Katy è una studentessa di medicina con un unico obiettivo: vincere le gare di nuoto e ottenere la borsa di studio.
Le sue giornate all'interno del College sono scandite da ritmi serrati: lezioni, studio e allenamenti, in un ciclo ordinato che si ri...
Abbandonai il corridoio dei dormitori non appena la porta della stanza di Kat si richiuse alle sue spalle. La osservai entrare in camera, i lineamenti morbidi del suo volto persi in una smorfia di confusione e le spalle chine in avanti.
Il mio cuore aveva raddoppiato i battiti non appena la voce di Elijah aveva invaso le mie orecchie, e da allora le sue parole risuonavano incessantemente nella mia mente in una melodia inquietante, a ricordarmi ciò che di lì a qualche minuto sarebbe accaduto.
«Ala nord, adesso. Con discrezione.»
Mi diressi rapidamente verso l'uscita di sicurezza indicata, portando automaticamente un piede davanti all'altro. La mia testa vagava tra mille scenari, brulicante di pensieri e intrisa di emozioni contrastanti.
Ero consapevole che prima o poi quel momento sarebbe arrivato e, in realtà, una parte di me lo stava aspettando freneticamente, mangiata dall'agitazione dell'attesa.
Spalancai la porta d'uscita con un gesto brusco. Il fruscio feroce del vento fece aderire la t-shirt al mio corpo, penetrando nel tessuto sottile della maglia, e mi provocò una schiera di brividi che si diffusero di riflesso sulla mia pelle.
Non sentivo né freddo né caldo, percepivo solo il mio cuore battere all'impazzata ad un ritmo sconnesso e lo stomaco contorcersi in una danza pericolosa, appesantito dall'ansia.
Feci vagare lo sguardo nell'oscurità intorno a me, lasciando la presa sulla porta, che si richiuse alle mie spalle con un tonfo sordo. Mi appoggiai al muro, in attesa.
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«Ce ne hai messo di tempo.»
Un'ombra scura emerse dal buio incappucciata, il volto coperto dai capelli e le mani serrate nelle tasche di un lungo cappotto elegante. La sua andatura lenta mi consentì di concentrare lo sguardo sulla sagoma poco definita, percorrendola in tutta l'altezza; mi parve di scorgere una figura più esile di quella che ricordavo, resa prorompente dai vestiti larghi.
Ma ogni dubbio fu spazzato via non appena parlò: riconobbi immediatamente quella voce graffiante. La sua
«Taglia corto» replicai, fermo sul posto.
Percepivo una strana tensione ad appesantirmi le gambe, improvvisamente serrate al suolo.
Lo sentii ridacchiare, mentre si accendeva una sigaretta. Il suo volto s'illuminò sotto alla danza tremolante della fiammella, rivelando i tratti spigolosi del viso di Elijah, tesi in un ghigno tanto inquietante quanto familiare.
Lunghi capelli biondi, ispidi, aderivano alla sua fronte alta e sporgente. Gli occhi, riempiti di vacuità, erano piccoli e verdi, contornati da profonde rughe, che solcavano la sua pelle fino ad incontrare le guance scavate, ricoperte dalla barba incolta e rossiccia.