Padre Stiles, solo Stiles per chiunque lo conosca, è il più giovane prete entrato nel monastero di sant'Elmo. Non che sia stata propriamente una sua scelta quella di prendere i voti ma gli piace quella vita, gli piace rendersi utile e aiutare gli altri. Svegliarsi presto non gli pesa nonostante l'insonnia che lo costringe a lunghe passeggiate notturne. Esattamente come quella notte: il suono della pioggia non lo fa addormentare quindi si veste con i primi vestiti che trova e comincia a camminare lungo i portici. Gli piace il silenzio che trova in quei momenti, gli sembra di essere solo al mondo r si sente finalmente in pace con se stesso. Sta per andare nell'orto nonostante il brutto tempo quando si accorge di una figura accucciata nel buio. In un primo momento Stiles pensa si tratti di un malintenzionato ma poi si rende conto che quel qualcuno è ferito. Gli si avvicina senza la minima esitazione. "Posso aiutarti?" gli domanda tentando di sorreggerlo.
Il ragazzo si scosta dal suo tocco. "Sto bene."
"Non mi sembra proprio."
"Vuoi approfittarti di me?"
Stiles si dispiace per quell'accusa ma si domanda anche cos'abbia passato quel ragazzo. "Sono Stiles e ti assicuro che non voglio nulla da te."
"Perché lo fai?"
Stiles alza le spalle. "Mi piace sentirmi utile."
Il ragazzo valuta per qualche secondo le sue parole prima di crollargli praticamente addosso. "Derek" sussurra prima di perdere i sensi.
Stiles sa che dovrebbe chiedere aiuto ma qualcosa gli dice di non farlo. A fatica lo trascina fino ad una stanza adibita agli ospiti e lo mette nel letto. Lo spoglia con mani tremanti: il bellissimo corpo di Derek è coperto di escoriazioni e lividi. Stiles lo guarda, una fiammella che credeva di aver soffocato anni prima gli si accende nel petto. Stiles prende un profondo respiro poi comincia a disinfettare le ferite e mettere una crema sui lividi. Spera che non ci siano emorragie interne e nulla di rotto. Una volta che ha finito di medicarlo lo copre con il lenzuolo e resta a vegliarlo fino alle prime luci dell'alba quando esce per raggiungere i suoi fratelli per la preghiera del mattino.
I giorni passano, Derek comincia a riprendersi e girellare per il convento. Stiles lo raggiunge solo di sera con la cena, chiacchierano un pò ma mai di questioni personali e quando esce da quella stanza si sente sempre turbato.
È quasi il tramonto, hanno appena finito i vespri e manca poco alla cena. Stiles è nell'orto a raccogliere le verdure quando Derek compare alle sue spalle sedendosi su una panchina alle sue spalle. "Perché sei qui?"
"Sto raccogliendo i cavoli."
"Intendevo qui, in questo posto."
"Oh. Perché mi piace, mi fa sentire utile."
"Ci sono altri mille posti dove potresti sentirti utile. Qui sembri un animale in gabbia. E ho l'impressione che la porta l'abbia chiusa proprio tu."
Qualcosa si accende nel petto di Stiles, una rabbia che non sentiva da tempo. "Tua mamma non ti ha insegnato a non giudicare situazioni che non conosci?"
"Mia mamma è morta in un incendio sette anni fa assieme a tutta la mia famiglia."
Stiles si sente terribilmente in colpa. Non sa cosa gli sia preso ma Derek non merita di essere il bersaglio della sua rabbia. Si alza, si pulisce le mani sulla tunica e si siede al fianco del ragazzo. "Diciamo che non sono riuscito a rendere orgoglioso mio padre che mi ha caldamente suggerito di entrare in convento."
Derek lo osserva, Stiles si sente chiaramente i suoi occhi addosso. Ha caldo nonostante le temperature già fresche. "Non riesco a vedere niente di sbagliato in te. E dovresti fare ciò che ti rende felice non ciò che vuole lui."
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Writober 2023
FanfictionCiao a tutt*! Gli anni scorsi abbiamo partecipato al #Writober sui nostri profili (anche perché non ci rivolgevamo la parola), mentre quest'anno abbiamo deciso di farlo insieme. Ci alterneremo nei capitoli (così, forse, riusciremo a farcela, dato c...
