7 Giugno
Quando arrivai davanti alla casa sull'albero, entrai di corsa e scoppiai a piangere.
Mi sedetti vicino al pianoforte di Alex, portai le ginocchia al petto e poggiai i gomiti sopra esse.
Sentii le lacrime rigarmi il volto e le osservai cadere sui miei jeans.
Per tutto il tragitto cercai di trattenermi per evitare domande o preoccupazioni da parte della gente attorno a me.
Per fortuna Alex non mi aveva seguita. Avevo bisogno di stare da sola.
Stava accadendo realmente?
Fino a quel momento non avevo mai immaginato che io ed Alex potessimo separarci, ma adesso questo pensiero si stava facendo sempre più spazio nella mia testa.
Saremmo stati in grado di portare avanti il nostro rapporto con la distanza?
Persa tra i miei pensieri, non notai che non ero più sola...qualcuno si stava avvicinando.
Me ne accorsi solo quando sentii una mano poggiarsi delicatamente sulla mia spalla.
Così alzai la testa per capire chi fosse.
Alex.
Si sedette vicino a me e, per qualche secondo, restammo in silenzio; persi uno nello sguardo dell'altro.
Dai suoi occhi leggermente arrossati capii che aveva pianto.
«Lily...mi dispiace» disse con la voce tremante.
Non credevo di averlo mai visto così.
Cercai di mettere da parte i miei sentimenti e lo abbracciai.
«Scusami tanto, sai che non vorrei mai vederti soffrire» sussurrò.
Sentii delle lacrime bagnarmi la maglietta e capii, così, che stava piangendo.
Una volta separati dissi «scusa se sono scappata ma è stata la prima cosa che mi è passata per la testa. Non riuscivo più a pensare a nulla, tranne che a noi due distanti...ho avuto paura».
Il suo sguardo si addolcì e avvicinò la sua fronte alla mia.
«All'inizio anche a me l'idea di separarmi da te mi terrorizzava, ma ho capito che niente potrà dividerci. Vedrai che un modo lo troveremo».
Si avvicinò pian piano, fin quando le nostre labbra si unirono.
Quel bacio valeva più di mille parole.
Bastava un secondo passato in sua compagnia e tutto sembrava andare meglio.
Poggiò la fronte alla mia e sussurrò «qualsiasi cosa accada, riusciremo a restare sempre insieme».
E quelle parole bastarono per farmi tornare il sorriso in volto.
Forse ci stavamo preoccupando per nulla; avevamo superato tante cose e avremmo superato anche questa.
Come se avesse letto nei miei pensieri, disse «la distanza alla fine è solo un numero.
Durante l'estate tornerò e recupereremo il tempo perduto e, quando non potrò, potresti venire tu da me così ti farò visitare Washington».
«Hai ragione» risposi e, dopo essermi alzata, continuai «non sprechiamo i nostri ultimi giorni insieme».
Allungai una mano verso di lui e l'afferrò.
Scendemmo dalla casa sull'albero e andammo verso la sua moto.
«Dove andiamo?» chiesi sedendomi dietro di lui.
«Lo vedrai» rispose e mise in moto.
Durante il tragitto, mi soffermai ad osservare il paesaggio intorno a noi scorrere velocemente e sentii il vento scombinarmi i capelli.
A metà strada capii subito dove mi stava portando: alla spiaggia della Boschettona.
Non tornavamo qui insieme da quando eravamo bambini.
Quando arrivammo, scendemmo e ci avviammo in spiaggia.
Alex si tolse la maglietta e i jeans e si mise a correre verso la riva.
Quando si tuffò, disse «forza Lily, vieni!».
Così mi tolsi anche io i vestiti e mi avvicinai alla riva.
Alex si avvicinò, mi prese in braccio e mi tirò in acqua.
Quanto salii a galla, cominciai a rincorrerlo e a schizzargli l'acqua e lui fece lo stesso.
Si sentiva solamente il suono delle nostre risate e degli schizzi d'acqua.
Quando si fermò, lo spinsi per farlo cadere.
Cominciai a ridere ma lui mi afferrò e mi attirò a sé.
Restammo in silenzio per qualche secondo, fin quando Alex disse «sei bellissima» e mi baciò.
