'Cause I loved you dangerously
More than the air that I breathe
Knew we would crash at the speed that we were going
Didn't care if the explosion ruined me
"Non lo capisci, vero?"
"Cosa? Cosa non capisco Zach?"
"Che lui ti controlla! Ti allontana da noi! Lui ti perseguita, Ana! Non è normale...un amico non dovrebbe fare così. Devi starci lontana."
Ho provato a non pensare alla parole di Zach, sulla strada del ritorno, dopo la gara, ma è difficile quando so che in fondo ha ragione: gli amici non ti vengono a cercare nel mezzo delle foreste per dividerti dalle altre persone, gli amici non cercano di crearti un muro attorno che ti divide dal mondo, gli amici non provano a tenerti al guinzaglio influenzando tutte le tue decisioni e accompagnandoti a ogni passo.
Eppure siamo ancora qui, spalla contro spalla. Non l'ho salutato stamani, ma José mi si è comunque avvicinato e mi cammina a fianco mentre andiamo a pranzo assieme agli altri in una zona che non ho mai esplorato. Ho bisogno di riflettere, di capire se quello che mi ha detto Zach è oggettivamente vero oppure se le sue parole hanno un secondo fine.
"Che ci fate qui? Questa è la nostra parte della città." Evan grida in tono brusco dall'altra parte della strada.
"Oh, non ti ci mettere, nessuno ha imposto delle divisioni. Facciamo le persone civili." Mare stringe le dita a fianco a me mentre gli risponde.
"Stai zitta, troia" uno dei ragazzi che sta a pochi metri da noi insieme ad Evan sbraita nella nostra direzione. Indica Mariana con un dito.
"Ma che modi!" sussurro e José mi lancia subito un'occhiata come a dirmi di fare attenzione a ciò che dico.
"Il mio nomignolo non era Leonessa?" torna a dire Mare in tono di sfida. E io, puntualmente, non ci sto capendo nulla.
"Tu...lurida puttana" il ragazzo, alto, pelle scura e occhi azzurri, sicuramente più grande di tutti noi, ma non abbastanza vecchio da possedere il porto d'armi, estrae dalla tasca posteriore dei suoi jeans una calibro 38.
Tutti facciamo un passo indietro e José mi mette un braccio davanti al corpo infrangendo la distanza che ho imposto. Solo Manuel resta immobile al fianco di Mare. Capisco solo ora il motivo: quel pazzo sta puntando l'arma alla fronte della nostra compagna.
"Provaci" gli dice Manuel non muovendosi di un millimetro.
Lui non abbassa l'arma.
"Sparale e finisci in obitorio" se strizzo gli occhi posso vedere le ossa di Manuel che gli tendono la pelle e la pulsazione della vena che gli percorre il collo.
"Nessun problema" risponde Pistolero, ma Manuel si è già lanciato contro di lui.
Con un calcio gli fa scrocchiare il braccio e lo obbliga a mollare la presa sulla pistola, e subito dopo scoppia la rissa.
Guardo Manuel fare a botte con i ragazzi dell'altra banda a rallentatore. Lo stanno aiutando Leandro, Eduardo e Miguel. Tutto sta succedendo così lentamente...non capisco perché mi sembra di aver smesso di sentire tutto il corpo dal collo in giù.
Poi arriva lo strattone.
Qualcosa mi trascina lontana da tutto il disastro per le spalle.
Cammino all'indietro in una via stretta e buia dove non c'è nessuno, ma io non voglio smettere di tenere sotto controllo la situazione: non so dove sia scappata Sav, se qualcuno l'ha portata via, se Mare sta bene. Non sento i rumori, non so se le hanno sparato davvero e...
"Angel! Non fare così! Guardami, Angel!" Davanti a me si materializzano gli occhi d'ambra di José. "Devi restare qui ora, capito?"
Mi sembra di star annuendo.
"Perfetto, bravissima. Non muoverti: torno a prenderti tra poco."
Lui mi stampa un bacio fugace sulla fronte e si allontana. Quando mi lancia un'ultima occhiata noto che i suoi occhi sono colmi di terrore.
Lui sparisce, inghiottito dalla luce delle ultime ore della mattinata, e io resto da sola, nella penombra, ad aspettare che ritorni.
Mi accosto al muro di mattoni rossi e scivolo silenziosamente finché non mi trovo seduta a terra. Mi rannicchio, stringo le ginocchia al petto, e respiro. Respiro così tante volte che alla fine, non so come, finisco per chiudere gli occhi e dimenticarmi di riaprirli.
"Brava, Angel. Dormi, tesoro. Ci penso io a te, angelo bianco." Non è più buio al di là delle mie palpebre.
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Ogni volta che vedrai la pioggia
RomanceThunder Series, libro 2 Ana ha rinunciato a tutto: al trono di Fravenia, alla perfezione imposta, agli inchini vuoti che le hanno insegnato a non sentire. Ha lasciato alle spalle un regno fatto di doveri e silenzi, rifugiandosi in Portogallo, nella...
