Capitolo 27

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Kynan arrivò davanti all'ingresso del suo castello e rimase parecchio confuso nel vedere che non era vero quello che aveva detto Telipinu. Certo c'era gente per la sua esecuzione ma non tutto il suo popolo: solo i nobili. Certo le cose non cambiavano visto che il biondo avvertiva lo sguardo carico di critica che gli stavano lanciando tutti i nobili li presenti: gli avevano sempre detto che le sue idee fossero folli e che lo avrebbero portato a distruggere il regno di Kizzuwatna e così era stato.

Kynan si sentiva in colpa in realtà in quel momento perché aveva davvero sperato di riuscire a fare del bene ma aveva solo segnato la fine del suo regno proprio come gli aveva detto il padre. Si sentiva inutile e non vedeva l'ora sotto sotto che quell'esecuzione avvenisse in modo da potersene andare da quella terra. Forse sarebbe davvero stato meglio se fosse morto lui al posto di Theodor: suo fratello infatti sarebbe stato un re mille volte migliore di lui.

Kynan lanciò un veloce sguardo in direzione di dove si trovavano Telipinu e Cory. Suo marito sembrava ancora leggermente scosso anche se aveva messo su una maschera impassibile. Kynan in realtà si stupì di aver riconosciuto quella maschera sul volto del marito perché aveva appreso appieno di non conoscerlo minimamente dopo quello che era successo una settimana prima. Per non parlare del fatto che il biondo aveva ancora fresca nella mente la conversazione avvenuta poco prima con il ragazzo nelle prigioni e per un attimo, un solo istante, il dubbio che il marito fosse veramente incinta si instaurò nella sua mente. Fu veloce però a scacciarlo e ritornò a guardare davanti a se anche se con testa bassa.

-miei cari nobili- ridacchiò Telipinu utilizzando la lingua di Kizzuwatna mentre si avvicinava a Kynan e faceva segno alle guardie di farlo mettere in ginocchio e fargli poggiare la testa sul ceppo. Kynan lasciò loro fare e osservò solo per un momento il boia con l'ascia prima di tornare ad osservare il pavimento acciottola davanti a se. -il vostro re sta per raggiungere il resto della sua famiglia e lui sarà il primo di una lunga lista se non giurerete eterna fedeltà a me riconoscendovi come miei schiavi- Telipinu osservò i vari nobili li presenti aspettando che si inginocchiassero ma nessuno di loro lo fece -se non vi inginocchiate morirete proprio come il vostro re- continuò l'uomo guardandoli truci ma nessuno di loro ebbe una reazione e Cory li osservò leggermente sorpreso per poi incontrare lo sguardo di Amon che era fisso su di lui. Il ragazzo ebbe un brivido lungo la schiena perché il sacerdote lo stava fissando come se volesse leggergli dentro. -come volete! Procedi!- ringhiò Telipinu verso il boia -e non lascerò nemmeno le ultime parole al vostre stupido e ingenuo re!-

-padre- Cory alzò la voce attirando completamente l'attenzione di Telipinu e di tutti gli altri presenti -voglio farlo io- aggiunse poi con il cuore in gola.

-oh finalmente mio figlio si è svegliato, tutto tuo-e Telipinu fece passare il ragazzo che andò dritto verso il boia prendendo l'ascia dalla sue mani. Fece una leggera smorfia Cory notando che la stessa fosse fin troppo pesante. Sperava davvero di riuscire a fare quello che voleva.

-questa guerra è durata per più di mille anni- disse Cory prendendo coraggio e ringraziando che il padre fosse rimasto abbastanza vicino a lui e Kynan -abbiamo sofferto tanto e perso i nostri cari per colpa di qualcosa che non abbiamo iniziato noi. I nostri antenati ci hanno lasciato il peso di questa guerra e noi abbiamo dovuto sopportare tutto questo- Cory prese un profondo respiro -questa guerra finisce oggi ed entreremo in un periodo, spero molto lungo, di pace dove la gente di Alalah e quella di Kizzuwatna vivranno insieme e in armonia-

-ma che cazzo stai dicendo Cory?- sbottò Telipinu non capendo le parole del figlio, in realtà l'ultima parte -quelli di Kizzuwatna sono sottomessi nostri, nostri schiavi e...-

-continuando così la guerra non finirà- lo interruppe Cory stringendo la presa sull'ascia per poi prepararsi a colpire -l'unica soluzione è la pace che ha proposto mio marito e che ha davvero funzionato per quasi più di un anno prima che il tuo ego decidesse di palesarsi padre- e così dicendo, con una forza che non credeva nemmeno di avere, Cory fece ruotare l'ascia in modo da non colpire il marito ma il padre conficcandogli l'ascia nel petto. Telipinu urlò preso alla sprovvista ma quasi immediatamente l'urlo si bloccò con il corpo dell'uomo privo di vita che cadeva a terra.

Kynan nel mentre aveva alzato la testa, alle parole di Cory principalmente, e si era voltato ad osservare il marito con occhi sgranati mentre iniziava a realizzare che con tutte le probabilità il castano gli avesse detto la verità quella mattina nelle prigioni. Osservando il marito notò anche che era diventato tutto d'un tratto pallido e si preoccupò a morte anche perché sembrava come se stesse per vomitare. Si guardò intorno cercando un modo per potersi liberare le mani ma era completamente scoppiato il caos nel giardino dopo quello che aveva fatto Cory.

-state bene?- Kynan si voltò dalla parte opposta rispetto a Cory e con suo sommo piacere vide Mursili che si era avvicinato a lui con un paio di chiavi e che gli stava togliendo le manette.

-si- rispose sinceramente Kynan. Una volta libero il re si alzò di colpo e incurante di tutto il resto raggiunse a grandi falcate Cory giusto in tempo per prenderlo tra le braccia mentre si accasciava per vomitare. -piano, respira- gli sussurrò mettendogli una mano dietro la schiena a realizzando movimenti circolari.

-colpa del sangue- riuscì a dire con voce roca il castano che quasi voleva piangere per la gioia visto che Kynan era al suo fianco e lo stava abbracciando.

-non mi importa di cosa è colpa, respira e basta- scosse la testa Kynan per poi guardarsi intorno cercando di capire se ci fosse bisogno del suo intervento oppure no.

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