A M E L I A
Sollevai lo sguardo verso le nuvole che coprivano timidamente il sole.
Nonostante fosse domenica mattina, il giardino dell'Università era gremito di studenti, occupati in picnic e brunch improvvisati e chiacchiere rumorose. Se ne stavano sparsi sull'ampia distesa verde di fronte all'ingresso, a godersi un po' di quiete prima dell'imminente inizio settimana.
Portai una cucchiaiata di porridge alla bocca.
«Spero di non scottarmi con questo sole!»
La voce lamentosa di Ava richiamò la mia attenzione sul tavolo in legno a cui eravamo sedute.
Osservai il suo sguardo imbronciato con una faccia visibilmente perplessa.
«Ava siamo fuori da cinque minuti, è fine Ottobre e il sole è coperto dalle nuvole.»
Sbuffò, coprendosi il volto con la mano.
«Appunto, sono le insolazioni peggiori. Dio, odio questa luce!»
Ava, ti prego, trovami qualcosa che non odi
A parte te stessa.
Se solo fosse legale ti sposeresti col tuo riflesso sullo specchio.
«Vuoi un po' di crema solare?» borbottai, rovistando nella borsa.
Ellen era fissata con l'abbronzatura. E puntualmente mi riempiva il cervello e la borsa di prodotti per la skin-care. Perciò poco male, la soluzione ai fastidi di Ava esisteva.
Avevo il grande sospetto, però, che avrebbe trovato il modo di lamentarsi anche di questo.
«No, per carità, poi si appiccica tutta la faccia. La odio la crema solare.»
Per l'appunto
Trattenni una risatina, sollevando le spalle.
«Come vuoi» bofonchiai, ricominciando a mangiare.
«Porridge e...?»
Una voce maschile, alle mie spalle, mi fece sobbalzare. La riconobbi immediatamente.
«Ava!» squittì la mia amica, tendendo una mano in avanti.
«Jaden» esalai, voltandomi sorpresa nella sua direzione.
Mi lanciò un occhiolino, stringendo la mano ad Ava.
«Posso sedermi qui con voi?»
«Certo!» ribatté Ava, ancora in piedi.
Lo osservai stupita mentre scavalcava la panca in legno, prendendo posto accanto a me.
Una ventata di profumo fresco mi abbracciò.
Jaden mi sorrise, togliendosi la giacca in pelle. E io non potei fare a meno di seguire con lo sguardo i movimenti delle sue braccia toniche, perfettamente avvolte da un maglioncino grigio.
Si spostò i capelli castani dagli occhi.
Deglutii, improvvisamente a corto di parole.
Che diamine ci faceva lì, di nuovo?
«Medicina continua ad essere dalla parte opposta del Griffith...» borbottai improvvisamente a disagio, riportando lo sguardo sulla mia vaschetta.
Mi concentrai sul cucchiaio in metallo, immerso nell'avena.
«Ma Amelia Smith continua ad essere da questa parte del Griffith.» ribatté con naturalezza, pescando un panino dallo zaino, come nulla fosse.
Trattenni un labbro tra i denti, mascherando un sorriso.
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Yes, Coach!
RomanceKaty è una studentessa di medicina con un unico obiettivo: vincere le gare di nuoto e ottenere la borsa di studio. Le sue giornate all'interno del College sono scandite da ritmi serrati: lezioni, studio e allenamenti, in un ciclo ordinato che si ri...
