano tra le sue gambe. Inizialmente scendemmo giù lungo il suo addome senza pensare all'altra, poi quando arrivammo sul basso ventre ci toccammo le dita e per un attimo ci fermammo. Io alzai il mio sguardo su di lei, e lei lo abbassò verso il mio. Incrociammo gli sguardi, ci sorridemmo entrambe e lei mi lasciò portare giù la mia mano per prima. Giulia riprese fiato non appena mi staccai dal suo seno, ma quando portai la mia mano tra le sue gambe, sotto agli slip e ai pantaloni, ricominciò ad ansimare. Rosa sorrise sentendola gemere piano, quasi sembrava trattenersi. Quello che sentivo io però Rosa non lo sentiva, Giulia era bagnata, eccitata. Tanto. Quando feci sesso con lei non la sentii subito in quel modo, dovette scaldarsi un po' prima, in quel momento invece sembrava volesse già arrivare al dunque. E io non ero nessuno per non darglielo. All'inizio ci andai piano, fui lenta, ma sentendola in quel modo non ci riuscii. Mossi la mia mano più velocemente, con più forza, portai due dita dentro di lei senza alcuna fatica e lei si lasciò sfuggire un gemito più intenso. Giulia abbassò il suo sguardo su di me non appena aumentai la velocità, e quando le infilai due dita dentro mi allungai verso di lei e la baciai. Fu un bacio intenso, caldo, che si concluse con un suo morso sul mio labbro superiore.
«Fammi venire.» mi sussurrò con un tono dannatamente eccitante, e io non avevo voglia di farla aspettare troppo.
«Tu rilassati, ci pensiamo noi.» ribattei in tono provocatorio.
Mi spostai lentamente più giù, di poco, verso Rosa. Lei mi guardò per tutto il tempo, cercò di capire quale fosse il mio piano ma glielo esposi solo dopo. Le lasciai un morso sul collo, piccolo, solo per attirare la sua attenzione e avvicinarmi a lei.
«Riporta giù quella mano.» le sussurrai all'orecchio.
Non c'era bisogno di aggiungere nulla, nessun altro dettaglio, lei capì all'istante cosa intendevo. Con calma tornai giù, sul corpo di Giulia, tornai a baciare e leccare il suo seno mentre le mie dita si muovevano con calma dentro di lei. Rosa portò giù la sua mano, sfiorò tutto l'addome di Giulia, e non appena infilò la mano sotto ai suoi slip si accorse di quel piercing. Non disse nulla, probabilmente aveva delle domande, ma quello non era il momento per parlare. Sentii le dita di Rosa allungarsi verso il basso, ma solo per bagnarsi bene, poi le riportò su verso il suo clitoride. Io e Rosa ci mettemmo qualche secondo per coordinare una buona velocità, e Giulia non riuscì più a trattenere nulla. Ogni gemito, ogni singolo sospiro, uscì dalla sua bocca come il suono più melodioso ed eccitante del mondo.
«Brava, tesoro...» sussurrò Rosa mordendole il collo.
Ci vollero pochi istanti per farla venire, era già piuttosto eccitata, e io e Rosa ci andammo giù pesante insieme. Giulia rimase quasi senza fiato, noi toccammo ogni suo punto debole contemporaneamente, ma le energie non le perse tutte dopo essere venuta una sola volta.
«Lo sai, mi piace quel piercing che hai tra le gambe.» le disse Rosa in tono piuttosto eccitato.
«Ah si?» le chiese Giulia con un sorrisetto provocatorio.
Io e Rosa avevamo già tolto le mani da Giulia, e lei poté muoversi come voleva. Si tirò su lentamente, si mise in piedi davanti al bordo inferiore del letto e si sfilò contemporaneamente sia gli slip che i pantaloni restando completamente nuda davanti a noi.
«Sei uno spettacolo...» sussurrò Rosa che si mise seduta su quel bordo per guardarla meglio.
Giulia sorrise, sembrava imbarazzata, si bagnò le labbra e incrociò poi lo sguardo con Rosa. In quel momento il suo sguardo cambiò, divenne più sicuro, più fermo. Aveva qualcosa in mente. Si avvicinò con passo deciso al bordo del letto, si piegò sulle ginocchia davanti alle gambe di Rosa e si allungò verso di lei per sfilarle gli slip. Lo fece piano, in modo quasi sensuale, ma non appena gli slip toccarono il pavimento quella calma cessò di esistere. In un attimo allargò le gambe di Rosa, si avvicinò di più e iniziò a baciarla tra le gambe. Rosa sorrise subito non appena Giulia fece quello scatto veloce, quel modo di fare a lei piaceva un sacco, e se ne accorse anche Giulia. Se ne accorse quasi subito e decise all'istante di non voler andarci piano. Rosa si trattenne per un po', sembrava che nessuno volesse farsi sentire lì dentro, ma il suo respiro era ormai pesante. Inarcò la schiena e il collo, socchiuse gli occhi e per qualche istante si lasciò andare ai baci di Giulia. Le portò una mano tra i capelli, per tenerla ferma lì, e l'altra la allungò verso di me. Io ero seduta sulle ginocchia accanto a lei, ero l'unica ancora parzialmente vestita, e quello a Rosa non piacque. Allungò la sua mano libera verso di me, verso i miei pantaloni, infilò per metà le dita più lunghe tenendo il dorso contro la mia pancia e mi tirò piano verso di sé.
«Perché non ti togli questi vestiti di dosso, mh?» mi chiese lei in tono eccitato, Giulia stava lavorando bene.
«E poi cosa facciamo?» le chiesi con quasi il suo stesso tono, il mio era più controllato.
«Poi scopiamo, le mie dita fremono dalla voglia di toccarti.» sussurrò lei con quel tono che mi fece sballare ancora di più.
Io ero piuttosto lucida, a differenza loro, l'unica cosa che non mi permetteva di ragionare erano i miei ormoni. Con calma scesi giù dal letto, mi misi in piedi e mi sfilai prima il reggiseno e poi i pantaloni insieme agli slip. Giulia si fermò non appena mi tirai su, si voltò verso di me ed entrambe rimasero a guardarmi fino a quando non fui completamente nuda davanti a loro. Per nessuna delle due era la prima volta che mi vedevano in quel modo, entrambe avevano avuto a che fare con il mio corpo, e io avevo avuto a che fare con i loro. Avrei potuto lasciarle fare, mi sentivo quasi di troppo lì in mezzo, ma loro mi aspettarono come se quella cosa avessimo dovuto farla insieme e basta, e in effetti era così. Rosa si aspettava che tornassi sul letto accanto a lei, magari di nuovo seduta in ginocchio, ma preferii muovermi verso il basso accanto a Giulia. Presi in mano la situazione, la tirai verso di me e la baciai assaporando Rosa dalle sue labbra. Con la mano libera mi occupai di Rosa, usai due dita ma non bastavano, sentivo che ne volava di più. Gemeva piano, era ancora piuttosto controllata, ma io volevo sentirla, avevo bisogno di sentire i suoi gemiti. Mi staccai dalle labbra di Giulia poco dopo, le sorrisi e mi passai la lingua sulle labbra in modo lento, sentendo fino all'ultima goccia del sapore di Rosa. Io e Giulia non parlammo, ci scambiammo un semplice sguardo d'intesa. Giulia tornò a leccare e baciare Rosa tra le gambe, mentre io mi sedetti a cavalcioni su una coscia di Rosa, prima di portare un terzo dito dentro di lei.
«Sei bagnata...» sussurrò Rosa contro le mie labbra.
«Se io sono bagnata, allora tu hai un lago tra le gambe.» ribattei col suo stesso tono.
Lei sorrise divertita ma non durò molto, si morse le labbra, trattenne un gemito e io scivolai lentamente verso di lei, verso il suo petto. La baciai subito, su quella stupenda bocca che aveva, succhiando leggermente il suo labbro inferiore.
«Non trattenerti, mi eccita da morire il tuo respiro.» le dissi tenendo lo sguardo fermo sui suoi occhi.
«E a me eccita da morire sentirti bagnata.» ribatté lei facendo scivolare piano una sua mano tra le mie gambe.
Non appena sentii la punta delle sue dita toccarmi ebbi un fremito, avevo una voglia matta di lei, di entrambe. Mi tirai su leggermente quel poco che bastava per far scivolare la sua mano tra le mie gambe, e non appena tornai sulla sua coscia sentii un suo dito infilarsi dentro di me, poi un altro, che si mossero subito veloci, forti. Io non mi trattenni, ogni singolo sospiro glielo lasciai sentire, ma dopo quella prima volta si lasciarono andare anche loro. Fu una notte lunga, intensa, stancante ma estremamente soddisfacente. I nostri corpi si incrociarono, si scontrarono e si scaldarono sempre di più. All'inizio fu tutto lento, meccanico quasi, nonostante l'alcol in corpo non eravamo molto a nostro agio in quel rapporto a tre. Ma col tempo ci divertimmo anche, ci sciogliemmo, e finimmo per passare tutta la notte in quel modo. Tra gemiti, orgasmi e provocazioni varie. Rosa era quella che provocava di più, da ubriaca sarebbe stata molto meno contenuta, mentre Giulia fu quella che si lasciò andare di più. Era più spontanea, meno calcolatrice, ma era anche quella meno lucida di tutte. Io inizialmente mi sentivo a disagio, i rapporti a tre li avevo immaginati sempre come qualcosa di irraggiungibile, qualcosa che non era alla mia portata perché volevo concentrarmi su una persona alla volta. Con Rosa e Giulia però non ci fu alcun problema, dopo un piccolo arrancamento andammo alla grande, ci sembrava quasi spontaneo ciò che facemmo, ma non fu lo stesso il mattino seguente.
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Di notte.
RomantikAndrea è una ragazza di 30 anni, fisicamente ne dimostra 20, alcuni non la prendono sul serio a causa del suo viso pulito e anche il suo lavoro ne risente. Lei è una scrittrice, scrive romanzi d'amore ispirandosi alla sua vita. È piuttosto sicura di...
