Would we be better off by now
If I'd have let my walls come down?
Maybe, I guess we'll never know
Tre settimane dopo il 4 settembre 2019
Abbiamo saltato tutti due settimane complete all'inizio del terzo anno, ma nessuno a scuola ha provato a rimproverarci. Sanno tutti quello che è successo e non sembrano vogliosi di fare conversazione con gli amici distrutti dal lutto di Manuel Santos.
Odio questa dinamica: i professori si avvicinano durante i compiti in classe per sussurrarci che se non riusciamo a finire possiamo semplicemente dirlo e loro si occuperanno di fissare un recupero quando staremo meglio, a matematica né io né José veniamo più chiamati per risolvere i calcoli più difficili e le persone si tengono a distanza. Tutto questo è snervante.
Siamo tornati a scuola sono da una settimana e la gente è così terribilmente apprensiva nei nostri confronti. Sembra che abbiano paura che, se accumuliamo troppo dolore, finiremo per far esplodere la scuola. La professoressa di psicologia di Mariana ha anche organizzato una seduta di gruppo per noi sette. Nessuno si è presentato. Abbiamo detto di no non appena ce l'ha proposto.
Siamo capaci di affrontare il nostro lutto. Sappiamo che sarà duro, eppure vogliamo andare avanti, ma non aiuta di certo avere intorno solo persone che ti ricordano quanto dovresti essere triste.
Appena arrivo a casa trovo Dragan a fissare la televisione senza guardare sul serio quello che passa sul canare.
"Cosa fai?" gli chiedo e lui si irrigidisce e si volta di scatto verso di me, come se potessi essere il ladro.
"Mi hai fatto spaventare"
"Drag, torno sempre a casa a quest'ora!"
"Sono già le tre e mezza?"
"In realtà sono quasi le quattro, mi sono fermata un attimo da Savanna"
"Ah...state meglio? Tu e i tuoi amici."
"No, in realtà nessuno sta meglio, ma fingiamo di riuscire a stare in piedi."
"Il tuo ragazzo?"
"Non riesce a ridere. Piange e basta."
"Dev'essere durissima per lui"
"Era il suo migliore amico: ha il diritto di sentirsi malissimo" mi siedo accanto a lui sul divano e lo guardo negli occhi.
"Tu, invece?"
"Non riesco a credere che adesso lui non è più vivo. Manuel è stato una colonna per tutti, me compresa, e non vederlo mai più sarà molto destabilizzante..."
"Parlavo della tua storia d'amore"
"Oh...va meglio: stiamo affrontando i nostri mostri e lui si impegna molto, nonostante il brutto periodo."
"Quindi sta andando bene?"
"Sì, credo proprio di sì"
"Bene..."
"E la tua?"
"Non lo so, Ana. Mio padre mi ha chiamato prima e non ho avuto il coraggio di dirgli che mi sono innamorato di una donna che non c'entra nulla con me."
"Drag, posso darti un consiglio?"
"Sì, tutti quelli che vuoi"
"Devi dare una possibilità alla tua felicità. Quindi vai da Sonia e dille che la ami perché non troverai mai una persona come lei: capace di farti battere il cuore all'impazzata ma allo stesso tempo di fermarlo..."
"Grazie, cugina"
"Di nulla"
Poi Dragan si alza, prende le chiavi della macchina ed esce di casa lanciandomi un'occhiata felice.
"Augurami buona fortuna"
"In bocca al lupo!" grido prima di sprofondare nel silenzio più totale.
Credevo di star andando bene, ma nessuno di noi ha fatto un solo passo avanti. La verità è che Manuel era troppo importante per poter passare sopra alla sua morte e nessuno, nemmeno chi non lo conosceva, è pronto a dirgli addio.
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Ogni volta che vedrai la pioggia
RomanceThunder Series, libro 2 Ana ha rinunciato a tutto: al trono di Fravenia, alla perfezione imposta, agli inchini vuoti che le hanno insegnato a non sentire. Ha lasciato alle spalle un regno fatto di doveri e silenzi, rifugiandosi in Portogallo, nella...
