14. Cintura Di Venere

951 98 14
                                        

Quando Cora gli ha regalato quel corso, Derek le era quasi scoppiato a ridere in faccia. "Arte? Cosa me ne faccio di un corso del genere?"

"Fratellone non puoi tenerti tutto dentro. Con le parole non ci sai proprio fare. Magari sei bravo in altro."

Gli ci erano volute solo tre lezioni per capire che Cora aveva ragione: dipingere lo rilassava. Aveva un modo tutto suo per abbinare i colori ma i compagni di corso non lo giudicavano, anzi, lo trovavano interessante. Non che si fosse fatto degli amici, non era il motivo per cui continuava ad andare alle lezioni ma gli piaceva potersi esprimere senza dover dare spiegazioni.

"Come sapete la prossima settimana la città ospiterà la mostra di Mister M." comincia a parlare il loro insegnante.

Derek lo sa, lo sa molto bene. Nonostante pensa che usare uno pseudonimo, soprattutto per un'artista emergente, sia da sbruffone gli piaccioni i suoi quadri ed è curioso di poterli finalmente vedere dal vivo.

"L'artista avrebbe il piacere di esporre qualche opera di qualcuno di voi quindi vi ha lanciato una sfida: ciascuno dovrà ritrarre a suo modo la modena Venere che ci ha mandato" dice indicando un ragazzo su un piedistallo, in centro alla stanza. "Potete scegliere materiali, prospettiva, pittura o scultura. I lavori dovranno essere consegnati entro sabato e solo durante la mostra scoprirete quali opere saranno state scelte. È una grande occasione, non sprecatela."

Derek osserva attentamente il ragazzo: è davvero molto carino, pelle lattea costellata di nei, un profilo elegante, corpo magro con muscoli appena accennati. Eppure la semplice tunica bianca che indossa non lo valorizza come meriterebbe. È come se lo spegnesse mentre la sua bellezza dovrebbe risplendere. Derek si muove nella stanza alla ricerca di un'angolazione che gli renda un pò di giustizia ma niente. È sul punto di arrendersi e provare a vedere se almeno sulla tela riesce a cavarne qualcosa quando si accorge che controluce la tunica lascia intravedere il corpo sotto del ragazzo. E da lì parte l'idea. Derek comincia ad abbozzare e quando è soddisfatto inizia a disegnare sulla tela. I tratti sono rapidi e decisi, sa di aver perso già troppo tempo. Infatti quando la lezione finisce gli mancano ancora troppi dettagli. "Sembra un buon lavoro, Derek."

Derek si passa una mano tra i capelli. "Avrei bisogno di altro tempo."

"Mi dispiace ma non dipende da me."

"Posso fermarmi ancora un pò" si offre il modello spuntato alle sue spalle.

"Lo faresti davvero?"

"Non ho di meglio da fare e sono proprio curioso di vederlo finito."

"Io però devo scappare" dice il maestro. "Derek chiudi tu?"

"Certo. Ti lascio le chiavi al solito posto."

"Grazie."

Appena l'uomo esce dall'aula l'attenzione di Derek si sposta sul ragazzo. "Vuoi riposarti un attimo? Ti offro un caffè."

Il ragazzo scuote la testa. "No, grazie. Mi piace il caffè ma se dovessi berlo adesso non dormirei per tre giorni." 

"Un the?" 

"Non ti arrendi, vero?" gli domanda con il sorriso. 

Derek ricambia. "Ho bisogno di una pausa. E anche tu. Si vede che non sei abituato a restare fermo." 

"Interessante. E cos'altro hai notato?" 

"Ci hai osservato attentamente per tutto il tempo. Non sei solo un modello." 

Sorride di nuovo. "Beccato. Sono Stiles" si presenta il ragazzo allungando la mano. 

"Derek. Ma già lo sai. E non eri obbligato a presentarti solo per un the." 

Writober 2023La tua prossima ossessione. Scoprilo ora