Wonder

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Right before I close my eyes
The only thing that's on my mind
Been dreamin' that you feel it too
I wonder what it's like to be loved by you

José

"Stronzo figlio di puttana"

Di solito cerco di non insultare i miei migliori amici di prima mattina, ma quel brutto idiota di Manuel Santos oggi ha deciso di tornare in quello Stato dove vive sua zia, l'Italia. E lo sta facendo senza salutare me, Leandro o Mariana, che abbiamo scoperto essere stata incinta fino a ieri.

Per questo ho guidato fino a fuori dalla villa bianca dei Santos e ho appena cacciato il tassista cercando di essere il più gentile possibile, peccato mi siano usciti un paio di insulti quando lui mi ha detto che non potevo mandarlo via se non ero io il suo cliente. L'unica cosa divertente della mattinata è stata osservare la faccia dell'autista mentre gli spiegavo in che casino eravamo.

Lui ha levato le tende e se n'è andato.

"Tu che ci fai qui?" la voce di Manuel mi riscuote.

"Pensavi di andare via senza salutarmi?"

Perché stai in silenzio, Manuel?

"Pensavi male. Adesso sali, dobbiamo parlare." Salgo subito in auto e lui entra al mio fianco subito prima di lanciare la sua borsa sui sedili posteriori.

"Di cosa vuoi chiacchierare?"

"Credo che tu lo sappia" la mia voce è cantilenante mentre faccio manovra.

"Di Mare, vero?" sembra intimorito.

"Vedo che sei ancora perspicace, l'Italia non ti ha cambiato nemmeno su questo"

"Senti, anche io sono dispiaciuto. Vorrei che le cose fossero andate in modo diverso, ma-"

"Lei era incinta, Manuel" sto gridando, e la cosa non mi piace: quando grido dico cose che dovrei tenere per me. "Non ci sono ma. Mare era incinta di te! E tu nemmeno lo sapevi! Tu nemmeno te n'eri accorto! Anche io non l'avevo capito, e mi considero uno stupido egocentrico per questo, ma Leandro lo aveva intuito. La vedeva diversa. E la cosa che mi sta stare peggio è il pensiero che lei ti abbia amato per tutti questi anni e che tu non l'abbia mai capito." Leandro lo sapeva già da settimane, ma ha mantenuto il segreto per preservare Mariana. Ha dovuto confessarmelo solo perché la questione, dopo l'aborto, stava diventando troppo pesante per lui e aveva bisogno di parlare con qualcuno. Ha scelto me, sono uno dei suoi migliori amici, io ho solo dovuto promettere che anima viva non verrà a sapere nulla dalla mia bocca.

"Hai finito?"

"No, cazzo! Non ho finito! Sei stato una persona orribile, Manuel! Sai per quanto tempo lei vivrà con il fantasma di quel bambino? Ne hai una vaga idea? Io non mi darei pace, morirei dentro, sapendo di aver perso un figlio. Un figlio che era anche della persona che amo. E tu te ne stai andando senza salutarla! Io, fossi Mare, starei scomodando i santi per quello che le stai facendo passare."

"Pensi che non voglia salutarla?"

"Questa è l'impressione che dai, e te lo sta dicendo il tuo migliore amico. Quindi credici."

"Fosse per me, la porterei al mare, quello più bello che esiste, e starei con lei a guardare tutti i tramonti che ha amato in loop. Perché la amo anche io, ma non è l'amore che vorrebbe lei e se mi vedesse adesso, andarle incontro e cercare di consolarla, penserebbe di essere corrisposta e non voglio farle ancora più male dandole false speranze."

"Io non ti capisco..."

"Nemmeno io mi capisco, se ti fa sentire meglio"

"Almeno sei sincero"

Restiamo in silenzio per il resto del tragitto verso l'aeroporto, l'unico rumore che rompe il silenzio quasi poetico è il suono occasionale delle sirene delle ambulanze che ci sorpassano.

"Che cos'ha Ana in questo periodo? L'ho vista diversa."

Non posso credere che voglia parlare di lei ora che l'aeroporto comincia a essere vicino.

"Niente, abbiamo solo avuto delle discussioni riguardo alla sua vecchia vita" cerco di tagliare corto.

"Oh, va bene. Lasciami qui, sennò, ora che riesci a uscire dal traffico, è domattina."

Accosto a lato della strada, Manuel scende, prende la sua borsa e si affaccia al finestrino dal lato del passeggero per sporgersi e parlare ancora un attimo con me. "Salutami tutti, Joshy, va bene?"

"Va bene"

"Ricorda a Mare che se proprio ha bisogno di me, può chiamarmi in qualsiasi momento. Ricordale che le risponderò sempre e che è la mia migliore amica, ricordale che non l'abbandono e che deve essere forte."

"Glielo dirò"

"Poi di' a Leandro di starle vicino, perché ne ha bisogno"

"Riferirò"

"E...mi mancherai"

"Anche tu mi mancherai, idiota"

"Ora vado" lo dice come se volesse farlo, ma non si muove.

"Ora vai" lo dico credendoci, ma non giro le chiavi.

"Sarei diventato padre" sussurra abbassando gli occhi.

"Saresti stato il secondo padre migliore del mondo" gli confido.

"E chi era il primo?"

"Tuo padre" dico col sorriso e gli occhi subito pieni di lacrime. "Tuo padre è stato il padre migliore del mondo, perché è stato un padre anche per me quando non volevo avere a che fare col mio."

"Il mio è il padre migliore del mondo."

"Sì, Michael è il padre migliore del mondo."

"Ora vado" si allontana di qualche passo dalla macchina fermandosi sul marciapiede.

"Ora vado" faccio manovra e mi immetto nella strada con la testa che pulsa dal dolore perché so che non lo rivedrò per un sacco di tempo, ma davanti a lui non posso piangere perché deve pensare che stiamo bene: lui sta peggio e non posso pesare anche sul mio migliore amico.

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora