Buonsalve! Ebbene si, è passata un'eternità dall'ultima volta che ho aggiornato questa storia. Non ho molto da dire se non che non ho mai abbastanza tempo per dedicarmi alla scrittura come vorrei. In tutta onestà volevo aggiornare prima una ff su AO3 per il compleanno di Shōto, ma le cose non sono andate come previsto...diciamo che se oggi siamo qui con un nuovo capitolo, è perché sono di pessimo umore da diverso tempo, odio la vita e ogni tanto ho anche qualche turno di notte in cui non devo scorrazzare per il reparto come una pazza. Spero apprezziate il capitolo.
Buon anno anche se in ritardo. ❤️WARNING ⚠️ Riferimenti ad abuso sessuale su minore.
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Izuku era confuso sul perché il suo cellulare stesse squillando alle quattro di pomeriggio. Non c'era alcun motivo per cui Ochaco avesse dovuto chiamarlo. La ragazza non lo chiamava più, almeno non negli ultimi tempi. Da quando lei e Tenya avevano iniziato a frequentarsi, le loro chiacchierate pomeridiane erano man mano diminuite fino a sparire quasi del tutto. Era triste, ma Izuku se ne era fatto una ragione piuttosto in fretta; d'altra parte era una vita che veniva messo da parte ed escluso.
"Ochaco qualcosa non va?" - chiese Izuku poggiando la matita sulle pagine del libro di matematica.
La voce dall'altra parte però non era quella che si aspettava.
"Nerd, vieni a casa mia. Ti mando il mio indirizzo." - rispose secco Katsuki dall'altra parte.
"Perché dovrei? Aspetta, perché hai il cellulare di Ochaco? Le è successo qualcosa?" - chiese Izuku allarmato. Era successo qualcosa alla ragazza? Non c'era nessuna ragione al mondo per cui Katsuki avesse dovuto avere tra le mani il telefono di Ochaco a meno che non le fosse successo qualcosa. Ci fu un secondo di silenzio che Katsuki interruppe poco dopo con un sospiro esasperato prima di rispondere.
"No. Shōto è qui. Muovi il culo." - disse secco il biondo per poi riattaccargli il telefono in faccia.
Izuku rimase per qualche istante a fissare lo schermo del suo telefono prima di alzarsi e buttarsi addosso la prima felpa pulita che gli era capitata sotto mano. Izuku non aveva impiegato mai così poco per mettere le scarpe ed uscire di casa.
Agitato come era, non si era nemmeno accorto di come sua madre gli avesse chiesto più volte cosa stesse succedendo mentre lo seguiva verso la porta d'ingresso allarmata, né tantomeno di come si era fermata sull'uscio a guardarlo correre giù per le scale con un'espressione decisamente preoccupata in volto.
Izuku era sempre stato calmo e paziente, ma questa volta non poteva non non riusciva proprio a stare calmo. Non vedeva l'ora di arrivare a destinazione; quei quaranta minuti di treno gli erano sembrati infiniti, vedere finalmente la porta della casa di Katsuki gli era sembrato quasi un miracolo. Persino i pochi minuti che Katsuki aveva impiegato ad aprirgli la porta gli erano sembrati infiniti.
"Ei, datti una calmata..." - disse il biondo afferrandolo per un braccio per fermarlo mentre Izuku si guardava freneticamente intorno notando di sfuggita Ochaco ed alcuni dei loro compagni oltre la vetrata che dava sul giardino.
"Dove è? Come sta?" - Izuku chiese concentrandosi finalmente su Katsuki.
"Non ha una bella cera. Non gli ho detto che ti ho chiamato, non so come avrebbe reagito." - disse il biondo con un sospiro.
Izuku lo guardò confuso per qualche secondo, il suo cervello troppo in ansia per comprendere per quale motivo Shōto non avrebbe voluto vederlo. Poi improvvisamente si ricordò dell'ultimo messaggio che Shōto gli aveva mandato e dell'ultima interazione che avevano avuto, il modo in cui Shōto era sembrato spaventato da lui e del modo in cui era sembrato trattenersi dal vomitare quando le loro mani si erano toccate.
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𝖥𝗂𝗈𝗋𝖾 𝖽𝗂 𝗅𝗈𝗍𝗈 [𝖳𝗈𝖽𝗈𝖣𝖾𝗄𝗎/𝖣𝖾𝗄𝗎𝖳𝗈𝖽𝗈]
Fanfiction"Ti avessi incontrato in altre mille vite, ti avrei scelto ogni volta. Non conta il dolore che ne è seguito, conta che anche solo un giorno di quelli che abbiamo avuto ha fatto di quel momento 'il ne vale la pena' " Un nome appare sul tuo polso per...