[COMPLETA] 🔞 Contenuti sessuali espliciti.
I protagonisti sono due stereotipi fatti e finiti che piano piano si destruttureranno individualmente e muteranno nel tempo, all'interno di un rapporto meno prevedibile e sopratutto complicato.
Nella tran...
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Lachesi e Atropo si dileguarono prima che Annie comparve in cima alla scala.
Fu già abbastanza strano così, che trovasse tutto il mio branco a casa sua, figuriamoci se ci fosse stata anche la sua terapista e una sconosciuta che mi molestava.
«Non pensavo che i pancake di Clohè vi avessero conquistato così tanto,» disse scendendo le scale.
«Beh, volevamo venirti a prendere per portarti a scuola,» disse goffamente Steve.
Annie guardò fuori dalla vetrata.
«E siete venuti a prendermi con due macchine? Davvero? Sembra più una scorta!»
Si avvicinò a me e si mise in punta di piedi per baciarmi la guancia e sorridermi divertita.
«I ragazzi sono stati così carini da portare qualche ciambella per ricambiare la colazione di ieri,» mentì Clohè per salvare la situazione e aprì la confezione maxi di donuts che aveva portato Attry.
Annie si fiondò subito su quello al pistacchio, gli diede un morso e si leccò le dita mugolando. Io sbarrai gli occhi deglutendo vistosamente e Clohè lasciò la cucina imprecando sottovoce per via della mia reazione poco casta.
***
Nonostante la colazione densa di rivelazioni sconvolgenti e preoccupanti, la giornata a scuola trascorse, più o meno, come il giorno precedente. Di Drake non c'era ancora traccia e Annie era tranquilla. Io cercavo di gestire le mie preoccupazioni per non trasmetterle alcun turbamento.
Non fu affatto semplice, ma avevo davanti una lunga notte di luna piena per rimuginare da solo e lontano da Annie. Quindi in sostanza avevo solo deciso di posticipare le mie elucubrazioni.
Mi stringeva il cuore l'idea di non poter dormire con lei. Ma la posta in gioco era troppo alta ed era meglio non rischiare.
Avrei chiesto a Marcus di rinchiudermi nella gabbia che avevamo installato nelle fondamenta della villa e gli avrei lasciato le redini della battuta di caccia del plenilunio.
Non avrei potuto fare così ogni mese, la mia salute psicologica e fisica ne avrebbe risentito troppo se non avessi lasciato al mio corpo il libero sfogo proprio in occasione della luna piena. Tuttavia, per il momento, era la scelta più saggia. Nel mese successivo avrei avuto tutto il tempo di testare cautamente le mie reazioni al corpo di Annie.
Impazzivo all'idea di lasciarmi andare con lei, baciarla, divorarle le labbra, toccare ogni dannato angolo del suo corpo esile e amarla con tutta la possenza del mio essere. Sovrastarla, possederla, percepire i suoi gemiti, farla esplodere tra le mie mani, sulla mia bocca, sotto i miei colpi. Sentirla contorcersi tra le mie dita o intorno alla mia durezza era qualcosa che bramavo dal momento esatto in cui l'avevo incontrata nei corridoi della scuola.
Ora però dovevo prendere in considerazione l'ipotesi che fare sesso con lei avrebbe potuto metterla troppo a rischio. Mi sentivo un po' come se avessi vinto alla lotteria, ma qualcuno da un momento all'altro potesse stracciarmi il biglietto davanti agli occhi.