24 Dicembre
«Ciao Lily».
Rimasi pietrificata davanti la porta.
Cosa ci faceva lui qui?
«Ehi, che ci fai qui?» chiesi con la voce tremante.
«So che è passato molto tempo ormai, ma volevo chiederti scusa per come mi sono comportato. Dovevo capire che, in realtà, sei innamorata di Alex. Ma non voglio che questo rovini la nostra amicizia» disse tutto d'un fiato.
«Tu non c'entri nulla, James, è stata colpa mia.
Non dovevo scappare in quel modo, mi dispiace. Me ne sono pentita subito, ma non potevo tornare indietro.
Ho sbagliato a non cercarti, lo so, ma sappi che mi sei mancato».
«Anche tu».
Dopo qualche secondo di silenzio dissi «Vuoi unirti a noi?».
«Mi sarebbe piaciuto ma adesso devo andare in aeroporto, torno a Roma».
Come tornava a Roma? Perché?
«Come mai?».
«Mia nonna ha bisogno di cure e di qualcuno che si occupi di lei, così i miei genitori hanno deciso di stare tutti insieme a Roma».
«Ah, quindi questa è l'ultima volta che ci vediamo» dissi e sentii scorrere una lacrima sulla mia guancia.
«Già, ma Lily...non piangere, tornerò presto» affermò e si avvicinò per abbracciarmi.
Dopo qualche minuto si separò e disse «ora devo andare sennò perderò l'aereo».
«Va bene, scrivimi ogni tanto» risposi e l'osservai allontanarsi.
«Anche tu» e poi aggiunse «buon Natale Lily».
«Buon Natale James» risposi sorridendo.
«Ahi Lily, aspetta. Stavo per dimenticarmi di darti questo».
Infilò una mano nella testa del jeans ed estrasse un foglio.
«Ecco, tieni»disse passandomelo.
Lo aprii e non potei fare a meno di sorridere.
Era un disegno: raffigurava me e Max giocare insieme.
«Oh James, è stupendo! Quando l'hai fatto?».
«Ricordi il giorno in cui sei venuta a casa mia? Stavo tornando in salotto dopo aver ordinato le pizze, e vi ho visti giocare insieme.
Era una scena molto bella, così non ho potuto fare a meno di disegnarla».
Gli occhi mo diventarono lucidi dall'emozione e mi avvicinai per abbracciarlo.
«Grazie James».
Ci separammo e lo seguii con lo sguardo fin quando salì in macchina, dopodiché tornai dentro e socchiusi la porta.
Mi asciugai le lacrime e tornai in salotto.
«Chi era?» chiese Alex non vedendo arrivare suo padre.
«James».
«Che ci faceva qui?».
«Ti spiegherò dopo» e poi dissi «Ali, mi accompagni in camera mia? Ho dimenticato di prendere alcuni regali».
Lei annuì e si alzò per seguirmi.
«Allora? Che ti ha detto?» chiese dopo aver chiuso la porta.
«Era così evidente che non dovessi prendere dei regali?» dissi sorridendo.
«Si».
«Si è scusato per ciò che è successo tra noi e mi ha detto che, questa sera, tornerà a Roma».
«A Roma?».
«Si. Sua nonna ha bisogno di cure e di qualcuno che se ne prenda cura».
«Mi dispiace Lily» disse abbracciandomi.
«Anche a me, avrei voluto che tutto si sistemasse prima».
«Lo so, ma l'importante è che vi siate chiariti».
«Forza torniamo giù sennò capiranno che non siamo salite per prendere i regali» disse ridendo.
Quando tornammo, trovammo anche Massimo con i suoi regali.
«Se siamo tutti qui direi di cominciare» disse mia madre.
Mi avvicinai all'albero e presi i regali.
Il mio era quello di mia madre così andai da lei.
Lei lo aprì e disse «grazie Lily, sono stupendi» e mi abbracciò.
Poi fu il turno di Alice.
«È bellissima, la terrò sempre con me» e poi aggiunse «ora apri il tuo».
Mentre me lo passava iniziò a ridere e capii il motivo quando lo aprii.
«Non ci credo! Ci siamo fatte lo stesso regalo» dissi e iniziai a ridere.
Poi mi avvicinai ad Alex.
«Questo è per te».
L'aprì e sorrise vedendo tutte le nostre foto.
Poi uscì il peluche a forma di stella, disse «è bellissimo, grazie» e si avvicinò per abbracciarmi.
«C'è un'altra sorpresa» dissi quando si staccò.
«Vedi che dietro il peluche c'è una cerniera? Aprila».
Lui allora lo fece e uscì il biglietto del Planetario e del volo.
Quando lo lesse, restò a bocca aperta.
«È uno scherzo?» mi chiese incredulo.
«No, è tutto vero» risposi ridendo.
«Sei la migliore» disse e si avvicinò per abbracciarmi e baciarmi.
«Che cos'è? Vogliamo sapere anche noi» disse Massimo.
«È un biglietto per visitare il Planetario più grande al mondo, a Shanghai, e quello per il viaggio».
«Oh Lily, ti sarà costato tanto, non dovevi» disse lui.
«Non preoccuparti, sapevo quanto fosse importante per lui» risposi osservando gli occhi felici di Alex.
«Ora è il mio turno» disse porgendomi il suo regalo.
«Non sarà bello come il tuo ma quando l'ho visto ho pensato subito a te».
L'aprii e vidi un abito azzurro in raso intrecciato nella parte superiore.
«È bellissimo» dissi guardando prima il vestito e poi Alex.
Mi alzai e mi avvicinai a lui per abbracciarlo e, Alex, ne approfittò per sussurrare all'orecchio «indossato da te ancora di più».
Arrossii ma cercai di non farlo notare.
Poi fu il turno di Massimo e, infine, del padre di Alice.
Dopo averli aperti tutto, Alice e suo padre di alzarono per salutarci prima di andarsene.
«Di già andate via?» chiese mia madre rivolta al padre.
«Si, oggi è stata una giornata impegnativa».
«Vi accompagno» dissi alzadomi e dirigendomi, insieme a loro, verso la porta.
L'aprii e li salutai.
«Buonanotte».
«Ciao Lily» risposero in coro prima di salire in macchina.
Chiusi la porta e tornai in salotto.
Vidi Massimo e mia madre sistemare così mi sedetti sul divano, vicina ad Alex.
«Possiamo parlare?» chiese quando mi sedetti.
«Certo».
Si alzò e salii in camera mia.
«Chi c'era quando sei andata ad aprire la porta?».
«James».
«Che ci faceva qui?».
Non era arrabbiato ma non capiva il motivo per il quale si fosse presentato qui dopo non esserci sentiti per tanto tempo.
Mi sedetti sul letto e gli raccontai tutta la nostra conversazione.
«E adesso credo che sia già sull'aereo per tornare a Roma» dissi per concludere.
«L'importante è che abbiate chiarito» disse e poi aggiunse «adesso è meglio che vada. È tardi e sarai stanca».
Così mi alzai e tornammo giù.
«Eccoti Lily! Stavo venendo a salutarti» disse Massimo prendendo il giubbotto.
«Aspettami, vengo con te» disse Alex.
Mi lasciò un bacio sulla guancia e disse «buonanotte Lily».
Poi andò verso il padre e uscirono.
Dopo qualche minuto si avvicinò mia madre e mi chiese «era James alla porta poco fa?».
«Come l'hai capito?».
«Ricorda che sono tua madre, so sempre tutto» disse ridendo.
«Forza, raccontami» disse e io iniziai.
«Sono felice che finalmente abbiamo chiarito ma mi dispiace che se ne sia andato» conclusi.
«Lo capisco Lily, ma sono sicura che tornerà; e poi potete sempre sentirvi attraverso il telefono, capisco che non sia la stessa cosa ma è sempre un modo per tenersi in contatto.
L'importante è che tutto si sia risolto».
«Hai ragione. Adesso però sono un po' stanca, vado a letto».
«Va bene, buonanotte» disse e mi lasciò un tenero bacio sulla guancia.
«Buonanotte mamma» risposi e salii in camera mia.
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stay here with me
Chick-LitLily e Alex ✨️ Cosa aspetti? Corri subito a leggere la storiaa Lily ha 17 anni, frequenta il liceo linguistico e ha una migliore amica: Alice. Si sono conosciute i primi giorni di scuola quando, dopo essersi dimenticata la merenda, Lily si avvicinò...
