26. Shadows

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Ciao cuoricini 💙

È il primo capitolo inedito, perciò sono un po' agitata 🫠 Vi avviso, è un lunghetto 🥴

Come sempre, vi chiedo di sostenermi con una stellina ⭐️

Buon lettura e...non mi odiate 💙
Spero di leggervi tra i commenti 🫂
Vostra,
Cloud ⛅️


J A C E




Mi rigirai tra le lenzuola morbide, posando la guancia sul cuscino. L'odore del cotone fresco di bucato mi invase le narici.

Davanti ai miei occhi, il volto di Katy era rilassato nel sonno.

Sollevai automaticamente la mano, seguendo con l'indice i tratti del suo viso, a distanza, senza sfiorarla.

Seguii la linea delicata del suo naso, le guance morbide, fino a delineare la mandibola arrotondata, in una via che conduceva dritta alle sue labbra schiuse.

Ne uscivano sospiri cadenzati, cullati dal sonno.

Prima che potessi realizzarlo, mi ritrovai a scostarle una ciocca di capelli dalla fronte.

Il suo volto era disegnato, rilassato in un sonno profondo. Ed era bellissima.

Nell'ultima settimana, avevo realizzato di avere un grande problema in più, da risolvere: avevo sviluppato una sottospecie di ossessione per Katherine Miller.

Quella grandissima rompicoglioni, con la faccia da angioletto, la lingua affilata e una voglia malsana di ficcare il naso negli affari miei. Proprio lei.

E non capivo come, improvvisamente, fosse diventata la mia rompicoglioni.

Era così bella che guardarla era diventato un misto tra dolore e respiro.

Non dovresti nemmeno lontanamente pensarle, queste cose.

Mi morsi la lingua, come se il solo pensiero fosse una bestemmia.

«E se io volessi te?»

L'aveva detto con convinzione, quella notte in piscina, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.

Le sue parole si erano marchiate dentro di me. Perché la volevo anche io, così tanto che mi ero imposto di non averla.

Perché mai, una come lei, dovrebbe volere uno come me?

Non la meriti

Lo sibilai dentro di me, e la voce che risuonò nella mia testa mi parve quasi straniera.

Strinsi la mascella, infastidito verso quella voce che non riuscivo a zittire.

Kat era linearità, io incostanza.
Lei era dolcezza, mentre io conoscevo solo l'amaro.
Serenità, quando dentro la mia vita vorticava il caos.

Eppure la sentivo la quiete addosso, quando mi lanciava quelle occhiate che avrebbero incendiato chiunque.

La sentivo persino quando s'incazzava, per poi disinnescarsi nel giro di dieci minuti.

E vedevo ogni emozione dipinta sul suo viso, in quegli occhi così grandi che avrebbero potuto risucchiare il mondo. Lo avevano fatto. Avevano risucchiato il mio.

Kat era purezza, mentre io ero sporco. Ero nato sporco. Di problemi, guai, preoccupazioni, di tutto ciò da cui lei avrebbe dovuto stare lontana.

Eppure, guardandola adesso, nel mio letto, pensai che quello fosse esattamente il suo fottuto posto nel mondo.

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