forget me too

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Hey, you

Tell me why you do the things that make me (hate you)

It's an emotional kaleidoscope when I (face you)

Permanent calligraphy, I just (tattooed)

Your name on me forever


José - 8 giorni prima

Non ci sono molti giorni di pioggia ad Amadora, ma quest'anno il cielo continua a piangere. Probabilmente perché sa che sto perdendo parti di me che non potrò mai riavere indietro.

Ana mi sta togliendo tutto: la possibilità di scegliere, i miei segreti e ogni mio pensiero. Ana mi sta consumando e non posso lasciare che arrivi a toccare anche l'angolo buio di me perché farebbe troppo male a entrambi.

Cammino fino alla piazzetta sulla quale si affaccia la casa di Dragan e Ana. Suono il citofono e risponde la sua voce di cristallo.

"Puoi scendere un attimo?" le chiedo con la voce ferma e bassa. Per un attimo ho paura che la pioggia copra il rumore della mia voce.

"Ma piove!"

"Ho bisogno che tu venga qui, Ana"

"Va bene! Va bene, arrivo."

L'aspetto sotto l'acqua e lei arriva. Tiene sopra la testa un ombrello bianco perla e mi devo mordere il labbro per non sorridere: sembra proprio una principessa.

Angel è una principessa e io e lei non andiamo bene insieme.

"Hey, tutto a posto? Non ho capito perché..."

"Dobbiamo chiudere" dico di getto. Cerco di guardarla negli occhi, ma i suoi tremano e faccio una fatica immane.

"Casa? Perché?"

"Non funzioniamo. Non sono pronto ad aprirmi."

"Ma...avevi detto di volerlo. Avevi detto che era quello che cercavi."

"Non è vero. Non l'ho mai detto, Ana." La chiamo Ana e non Angel per prendere le distanze, ma, fosse per me, la starei riempiendo di baci dalla testa ai piedi.

È solo che non posso permettere che si avvicini a Carlos perché lei è una calamita per i disastri e lo so benissimo. Se mio fratello dovesse fasi di nuovo male a causa mia o delle mie frequentazioni non sarei in grado di perdonarmelo.

Mi chiedo se tutto quello che sto facendo ora abbia un senso. Poi però rievoco l'immagine di loro due che parlano e immagino cosa lei potrebbe dire a lui e...cosa lui potrebbe dire a lei.

La verità è che forse ho più paura che la ragazza di cui mi sono innamorato venga a sapere che ho fatto sì che mio fratello finisse su una sedia a rotelle e che ho rischiato così tante volte la galera perché da arrabbiato ho fatto delle cazzate che preferisco lasciarla andare piuttosto che sapere che lei mi disprezza in silenzio.

"José, ragiona. Senti, vai a casa e domani facciamo finta di niente." Fa per girarsi ma io la prendo per il braccio facendo in modo che l'ombrello le cada e si inzuppi completamente. Lei si copre istantaneamente il petto con le braccia perché la maglietta bianca che ha addosso sta diventando trasparente.

"Non è una decisione che puoi sperare di farmi ritrattare. Ho fatto la mia scelta. Nulla di personale." Alzo le braccia come per dirle che io sono innocente.

"Nulla di personale? Io ti dico che ti amo e il giorno dopo tu fai tutto questo? E mi chiedi di non prenderla sul personale?"

"Ana..."

"Io la prendo eccome sul personale! Ma sai una cosa? Sei solo un codardo di merda." Mi punta un dito contro mentre i suoi occhi si arrossano.

"Non volevo andasse così"

"Questa è la seconda volta che mi lasci. La prima te l'ho perdonata, ma questa...stai rovinando tutto per il nulla cosmico, José. Quando tra qualche giorno te ne pentirai, non chiamarmi, va bene?"

Si gira e scappa in casa. Non vale la pena di rimanere sotto la pioggia per un coglione come me. Io però non riesco ad andare via. Per questo mi metto sotto una tettoia, prendo l'iqos e inizio a fumare. Sento la nicotina scorrermi nelle vene e la sensazione mi appaga.

O almeno lo fa finché non vedo un armadio a quattro ante venirmi incontro.

Dragan mi prende per le spalle e mi scaraventa per terra. Poi mi immobilizza e inizia a riempirmi di pugni in faccia e sul torace. Mi lascio massacrare, non provo nemmeno ad alzare un dito perché mi merito tutta la violenza che mi sta dando il cugino della ragazza migliore del mondo e ne sono consapevole. Quindi mi lascio spaccare di botte.

"Smettila! Smettila, così lo uccidi!"

No, vattene via! Vorrei gridare. Lascia che continui, dopotutto sto bene sentendo la cartilagine che si spezza sotto i colpi delle sue nocche.

Ana prende Dragan per i capelli e lui, con un gemito, si stacca da me e stringe lei in un abbraccio. Poi mi abbandona per terra e se ne torna in casa.

"Ti amo..." sussurro coperto dal rumore della pioggia. "...mi dispiace"

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora