Derek è in piedi sotto la finestra chiusa di Stiles da non sa quanto tempo. La luce è accesa, ha cominciato a piovere da parecchio, Derek è completamente fradicio ma non ha alcuna intenzione di andarsene. Stiles è tornato a Beacon Hills da due settimane, tre giorni e quattro ore, Noah glielo ha detto la mattina dopo con gli occhi lucidi ma l'umano non ha voluto incontrarlo. Derek lo capisce, davvero, ma lui deve vederlo, ne sente proprio io bisogno. Sa che ha conosciuto Eli, il figlio ne parla come se se ne fosse innamorato. È uscito con il branco ma informandosi prima se ci fosse lui. E, per quanto non lo voglia ammettere, la cosa lo ha ferito. Sa che la colpa è solo sua, che lo ha ferito rifiutandolo nel peggiore dei modi. Ma Stiles si è sposato, si è rifatto una vita, potrebbe dargli almeno la possibilità di parlargli. Invece è fermo sotto la pioggia da ore, incapace di decidere cosa fare.
"Derek ma sei impazzito? Mi hai fatto prendere un colpo."
La figura di Stiles compare alla finestra distogliendolo dai suoi pensieri. Si accorge solo in un secondo momento della pistola puntata verso la sua figura ma non riesce a percepirla come una minaccia. Forse perché sa che, nonostante tutto, Stiles non gli sparerebbe mai. "Cosa fai lì? Entra."
Derek quasi stenta a crederci ma non perde tempo: si arrampica velocemente lungo la parete entrando nella camera di Stiles esattamente come quasi vent'anni prima. Appena appoggia il piede sul pavimento Stiles gli porge un asciugamano. "Sei fradicio."
"Sono un mannaro, non mi ammalo."
"Ma io ho appena lavato il pavimento della camera."
A Derek non piace sentire Stiles parlargli con quel tono ma sa di meritarselo. Si toglie le scarpe e si asciuga come può mentre cerca qualcosa da dire. Ma Stiles lo precede. "Perché sei qui?"
"Perché non vuoi vedermi?"
Stiles lo guarda con occhi carichi d'odio. "Ricordi cosa ti ho detto quella sera?"
Ogni singola parola. E Derek se ne pente ogni singolo giorno. "Sì" risponde appena.
"Benissimo. Quindi sto facendo quello che ti ho promesso allora. Continua a considerarmi morto e vai avanti con la tua vita."
"Tu non ci sei riuscito però."
Derek sa di essere scorretto, sa di essere un egoista ma rivuole Stiles nella sua vita. Si aspetta che Stiles gli urli addosso, che lo cacci dalla sua camera. Invece lo vede sedersi sul letto accartocciandosi su se stesso mentre comincia a tremare. È sul punto di cadere a pezzi e Derek crede di non essersi mai odiato così tanto come in quel momento. Si inginocchia davanti a Stiles e lo stringe forte a sé. "Mi dispiace, ragazzino. Mi dispiace tantissimo."
Vorrebbe fare di più, vorrebbe poter cancellare il dolore che gli ha causato ma non può. "Vorrei così tanto riuscire ad odiarti" sussurra Stiles tra i singhiozzi.
"E io vorrei davvero riuscire a lasciarti andare ma non ci riesco. Non posso farlo."
"Perché?"
"Perché sei il mio fottuto compagno, Stiles. E sei umano e avevo così paura che finissi come Paige che ho voluto allontanarti da me. Ero disposto a distruggermi pur di saperti al sicuro senza rendermi conto che stavo distruggendo anche te."
"Stupido idiota."
Stiles lo dice con una dolcezza tale da far male a Derek. Perché lo ama ancora nonostante tutto il dolore che gli ha causato. Lo sa, lo sente. Gli accarezza una guancia asciugandogli le lacrime. Poi gli bacia la fronte. "Ho intenzione di corteggiarti sul serio."
"Facendo lo stalker sotto camera mia?" gli domanda Stiles tirando su con il naso.
Derek lo trova adorabile. "So che ti piace sapermi a vegliare sul tuo sonno."
"Mi piaceva più quando lo facevi nel letto a fianco a me."
Derek nota immediatamente l'uso del passato e un pò gli dispiace. Ma sa anche che dovrà riconquistarsi la fiducia di Stiles ed è giusto così. "Quando me lo permetterai, tornerò a farlo. Per ora mi accontento se accettassi di uscire a cena con me."
"E se dovessi rifiutare mi riempirai di fiori o cadaveri di coniglietti?"
"Cosa ti convincerebbe prima ad accettare?"
"I coniglietti, decisamente. Non voglio avere sulla coscienza la loro estinzione."
Derek è sollevato dal fatto che Stiles non contempli un rifiuto al suo invito. "Vada per i coniglietti allora."
"Bene. Credo che ora sia meglio che tu vada però."
"Perché?"
"Perché ho davvero voglia di baciarti e fare l'amore con te. Non voglio rovinare tutto."
E per quanto Derek senta lo stesso bisogno rispetta la volontà di Stiles. Scioglie l'abbraccio, gli scompiglia i capelli e si alza. "Va bene, vado."
Sta mettendo la mano sul cornicione della finestra quando sente Stiles afferrargli il braccio. "Der."
"Sì?"
Le labbra di Stiles sono sulle sue in un bacio che gli scombussola l'anima. Gli era mancato così tanto eppure è come se non avessero mai smesso di baciarsi. Vorrebbe continuare per tutta la notte, tornare a sentirlo suo. Ma non sarebbe giusto. Gli appoggia una mano sulla guancia staccandosi a malincuore. "Wow" si lascia sfuggire.
Stiles ridacchia. "Credo possiamo saltare la fase coniglietti. Quando passi a prendermi?"
"Domani?"
"Domani è perfetto" dice prima di lasciarlo andare.
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Writober 2023
FanfictionCiao a tutt*! Gli anni scorsi abbiamo partecipato al #Writober sui nostri profili (anche perché non ci rivolgevamo la parola), mentre quest'anno abbiamo deciso di farlo insieme. Ci alterneremo nei capitoli (così, forse, riusciremo a farcela, dato c...
