Capitolo 22

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24 Dicembre

La Vigilia di Natale era il mio momento preferito.
La passavamo sempre insieme ad Alex e Massimo ma, quell'anno, mia madre mi aveva chiesto se volessi invitare anche Alice e suo padre.
Così, mi ritrovai nella mia stanza ad impacchettare i regali mentre cercavo di convincere Alice a venire da noi.
«Dai Ali, sarà più bello passarlo tutti insieme» ripetei per la quarta volta.
«Non voglio essere di disturbo. Tua madre non lo ammetterebbe mai, ma sono sicura che non le vada di lavorare anche per noi la Vigilia di Natale».
«Ma cosa dici? Lei ti adora, le farebbe piacere se venissi anche tu. È stata proprio lei a chiedermi di invitarti» aggiunsi per convincerla.
«Vado a chiedere a mio padre, aspetta un secondo».
Forse la stavo convincendo.
Dopo qualche minuto parlò di nuovo.
«Va bene, ci saremo».
«Sii! Ci vediamo stasera allora».
«A stasera».
Posai il telefono sulla scrivania e scesi per aiutare mia madre ad impacchettare i regali.
Presi i regali e li portai sul tavolo.
Il primo che impacchettai fu quello per mia madre: una collana ed un bracciale di perle.
Scelsi la carta rossa e definii con un nastro dorato.
Poi presi quello di Alex: era una scatola con tutte le nostre foto, un peluche a forma di stella dove avrei nascosto il biglietto per il Planetario più grande al mondo (quello di Shanghai) e quello del viaggio.
Per questo, invece, usai la carta blu con le stelline, che avevo comprato apposta per lui.
Quando finii, li andai a posare sotto l'albero e andai in cucina da mia madre.
«Hai chiamato Alice?» mi chiese vedendomi arrivare.
«Si, alla fine sono riuscita a convincerla. Esco a comprargli un regalo» dissi andando a prendere il giubbotto.
«Va bene, ci vediamo dopo» rispose mentre tagliava le patate.
Mi avvicinai per salutarla e uscii.
Andai a fare un giro per i negozi, in cerca del regalo perfetto.
Entrai in un negozio di gioielli, ma non trovai nulla e passai a quello accanto.
Questa volta vidi una targa spotify con la base luminosa che si poteva personalizzare.
«Salve, come posso aiutarla?» disse una donna dai capelli biondi dietro la cassa.
«Salve, vorrei comprare questa» riposi indicando la targa.
«Va bene, sai già come personalizzarla?» chiese mentre mi avvicinavo.
Annuii e la posai davanti a lei.
«Allora scrivi qui il titolo e inserisci la foto, te la manderemo a casa tra qualche giorno» disse girando il computer davanti a lei.
«Ma mi serve adesso è per un regalo di Natale» risposi.
«In questo caso potrei richiedere un consegna veloce» propose.
«Perfetto!» risposi.
Presi il computer, cliccai sulla casella della canzone e scrissi you and I degli One Direction e inserii una nostra foto.
Salutai la signora e tornai a casa.
Quando arrivai, oltre a mia madre, trovai anche Massimo.
«Ciao Lily» disse uscendo una teglia dal forno.
«Ciao, come mai già qui?» chiesi andando in cucina.
«Sono venuto ad aiutare tua madre» e poi aggiunse «c'è anche Alex. Ha detto che ti aspettava in camera tua».
Salii di corsa e, quando aprii la porta, vidi Alex vicino alla finestra.
«Ehi» dissi quando mi trovai dietro di lui e, in risposta, mi abbracciò.
«A cosa stavi pensando?» chiesi dopo averlo visto pensieroso.
«A nulla, ti stavo aspettando» e poi aggiunse «ti va di uscire? Bianca e mio padre stanno cucinando ed io non ti ho più portato in quel posto» disse alludendo al messaggio che mi aveva mandato qualche giorno prima.
«Va bene, ma non facciamo tardi perché arriveranno anche Alice e suo padre».
Scendemmo per avvisare i nostri genitori e uscimmo.
Alex mi guidò fino alla sua moto e salimmo.
Dopo pochi minuti si fermò al Prato della Valle, la piazza più grande di Padova.
Scendemmo e, girandomi verso di lui, chiesi «che facciamo qui?».
