CLICK BOOM!

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E giuro che se l'universo
Dovesse finire stanotte
Ti seguirei sull'Everest
Con tutte le ossa rotte
E ti ritrovo ovunque vada
Nelle canzoni e in autostrada
Dove c'è elettricità

Di solito mi mette molta inquietudine tornare a casa per poi trovare mio cugino sveglio ad aspettarmi al buio del nostro salotto. Eppure oggi apprezzo questo suo comportamento: ha ispirato la mia attesa nell'ombra.

Appena Sonia è tornata a casa, le ho augurato la buonanotte e poi sono andata via. Drag mi ha scritto che doveva passare in ufficio per sistemare delle carte dell'ultimo momento e di non aspettarlo, ma chi sono io per privare della mia compagnia il mio carissimo cugino?

Per questo sono qui, sdraiata sul divano, ad aspettare che torni a casa.

Le chiavi entrano nella toppa e la maniglia si abbassa. Dragan entra in silenzio e la prima cosa che fa è accendere la luce. Gli occhi quasi gli escono dalle orbite per lo spavento quando mi nota.

"Per quale dannato motivo sei ancora sveglia e mi stai aspettando al buio!?"

"Non è una tradizione di famiglia?"

"No, cretina!"

"Hey, non puoi insultarmi quando esci con una mia amica e nemmeno me lo dici!"

"Lei non è una tua amica, Ana. Savanna è tua amica. Irina lo è. Sonia è la tua responsabile per le apparizioni pubbliche. Non confondere le due cose."

"Mi sono affezionata a lei. Ci ho costruito un rapporto."

"E allora? Non posso interessarmi?"

"Non lascerò che tu le faccia del male"

"Cosa ti fa pensare che intenda farlo?"

"Anika, ecco cosa" so che nominare l'unica ex di mio cugino potrebbe complicare la conversazione, ma decido di farlo in ogni caso: se non capisco cosa ha in mente mio cugino ora, allora posso pure considerarmi responsabile se accadrà qualcosa di brutto tra quei due.

"Era diverso"

"Le hai fatto la corte per farle convincere i suoi genitori a firmare un accordo con i tuoi. Eri parte del piano e hai volutamente deciso di distruggere quella ragazza. Non mi fido di te con le donne e sai che ti voglio bene, quindi ammetterlo mi fa male."

"Credi che io sia la persona che sono stato con Anika?"

"Non voglio scoprirlo sulla pelle di Sonia. Scegli chiunque, ma lei non può soffrire ancora."

"Non sono quella persona, Tsunami. Non più almeno. Sto cercando di amare Sonia con tutto me stesso."

"Eppure io so che non ci riesci"

"Invece ce la sto facendo. Questo è il problema."

Mi fermo un attimo a queste parole, perché Drag non può dire sul serio, non può essersi innamorato davvero.

"Io mi sono innamorato di lei, maledizione"

"È una cosa bella"

"No, non è vero. Perché non posso stare con lei."

"Perché mai?"

"Metterei in imbarazzo la mia famiglia"

"Dragan von Habsburg, puoi, per una volta, mandare la famiglia a farsi fottere? Pensa a quello che vuoi tu, perché è quello l'importante." In questi giorni mi sto sforzando di usare un linguaggio meno composto perché sembra l'unico modo per essere d'impatto in questa città. Dire fottere però mi provoca un brivido lungo la schiena e la lingua mi si attorciglia.

"Ana..."

"Ti ricordi Lech?"

"Certo che me lo ricordo: devi sposarlo."

"Beh, non lo sposerò. Mai."

"Cosa?!"

"Io ho lasciato Lech, quasi un mese fa, perché il mio cuore è da un'altra parte. Con uno scorbutico ragazzo del Portogallo con un bagaglio emotivo grande come un elefante. Lui non ha portamento, non si vergogna a infrangere le regole e ride sguaiatamente. Spesso è sopra le righe e fa di quelle sciocchezze che non puoi immaginare, ma è il ragazzo che amo e non potevo vivere un momento di più senza stare con lui."

"Tsunami, a me però hanno insegnato a essere re"

"E a me hanno ripetuto milioni di volte che le principesse non devono permettersi le lacrime ma qualche giorno fa ce l'ho fatta. Ho pianto per la prima volta. Mi sono chiesta così tante volte come avrei fatto a smettere di credere che non potevo esprimere il mio dolore e poi le lacrime sono venute fuori da sole quando ho iniziato a esplorare me stessa."

"Così? Con naturalezza?"

"Mi è sembrata la cosa più naturale del mondo, Drag."

"Solo perché sono innamorato di lei, non significa che lei sia quella giusta"

"Eppure se non le lasci la possibilità di starti vicino non lo saprai mai"

"Quindi dovrei lasciarla entrare?"

"Sì, dovresti farlo"

Dragan abbassa la testa e si siede al mio fianco sul divano. Io gli circondo le spalle con un braccio. Però la sua frase mi rimbomba in testa come un mantra: solo perché sono innamorato di lei, non significa che lei sia quella giusta.

"Come si chiama?" mi chiede tutto ad un tratto.

"Chi?"

"Il tuo ragazzo. Quello tutto sopra le righe."

"José"

"È tatuato?"

"Sì" dico ridendo.

"Giacchetto di pelle?! Ti sei innamorata di Giacchetto di pelle?!" sbraita ricordandosi della volta in cui si sono incontrati in ospedale.

Scoppio a ridere contro la sua spalla e lui mi guarda serio.

"Tu sei pazza, Tsunami"

"Lo so" annuisco e mi asciugo una lacrima che sta sfuggendo al mio controllo.

"Posso dormire con te stanotte? Non voglio stare da solo."

"Certo, puoi sempre dormire con me se vuoi, Drag."

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora