Perfect

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I have faith in what I see, now I know I have met

An angel in person, and she looks perfect


José

"Pronto?" rispondo al telefono nonostante sia a cena con i miei.

"José, Ana è lì con te?"

"No, perché?" Dragan sembra agitato quindi non esito nemmeno un secondo e gli dico la verità.

"Non è tornata per cena e...non mi risponde ai messaggi. Non so cosa le sia successo, ma credo sia scappata di nuovo."

"Di nuovo? Lei è scappata altre volte?" chiedo allarmato.

"José tu non sai cosa significhi vivere a palazzo. La vita non è tutta rose e fiori lì: ci si fa del male. Abbiamo tutti provato a scappare. Ana ha semplicemente dato più nell'occhio rispetto a tutti gli altri."

"Oh mio Dio...ti aiuto a cercarla." Lo dico di getto, dimenticandomi che al momento sono in un ristorante.

"Lo faresti?"

"Sì, amo quella ragazza più della mia stessa vita. Dammi un attimo e inizio a cercare. Tu guarda in città io ho in mente un posto."


Ho omesso, per non far agitare troppo la mia famiglia, che non so dove si trovi Ana. Ho semplicemente detto che andavo a trovarla. Ed è effettivamente quello che vado a fare.

Ero vestito abbastanza bene per la cena con i miei: jeans stirati e camicia nera, ma sono comunque venuto in moto. Grazie alla mia innata capacità di prevedere situazioni come la fuga della mia fidanzata, ora ho un mezzo per andare a cercarla. Salgo sulla sella della mia motocicletta e guido per le strade di Amadora con una forza invisibile che mi tiene tesa tutta la schiena.

Di solito le persone sentono qualcosa al cuore o alla bocca dello stomaco, io invece accumulo tutta l'ansia lungo la colonna vertebrale. Arrivo fino a sentirla tremare per la troppa energia tenuta chiusa lì dentro. Mi sembra quasi che tutto sia relativo sul mio corpo. A me non volano farfalle nello stomaco, però mi fremono le dita quando sono vicino a qualcuno a cui tengo. Non ho tachicardie, ma mi si lacera il diaframma quando sono agitato. Non mi si ferma il cuore, ma mi si accartocciano i polmoni quando qualcosa mi fa paura. E, quando sono preoccupato, mi si tende la schiena. Magari anche il "male da morire" con me avrebbe una forma diversa.

Parcheggio nel grande spiazzo vuoto. L'estate non si riesce mai a trovare un solo buco per poter infilare la macchina, per questo ci sono solo motociclette qui. Ogni ora di luce corrisponde a un raduno di motociclisti che rendeva sempre Manuel e Michael due angioletti. Vivevano per il raduno estivo.

Ho già la sabbia dentro le scarpe quando arrivo sul bagnasciuga. Mi guardo attorno e decido di affidarmi all'istinto. Ana è da quella parte, dove sta tramontando il sole. Quindi inizio a correre sulla sabbia verso il tramonto. Corro e continuo a farlo. Dopo un'ora o giù di lì, mi sembra di esserle vicino: sento la sua energia. E sento che non sta bene. Poi socchiudo gli occhi, fermandomi per respirare un po' ed è in quel momento che lo noto: c'è un cavallo bianco che corre sulla spiaggia e sopra...sopra c'è una bionda che punta proprio nella mia direzione.

"Angel!" Grido tornando ad alzarmi per farmi notare. "Angel, fermati!"

Efren però non accenna a rallentare. Ana sembra spronarlo ad andare più veloce. Non mi resta altra scelta che quella di aspettarla.

L'hai fatto anche in moto, quanto potrà essere diverso? Mi chiedo mentalmente. Sono già salito in corsa su una moto. L'ho fatto con persone perfettamente lucide, sì. Non sono sicuro che Ana lo sia in questo momento, ma se cado al massimo morirò e toglierò il peso della mia presenza dalla terra. In quel caso ritroverei anche il mio migliore amico. Due cose positive in una botta sola. Il mondo farebbe tombola.