Lui alzò la sella del motore per prendere un cestino e disse «un picnic e per stare un po' insieme...solo noi due».
«Se volevi stare da solo con me potevamo anche andare a casa tua» dissi avendo capito che quello non fosse l'unico motivo.
«E va bene... c'è un'altro motivo, ma non te lo dirò. Lo scoprirai tra poco» rispose e, senza aggiungere altro, si allontanò.
Dopo qualche istante si girò e disse «allora, Cosa stai aspettando? Vieni» ed io lo raggiunsi.
Attraversammo un ponticello e ci sedemmo sul prato.
Dal cesto, uscì una tovaglia per sederci e poggiò i panini che aveva preparato.
Finito di mangiare mi disse «aspetta qui, vado a controllare una cosa» e si allontanò.
Allora mi distesi sulla tovaglia e, nell'attesa, osservai il cielo.
Alex tornò dopo qualche minuto.
«Vieni con me» disse e allungo la mano per farmi alzare.
«Dove stiamo andando?» chiesi ma lui non rispose.
Quando si fermò, non potei credere ai miei occhi.
C'era una pista di pattinaggio.
«Vieni, ti ho preso i pattini» disse indicandomi il posto vicino a lui.
Li infilammo ed entrammo in pista.
Quando mi girai, notai però che lui era rimasto fuori «non entri?».
«Io non so pattinare» ammise diventando leggermente rosso.
Allora mi avvicinai e presi le sue mani.
«Ti insegno io, non preoccuparti».
«Per prima cosa devi tenere i pattini paralleli e le ginocchia piegate, mantenendo la schiena dritta e le braccia rilassate» dissi accompagnando la spiegazione ad una dimostrazione.
«Così?» chiese imitandomi.
«Esatto. Adesso prova a muoverti».
Ma, così facendo, perse l'equilibrio e ci trovammo entrambi distesi sul ghiaccio.
Alex, sopra di me, mi guardò negli occhi e mi baciò.
«Ci guardano tutti, è meglio alzarci» dissi ridendo.
Allora si sollevò e allungò una mano per aiutarmi.
Lo presi per mano e cominciammo a pattinare insieme, senza separarci.
Dopo mezz'ora, riconsegnammo i pattini e ci avviammo verso la sua moto per tornare a casa.
***
«Siete tornati giusto in tempo, Alice e suo padre sono appena arrivati» ci comunicò mia madre una volta entrati.
Chiusi la porta e andai in salotto per salutarli.
«Ciao Lily» disse Alice venendomi incontro, pronta ad abbracciarmi.
Quando ci separammo, io andai a salutare suo padre mentre lei andò da Alex.
Ci sedemmo e cominciammo a parlare, nell'attesa che la cena fosse pronta.
«Sai che è solo grazie a me se loro adesso stanno di nuovo insieme?» disse Alice rivolta a suo padre.
«Veramente? Come hai fatto?».
«Lily, ti va di raccontarlo? In fondo l'idea è stata tua».
Così cominciai a raccontare del nostro litigio, del mio piano e del ruolo di Alice.
«Wow! Siete state bravissime» commento suo padre ridendo.
«E tu, Alex, come hai reagito quando Alice ti ha confessato i suoi sentimenti?» chiese poi.
«Ero molto confuso, non mi sarei mai aspettato una cosa del genere da parte sua, ma quando vidi il biglietto davanti la mia porta capii tutto».
Quando finì di parlare, uscì Massimo dalla cucina per comunicarci che la cena fosse pronta.
Allora, ci alzammo e ci avvicinammo al tavolo.
Alice, mia madre ed io ci sedemmo accanto, Alex e suo padre si misero rispettivamente di fronte a me e mia madre e, il padre di Alice, si sedette a capotavola.
«È tutto molto buono» disse Alice dopo aver assaggiato il tacchino e le patate al forno preparate da Massimo e mia madre.
Loro, in riposta, sorrisero.
Quando finimmo, ci spostandommo in soggiorno per aprire i regali.
«Scusate ragazzi, ho dimenticato i miei a casa, arrivo subito» disse Massimo e uscì.
Dopo qualche minuto qualcuno suonò alla porta.
«Vado io» dissi e mi alzai.
Doveva essere Massimo, sicuramente si era dimenticato di lasciare aperta la porta.
Ma, quando l'aprii, le mie certezze sparirono perché lì non c'era Massimo ma...James.
«Ciao Lily».

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