Al centomila per cento

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We'd always go into it blindly
I needed to lose you to find me
This dancing was killing me softly
I needed to hate you to love me

Sono grata che non sia troppo tardi quando arrivo a casa. Sono solo le otto e mezzo, ho tutto il tempo per chiamare Lech.

Oggi abbiamo organizzato una telefonata su FaceTime perché non ci sentiamo davvero da un paio di settimane.

Lech è il mio fidanzato.

Mi sembra molto strano dirlo perché non sempre penso a lui quando guardo un film d'amore o leggo un libro pieno di passione. Mi capita di dire: "Vorrei anche io una persona da amare così". Poi però mi ricordo che ho Lech e non riesco a capire se è vero che lo amo come dico da tempo oppure se in realtà non provo nulla oltre che un profondo affetto nei suoi confronti.

"Ciao Drag!" saluto velocemente mio cugino che se ne sta stravaccato sul divano mentre fa zapping tra i canali e vado in camera mia. Chiudo la porta e accendo il mio iPad. Mi collego a FaceTime e aspetto che Lech mi chiami.

Nemmeno due minuti dopo, la suoneria invade la stanza e io schiaccio il bottone verde per accettare la chiamata.

"Ciao amore" mi saluta lui mentre regola la fotocamera.

"Ciao tesoro" le lettere mi escono spigolose.

"Come stai? Ti trovi bene con il vecchio scorbutico?"

"Dragan non è scorbutico, solo perché non gli sei simpatico non significa che non adori la sua cuginetta"

"Beh, con lui sei felice?"

"Sì, io e Drag stiamo bene insieme" ammetto. "Mi piace vivere con lui, avrei dovuto farlo prima"

"Bene, è questo l'importante: che tu sia felice."

"Lo so"

"E a scuola? Ti trattano bene?"

"Sì, mi sono fatta tanti amici. Lì a Fravenia invece? Qualcuno si chiede ancora dove sia andata la principessa?" conosco già la risposta a questa domanda.

"Se lo chiedono tutti. I giornali sono attivi a ogni ora. Pensa che continuano ad assillare me, tua madre e tuo padre. Si appostano fuori dal palazzo oppure scavalcano le recinzioni per trovarci mentre passeggiamo."

"Che disastro..."

"Tranquilla, tra poco smetteranno di dar importanza alla tua assenza"

"Ne sei sicuro?"

"Al centomila per cento"

Sentire questa espressione che usiamo solo io e lui mi fa sentire maledettamente in colpa: abbiamo iniziato a farci promesse così quando avevamo otto anni.

Ho passato metà della mia vita a promettere cose a Lech e ora gli sto mentendo.

Gli mento perché gli ho detto che il mio trasferimento sarà temporaneo.

Gli mento perché sono capace di dirgli che lo amo senza lasciar trapelare i miei dubbi.

Gli mento perché non ho mai ammesso che ho accettato le sue avances perché mia madre mi ha detto di farlo.

"Senti, ti sei fatta un'idea su quando questa pausa di riflessione finirà e tornerai a casa? Mi manchi..."

"Ancora non lo so" gli stai mentendo ancora...

"Beh, fammelo sapere quando deciderai"

"Certo, sarai il primo che chiamerò"

"Lo spero! Ora ti devo lasciare, principessa. Sto dormendo in pratica." Solo ora mi accorgo dei suoi occhi stanchi.

Ogni volta che vedrai la pioggiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora