Capitolo 12

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Kynan aveva lo sguardo perso davanti a se e non riusciva veramente a concentrarsi su quello che uno dei lord stava dicendo. In realtà quella era la terza volta che quel lord si presentava difronte a lui con la stessa identica proposta: sposare sua figlia invece di quella cosa che si era sposato. Kynan però non aveva staccato il cervello solo per la richiesta assurda del lord ma anche perché da un mese e mezzo a quella parte era completamente preoccupato per Cory.

A nulla erano state utili le sue proteste quando il ragazzo gli aveva detto tutte le sere di scoparlo malamente così forse rimaneva incinta. A nulla era servito anche il suo astenersi dal fare sesso con il marito perché anche il suo consiglio ristretto aveva iniziato a mettergli pressioni sull'avere un erede. Kynan davvero non riusciva a capire tutta la voglia che avevano gli altri di vedere Cory incinta ma erano due sovrani e non potevano farci niente.

Alla fine aveva ceduto all'istinto tanto che ogni sera faceva sesso con il marito anche se cercava di essere il più delicato possibile per non fargli male. Cory però sembrava completamente estraniarsi quando erano insieme e a Kynan sembrava davvero di fare sesso da solo: preferiva a quel punto non scopare proprio che farlo in quel modo.

-mio re!-

-no lord Lunes- sbottò Kynan esasperato -ho un marito non sposerò tua figlia-

-quello li è un buon a nulla!-

-se insulti un'altra volta mio marito ti faccio rinchiudere in prigione- disse secco Kynan e il lord si pietrificò sul colpo per poi fare un leggero inchino e andare via lasciando entrare nella sala del trono la persona dopo di lui per le udienze del giorno. Subito Kynan si accorse che non era una persona di Kizzuwatna quella ma di Alalah per via delle orecchie a punta ben evidenti.

L'uomo fece un leggero inchino per poi iniziare a parlare nella lingua di Alalah. Kynan sbiancò cercando di bloccarlo.

-aspetta- cercò di dire ma l'uomo parve non capirlo e cercò di parlare nuovamente e Kynan sospirò per poi richiamare una delle guardie e vide l'uomo di Alalah bloccarsi di colpo spaventato -va a chiamare mio marito, ho bisogno di lui- e la guardia annuì scomparendo velocemente con l'uomo di Alalah che lo stava guardando confuso. Non ci volle molto prima che Cory facesse il suo ingresso nella sala del trono.

-cosa c'è?- disse il castano non accorgendosi in un primo momento chi ci fosse in udienza.

-è uno della tua gente e non conosco la tua lingua ma vorrei sapere cosa mi sta chiedendo- rispose Kynan indicando l'uomo e Cory si voltò osservando l'uomo moro che aveva difronte.

-mio marito non conosce la nostra lingua-

-quindi non vuole rinchiudermi?- chiese preoccupato l'uomo e Cory scosse la testa.

-mi ha fatto chiamare per aiutarti- sussurrò -dimmi tutto e io lo riporterò a lui-

-oh grazie mille Lugal.gal- l'uomo abbassò la testa -la mia campagna è stata presa di mira dai cinghiali e avrei bisogno di una mano per cacciarli via- e Cory annuì per poi voltarsi verso il marito che li aveva ascoltati in silenzio.

-i cinghiali gli stanno distruggendo la campagna- riassunse velocemente Cory -vorrebbe una mano-

-va bene, posso organizzare delle battute di caccia ai cinghiali in quelle zone così da guadagnarci nella carne e anche togliere i cinghiali- disse Kynan e Cory tradusse le sue parole all'uomo.

L'uomo di Alalah sorrise riconoscente e fece un profondo inchino al re per poi, dopo aver spiegato per bene dove si trovasse la sua campagna, uscire dalla sala del trono e lasciare i due coniugi da soli.

-grazie- disse Kynan verso il marito facendo cenno alle guardie di non far entrare al momento nessuno.

-uh- sussurrò Cory -per così poco-

-per me non è poco, soprattutto quando la tua gente inizia a fidarsi di me- scosse la testa Kynan.

-mio padre lo avrebbe lasciato a se stesso per questo forse è venuto prima da te...lo aiuterai veramente?-

-perché non dovrei farlo? Cory da quando ci siamo sposati la tua gente è anche la mia e ho delle responsabilità nei loro confronti. Mi dispiace solo non poter capire da solo di cosa hanno bisogno- rispose sinceramente il biondo mentre il marito gli si avvicinava e si sedeva sul secondo trono presente con molta calma sotto lo sguardo attento di Kynan.

-posso stare con te?- sussurrò poi il castano senza guardare negli occhi Kynan -nel caso qualcuno di Alalah decidesse di...ecco ripresentarsi come è appena successo- spiegò poi la sua decisione.

-puoi stare qui tutto il tempo che vuoi Cory, sei mio marito hai il diritto di stare al mio fianco anche se non so quanto ti farà piacere stare qui a sentire le lamentele di alcuni lord ma se vuoi farlo puoi-

-grazie, ti giuro che non darò fastidio e...- ma il castano si bloccò di colpo perché aveva visto il marito alzarsi di colpo e raggiungerlo e mettersi perfettamente di fronte a lui.

-non mi dai fastidio Cory- gli spiegò poi -a me fa solo piacere se mio marito vuole aiutarmi perché per me significa che crede in quello che credo io: che la pace possa esistere veramente tra noi- disse serissimo e notò come gli occhi di Cory lo stessero scrutando nel profondo dopo quelle parole. Cory che si era accorto, per sua sfortuna, di quanto tutto quello che gli aveva sempre detto l'altro non era una facciata. Kynan era veramente buono e gentile, certo qualche volta lo aveva visto anche arrabbiato (non con lui) e gli aveva fatto paura ma gli aveva anche fatto capire che era finito in un posto dove era più amato rispetto a casa. Kynan si preoccupava costantemente per lui, gli andava sempre incontro mentre lui non era mai andato incontro all'altro.

-non dipende solo da noi due la pace Kynan- disse per la prima volta il nome del marito Cory -ma dal nostro popolo e da come si comportano i due popoli tra di loro- il castano chiuse un attimo gli occhi.

-ci riusciremo- disse sicuro Kynan -insieme-

-si, insieme- annuì Cory con un leggero sorriso sulle labbra.

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