Capitolo 16

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-è davvero assurdo come il vostro rapporto sia completamente cambiato- stava dicendo June osservando attentamente Cory che con molta calma, per via della nausea mattutina, stava cercando di finire la sua colazione. Solitamente non avrebbe mangiato niente ma quel giorno lui e Kynan avevano da fare e lui soprattutto doveva reggersi in piedi quindi non aveva avuto altra scelta.

-sono passati mesi- sussurrò Cory -è normale che le cose cambino-

-si ma tu fino a qualche tempo fa non facevi che insultarci tutti nella tua lingua, soprattutto Kynan, mentre adesso se siete nella stessa camera ma distanti lo cerchi sempre con lo sguardo-

-è mio marito- borbottò Cory che non aveva nessuna voglia di affrontare quel discorso con June perché sapeva di aver completamente cambiato idea su Kynan e sulla gente di Kizzuwatna.

-di la verità è la gravidanza- ridacchiò ancora June. Quando un mese prima Kynan aveva rivelato e lei e il padre che Cory fosse incinta la ragazza non ci aveva realmente creduto fino a quando non aveva notato la pancia pronunciata del ragazzo. Era rimasta sconvolta anche se aveva sempre saputo che la gente di Alalah potesse restare incinta, vederlo però era tutt'altra cosa.

-la gravidanza ci ha avvicinati ancora di più ma io...ho iniziato a fidarmi di mio marito molto prima...se sono rimasto incinta credo che sia dovuto anche al fatto che mi sono lasciato andare con Kynan- ed era la verità visto che era rimasto incinta quasi immediatamente dopo aver aperto il suo cuore al biondo.

-avete già in mente un nome per il vostro erede? A quanto sei? Al quinto mese?- domandò ancora June mentre Cory mandava giù un altro boccone della crostata che stava mangiando.

-no, non ne abbiamo parlato anche perché non sapendo se sarà una bambina o un bambino...non so ecco- scosse la testa Cory che si era imposto di non pensare a un nome per non rimanerci poi male nello scoprire che il bambino era del sesso opposto: ci avrebbe pensato dopo il parto -e comunque sono al sesto mese- la corresse Cory -al termine della gravidanza ne mancano ancora tre ma già mi sento debolissimo- si trovò poi a dire. In realtà la cosa l'aveva accennata anche a Kynan che cercava in tutti i modi di non farlo stancare troppo ma comunque il bambino che aveva in grembo sembrava volerlo il più stanco possibile anche se passava tutto il giorno a letto.

-è per questo che ti sto aspettando- disse June mentre vedeva il ragazzo alzarsi dal tavolo della colazione: era arrivato al suo limite.

-non ho bisogno di qualcuno che mi faccia da balia- borbottò Cory sistemandosi meglio la corona sulla testa, che era ritornata ad essere fin troppo pesante, ed incamminandosi seguito dalla ragazza verso quella che era la cripta di famiglia.

Infatti quel giorno era quello in ricordo dei membri della famiglia reale che erano morti e Kynan con tutti i lord erano obbligati a presentarsi nella cripta per celebrare i rituali funebri anno dopo anno. In realtà Cory non si sentiva tanto sicuro a voler andare in quella cripta, aveva una strana sensazione al riguardo ma allo stesso tempo non poteva non presentarsi in quanto marito di Kynan. Avrebbe resistito il più possibile principalmente per il marito.

-invece si visto che oggi ci saranno alcuni lord che ancora non ti vedono di buon occhio, non sono al tuo fianco solo perché sei più debole del solito Cory- disse con un leggero sorriso di incoraggiamento la mora posando anche una mano sulla spalla del castano che le sorrise riconoscente.

Non ci misero molto ad arrivare alla cripta, anche perché la stessa si trovava sotto il giardino del castello e non avevano nemmeno bisogno di uscire dallo stesso per raggiungerla e quasi subito Cory sentì una strana pressione su di lui che non riusciva a capire da dove provenisse. Cercando di non far vedere la sua sofferenza sul volto raggiunse il marito che si era voltato non appena aveva sentito qualcun altro entrare.

-tutto bene?- gli chiese Kynan osservandolo attentamente e Cory annuì semplicemente per poi sistemare la corona del marito che si era nuovamente storta -sei sicuro? Mi sembri pallido-

-sto bene amore- sussurrò Cory per rassicurarlo -non devi preoccuparti di me oggi, sono qui per farti da spalla-

-lo so- annuì Kynan lasciandogli un bacio sulla fronte per poi prenderlo per mano e raggiungere una delle prime file di banchine presenti nella cripta e aspettare che Amon desse inizio alla cerimonia.

Se possibile la pressione che Cory aveva inizialmente sentito aumentò esponenzialmente e il castano chiuse un momento gli occhi viola per fare respiri profondi e mettere una mano sulla pancia pronunciata quasi a protezione del bambino che aveva in grembo. Amon aveva iniziato a parlare, a fare il suo Aniyath [rituale], ma Cory non lo stava ascoltando cercando invece di capire cosa fosse quella pressione che stava sentendo solo e soltanto lui.

Fu guardandosi intorno e precisamente osservando le lapidi che racchiudevano le bare dei genitori di Kynan che si accorse dell'aurea rossa che stavano emanando e sgranò gli occhi. Anche se morti ormai da tempo il loro spirito avvertiva la sua presenza li e lo stavano rifiutando. Il castano si morse il labbro inferiore cercando di resistere ma più il Aniyath di Amon andava avanti e più quella pressione aumentava tanto che a un certo punto il ragazzo fu certo che il respiro gli sarebbe venuto meno. Non lo volevano li e lui non poteva, e non voleva, allontanarsi da marito. Cory portò anche la seconda mano sulla pancia in modo da proteggere il figlio da quella pressione che stava avvertendo. Ma la stessa stava diventando così tanto forte che a un certo punto il ragazzo fu certo di star per svenire e guardò un momento verso il marito che era fin troppo concentrato su Amon e con gli occhi lucidi per accorgersi di quello che gli stava succedendo. Quando il dolore divenne così tanto insopportabile da fargli credere di essere arrivato alla fine lo stesso iniziò a diminuire poco alla volta e Cory ritornò a respirare tranquillamente. Che fosse tutto finito? Guardò verso Amon ma l'uomo stava ancora parlando quindi non era quello che gli aveva dato beneficio. Si decise a guardarsi nuovamente intorno e l'aurea rossa era ancora presente dalle lapidi del vecchio re e regina ma adesso c'era un'altra aurea che li stava quasi bloccando, una sul verde chiaro che era andata a creare quasi uno scudo intorno a lui. Seguì la scia che aveva lasciato l'aurea, che a quel punto credeva di poter vedere solo lui, e sgranò gli occhi quando si accorse che proveniva da quella che era la lapide del fratellino di Kynan e sorrise leggermente.

-grazie Niles- sussurrò il ragazzo con gli occhi lucidi.

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