[COMPLETA] 🔞 Contenuti sessuali espliciti.
I protagonisti sono due stereotipi fatti e finiti che piano piano si destruttureranno individualmente e muteranno nel tempo, all'interno di un rapporto meno prevedibile e sopratutto complicato.
Nella tran...
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Le mie labbra si fiondarono sulle sue con ferocia e, con possesso, la imprigionai con il corpo contro il sedile.
Sentii il motore della macchina di Lip avvicinarsi e rallentare.
Ringhiai rumorosamente e gli ordinai telepaticamente di proseguire dritto e di non aspettarci.
Annie approfittò di quell'attimo di distrazione per spingermi verso il mio sedile e saltarmi letteralmente addosso. Si sedette sul mio grembo e io le afferrai le natiche con una mano, fino a sprofondare le dita nella sua carne. La spinsi con il bacino sul mio, facendole sentire quanto fossi duro e pronto.
Con l'altra mano, l'afferrai per la coda di cavallo e la costrinsi a lasciare alla mia completa mercé il suo collo, pulsante dall'affanno dell'eccitazione.
Ero annebbiato dall'istinto, incapace di pensare razionalmente.
Mi avvicinai e appoggiai i denti sulla sua pelle morbida e profumata, li feci scorrere verso il basso per poi passarle la lingua dalla base fin sotto l'orecchio.
Lei prese a strusciarsi sulla protuberanza dei miei pantaloni in modo convulso e selvaggio, finché non esplose dopo pochi secondi.
«Sei già venuta, piccola. Sei soddisfatta così o vuoi continuare?» la provocai.
«No, no! Maledizione. Ho bisogno di più!» era in preda a un'esasperazione talmente potente da sembrare come se un'onda in tempesta stesse spazzando via la sua salute mentale come una fragile costruzione di sabbia sul bagnasciuga.
Mi slacciò i jeans e si scostò le mutandine, mentre io le strappavo di dosso il cardigan panna di lana grossa e le abbassavo il top, facendole fuoriuscire i suoi seni così sodi e succulenti. In pochi istanti fece sparire la mia intera asta dentro di lei, e io il suo capezzolo nella mia bocca.
Poco dopo annaspai e abbandonai con non poca fatica quella delizia.
«Cazzo, Annie, sei fradicia!»
Stavo scivolando dentro e fuori di lei con troppa facilità, tanto che mi dovetti aggrappare al volante della macchina per pompare ancora con più ferocia.
Annie urlò convulsivamente, fin quasi a farmi esplodere la testa.
«Sì, di più! Ancora! Ancora più forte!» Mi incitava come se non stessi quasi distruggendo la macchina sotto i miei colpi.
Non appena il continuo sfregamento e il bollore delle nostre parti intime sortì qualche effetto sull'eccessivo lago che usciva dalla sua vagina, mollai la presa sul volante e le afferrai le natiche. Rallentai il ritmo e aumentai la profondità, ricercando l'inclinazione che sapevo l'avrebbe portata dritta al nostro inferno.
Dopo pochi affondi raggiungemmo la vetta. Ad ogni colpo, mi sembrava fossimo sempre più vicini, ma allo stesso tempo sempre più alti, finché non esplodemmo assieme in mille pezzi, rotolando rovinosamente giù da quella montagna immensa, creata dalla nostra libido.