***
Si fece sera, così andammo verso il motore per tornare a casa.
Durante il tragitto, tenni la testa poggiata sulle sue spalle e gli avvolsi la schiena con le braccia.
Mi rendevo conto che questi sarebbero stati gli ultimi momenti che avremmo passato insieme e non avrei sprecato neppure un secondo.
Quando arrivammo, si fermò davanti casa mia per farmi scendere.
«Ci vediamo stasera nella casa sull'albero?».
«Certo» risposi passandogli il casco e mi avvicinai per lasciargli un bacio.
Poi mi allontanai ed entrai in casa.
Andai ad avvisare mia madre che fossi rientrata e poi salii in camera mia.
Andai subito in bagno per farmi una doccia e, quando finii, andai verso l'armadio per decidere cosa mettere.
Presi una felpa fucsia ed un paio di jeans.
Andai in cucina e mi preparai un panino.
«Lily, vuoi che ti preparo qualcosa da mangiare?» chiese mia madre venendomi incontro.
«Non preoccuparti, mi sto facendo un panino» risposi.
«Ti faccio compagnia allora» disse e cominciò a condirne uno anche lei.
Quando finimmo di mangiare, presi il telefono e scrissi ad Alex.
“Va bene se ci vediamo adesso?”
La risposta arrivò subito.
“Si, tra 2 minuti sono da te”
«Devi uscire?» domandò mia madre
«Vado nella casa sull'albero con Alex» risposi sorridendo.
Sapevo che eravamo stati insieme tutto il pomeriggio ma mi mancava già.
Ci rimanevano pochi mesi per stare insieme e non avrei sprecato neanche un secondo.
«Che bello! Allora ci vediamo quando torni» rispose e si allontanò.
Presi le chiavi ed uscii di casa.
Quando arrivai, trovai Alex seduto al piano.
Conoscevo la melodia della canzone che stava suonando.
Sentii le lacrime pizzicarmi gli occhi dall'emozione.
Quella era la nostra canzone.
Nella mia mente affiorarono i ricordi del giorno in cui la sentii per la prima volta, il misto di emozioni che provai...era tutto semplicemente perfetto.
Quel giorno finalmente avevamo dato voce ai nostri sentimenti.
Ma, dentro di noi, sapevamo già che sarebbe successo...eravamo legati da qualcosa di forte, un filo rosso direbbero alcuni, che ci avrebbe tenuto per sempre uniti.
Perché anche quando la mente non capisce, il cuore sa e a noi bastava questo...ci bastava solamente stare insieme.
Mi avvicinai e mi sedetti vicino a lui.
Mi guardò dritto negli occhi, senza smettere di suonare, e intonò l'ultima parte.
You, my favorite star in the world,
you are the brightest of all
never stop being
A quel punto non riuscii più a trattenere le lacrime e le sentii rigarmi il volto.
Senza smettere di fissarmi avvicinò il suo palmo al mio volto e, con delicatezza, spostò ripetutamente il pollice sotto i miei occhi per asciugarmi le lacrime.
«Non so come farò senza di te, mi mancherai tantissimo» ammisi.
«Abbiamo superato tante cose insieme e ti assicuro che supereremo anche questa. Io ti amo Lily e farei di tutto pur di averti sempre con me. Sei stata la cosa più bella che la vita potesse darmi, credimi, e farò di tutto per non perderti».
Era come un raggio di sole che illuminava i miei pensieri bui e tristi.
Mi avvicinai per abbracciarlo e poggiai la testa sulla sua spalla.
«Continua a suonare...voglio ricordare i nostri ultimi momenti insieme così» dissi sorridendo.
Mandai velocemente un messaggio a mia madre per avvisarla che sarei rimasta lì tutta la notte, e subito dopo posai il telefono.
Alex tornò a guardare il pianoforte e riprese a suonare.
STAI LEGGENDO
stay here with me
ChickLitLily e Alex ✨️ Cosa aspetti? Corri subito a leggere la storiaa Lily ha 17 anni, frequenta il liceo linguistico e ha una migliore amica: Alice. Si sono conosciute i primi giorni di scuola quando, dopo essersi dimenticata la merenda, Lily si avvicinò...
