27. Eclissi lunare

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Derek è steso a letto, di schiena lo sguardo fisso sul soffitto, da almeno due ore. Ha già scacciato una volta sua mamma e l'altra Cora, non ha voglia di parlare con nessuno. 

"Non ho fame!" urla, per la terza volta, alla voce che è questa volta di Laura. 

"Ci dici, di grazia, almeno perché sei chiuso lì dentro da quando sei tornato da scuola? Hai preso un brutto voto?" 

"No, Laura, non è successo niente, ho solo sonno e se non la smettete di disturbarmi non posso dormire!" 

Sente uno sbuffo, poi quello che è sicuramente un calcio contro la porta chiusa e infine i passi di sua sorella che si allontanano. Derek prende un respiro, pensando di essere finalmente libero di starsene da solo in santa pace, ma a quanto pare non gli è concesso. Sente un tintinnio contro il pavimento, poi qualcosa strusciare contro la porta e, infine, la porta si apre. Laura ha sicuramente fatto scivolare la chiave dalla serratura, per poi aprire con quella universale. 

"Non esiste privacy in questa casa?" le urla contro, girandosi sul fianco e dandole le spalle. La sente sedersi sul letto, poi la sua mano sulla spalla. 

"No, se il mio fratellino si chiude più di quanto non sia già, dopo essere tornato da scuola con un muso lungo. Mi spieghi cosa è successo?" 

Derek decide in maniera molto matura per i suoi diciassette anni di non rispondere, sperando che il silenzio scoraggi sua sorella. Anche se la conosce fin troppo bene per sperarci sul serio. 

"Der, qualcuno a scuola ti dà fastidio?" 

Il tono di Laura è così serio e preoccupato, che Derek cede, come sapeva sarebbe successo e borbotta. 

"A Stiles piace un ragazzo." 

Laura non risponde subito, forse non ha capito ed è molto meglio così. Derek si azzarda a girare leggermente la testa per guardarla e la ritrova a fissarlo. 

"Cosa?" chiede e lei scoppia a ridere. 

"Non è possibile, a Stiles piaci tu da quando avevate dieci e nove anni!" 

Derek la guarda male, poi si volta del tutto e si mette a sedere. 

"E invece gli piace un tizio, me l'ha detto stamattina perché lui ha cominciato a mandargli messaggi qualche giorno fa e stasera escono." 

Laura sta zitta qualche secondo, poi si alza e comincia a camminare per la camera. 

"E tu cosa gli hai detto?" chiede, incrociando le braccia al petto. 

"Che sono contento per lui se si piacciono e di stare attento?" 

"DEREK!" Laura praticamente grida e si lascia ricadere seduta sul letto. "Ti piace Stiles, giusto? Lo stai ammettendo?" 

Derek, quasi riluttante, non può fare a meno di annuire. 

"Bene!" risponde sua sorella, schioccandogli un bacio sulla guancia. "E perché cazzo gli hai risposto in quel modo?" 

Derek abbassa lo sguardo. "Perché sembrava realmente contento e...noi litighiamo sempre, stiamo sempre a gridarci contro." 

"Der, siete amici da tantissimo. Vero che discutete, ma non sono litigi, è il vostro modo. Il vostro mondo. Siete opposti, è vero, ma... non so, un po' come il sole e la luna, l'uno illumina l'altro. Non lasciare che questo tizio si metta nel mezzo!" 

"Cosa devo fare?" 

LEi si alza, gli afferra la manica della felpa, tirandolo per farlo alzare, poi lo spinge verso la porta. 

"Ti do il permesso di saltare la cena, ma va' a casa di Stiles e impediscigli di uscire con chiunque debba uscire stasera. Digli che ti piace e poi torni qui e mi racconti com'è stato il tuo primo bacio."

Derek la guarda, poi inarca un sopracciglio. "Primo?" chiede. 

"Zitto, sei il mio fratellino diciassettenne, non voglio nemmeno sapere quante e quanti ne hai baciati. Sciò!" 

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Derek fa come gli ha detto Laura: si alza il cappuccio della felpa, esce fuori e cammina più in fretta che può verso casa di Stiles, sperando di arrivare in tempo. Sul vialetto c'è solo la macchina dello sceriffo e Derek quasi si mette a piangere non vedendo la Jeep, ma quasi si commuove invece quando la vede parcheggiata sulla strada. Dev'essersi bloccata poco prima di svoltare nel vialetto, come sempre. 

Decide di non passare dalla porta di ingresso, ma si arrampica lungo la grondaia come fa da quando era piccolo, fino alla camera di Stiles. La luce è accesa, quindi sarà lì. Magari si starà preparando per uscire, si starà facendo carino per quel ragazzo, forse sta già immaginando la serata, il saluto, il bacio sotto il porti-

"Derek?" 

la faccia di Stiles fa capolino dalla finestra, poi si sposta, lasciando entrare Derek. 

"Cosa ci fai qui? Perché non usi il campanello come gli esseri umani normali?" 

"Non mi piacciono le eclissi di luna." 

Derek si prenderebbe a schiaffi. Da dove diavolo gli è uscita quella frase? Mannaggia a Laura. 

"Eh?" è la giusta reazione di Stiles. "Eclissi? Stasera è anche nuvoloso." 

"La luna durante le eclissi si oscura, ma non perché il sole smetta di illuminarla. La colpa è della terra che si mette di mezzo e a me questa cosa non piace. Non voglio che ci sia altro di mezzo." 

Stiles si avvicina e Derek sente la sua mano fresca poggiarsi sulla propria fronte. "Hai la febbre?" chiede. "O hai fumato di nuovo con i tuoi amici? Derek, avevi detto che era stata solo una prova e che ti aveva fatto schifo, ti ricordi che papà è lo sceriffo, vero? E poi credo faccia male e poi ti sei arrampicato! Hai scalato casa mia da drog-" 

"Tu sei il sole, io la luna. O viceversa, non ha importanza, ma io sento che sei tu che illumini me e io non la voglio la Terra di mezzo. Non quella del signore degli anelli, ma proprio la presenza della terra tra me e te. Non ci voglio niente tra me e te."  

E Derek riesce a percepire nettamente il momento in cui le rotelle del meraviglioso cervello di Stiles si attivano e collegano tutto quel discorso sconclusionato. Stiles spalanca lo sguardo, come se non credesse alle sue orecchie, ma subiso dopo il suo sguardo diventa dolce, mentre un timido sorriso gli curva le labbra. Solo infine, dopo aver incrociato lo sguardo di Derek, Stiles abbassa impercettibilmente gli occhi, guardando le proprie mani, le dita che giocano tra di loro. 

"Mi stai dicendo che quindi devo mandare un messaggio a Greg per dirgli di eclissarsi?" dice e scoppia a ridere. Non perché sia divertito, non lo sta prendendo in giro. Stiles ride con il viso, la bocca, con gli occhi. Stiles sta ridendo con tutto il corpo, con le mani che gli tremano per l'emozione. Stiles ride perché è felice e Derek accoglie quella felicità moltiplicandola insieme alla sua e non riesce più a mantenere quella distanza. Annulla la poca distanza che c'è tra loro e gli prende il viso tra le mani, ridendo insieme a lui, occhi negli occhi. Ride e gli bacia le labbra, gli bacia quella risata che gli vibra nel petto mentre lo stringe. Non smettono mai di ridere, il Sole e la Luna vicini come non mai, luce che si riflette gemella nell'altro, fuoco che divampa e accende entrambi. 

Nessuna eclissi, nessuna ombra. Solo tanta, tantissima luce. 

Writober 2023La tua prossima ossessione. Scoprilo ora