Efren è sempre più vicino e io me la sto facendo addosso. Però, quando mi passa accanto, mi aggrappo al braccio rigido di Ana e, con un balzo che sfida tutte le leggi della fisica, balzo sullo stallone.

"Ti avevo detto di fermarti" le dico vicino all'orecchio.

Ma lei non mi risponde, si limita a continuare a far galoppare il suo cavallo e in un minuto abbiamo percorso quello che io ho corso in dieci. Quindi prendo le redini della situazione, sia letteralmente che metaforicamente. Le sfilo la corda dai palmi e apro tutto a destra come mi ha insegnato cercando di piegarmi anche indietro, ma senza la sella mi sento ancora meno sicuro rispetto al giorno in cui mi portato proprio su questa spiaggia.

"Mi dà un senso di libertà, quando non voglio stare con le persone vengo qui"

Per questo sapevo dove cercarla: lei mi ha fatto capire che prima o poi mi sarebbe servito sapere che la spiaggia è il posto in cui scappa. Se non fosse stata a casa, l'avrei trovata qui. Ed è stato così.

Efren si ferma e io scivolo già dalla sua schiena portandomi dietro anche Ana.

"Ora mi spieghi perché sei scappata? Ci hai fatto preoccupare. Tutti. Tuo cugino è nel panico!"

"Io...è tutto nelle mie mani. Sa sbaglio è finita, Joshy!" Sembra distrutta quando si fionda tra le mie braccia per farsi stringere in un abbraccio. Tutto questo è per le CIE. Certo, perché lei tra due giorni ha una competizione che decreterà il futuro dei suoi amici e senza il premio probabilmente il maneggio risentirà della causa legale che ha appena affrontato. Ana mi ha raccontato cosa li ha obbligati a partecipare alla gara. Mi è sembrato tutto così folle: sono ragazzi di sedici e diciassette anni, non dovrebbero stare tra i fantini che hanno tutta una carriera alle spalle.

Eppure loro ci sono.

Ana c'è.

E questo perché sono all'altezza. Mi sento malissimo pensando che qualcuno è riuscito ad abbatterla così: sta facendo qualcosa che va oltre le capacità di qualsiasi ragazzo della nostra età e di diverse persone molto più mature. Ana non dovrebbe sentirsi così. Dovrebbe essere fiera anche solo di essere stata ammessa a questa competizione.

"Hey, tesoro, stai tranquilla. Ci sono io adesso."

"Potrebbe essere un disastro..."

"Ma non lo sarà, ci sarò io lì con te."

"L'ultima volta c'era anche lui." Se non portassi infinita attenzione a tutto ciò che dice questa ragazza mi sarei perso metà delle parole, dato che ha tirato su col naso per tutta la lunghezza della frase.

"Spiegati meglio, Angel"

"Manuel. L'ultima volta c'era Manuel. Lui era quello che era più contento di venire a vedermi quella volta. Lui era quello che mi faceva i complimenti. Sarà orribile essere lì e realizzare che lui non vedrà quel salto. Che lui non sarà mai orgoglioso di me."

"Angel...lui era orgoglioso di te. Lo è sempre stato. Non sai quante belle parole ha speso sul tuo talento in sella e al volante. Ma tu devi smettere di essere così attaccata alle sensazioni che dai alle persone. Non sei l'orgoglio che stimoli a un amico o il ribrezzo che causi in uno sconosciuto. Sei quello che provi e le esperienze che fai. Angel, sei l'amore che lasci lungo la tua strada. Non sei solo l'orgoglio di Manuel Santos."

"Dici davvero?"

"Certo, tesoro mio" riesce ad allontanarsi un po' da me e mi guarda negli occhi. I suoi, grigi come una canna di fucile, sono così arrossati dal pianto che verrebbe da piangere anche a me.

"Sei le vite delle persone che cambi" sussurro a un palmo dalle sue labbra.

"E quali vite avrei cambiato"

"La mia, Angel"

Rimane in silenzio e io ne approfitto per lasciarle un bacio a fior di labbra.

"Hai cambiato la mia vita con il tuo amore."

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora