Looked so alive, turns out I'm not real
Just something you paid for
What was I made for?
Quando Genevieve mi taglia la strada per l'ennesima volta a cavallo, rischiando di farmi cadere, durante l'allenamento base del gruppo, mi prometto che alla prossima la prenderò a sberle. Eppure la volta successiva non faccio comunque nulla perchè mi dispiace per lei: José l'ha usata per poi tornare con me e l'ha lasciata di punto in bianco. Anche io me la prenderei con me se fossi Genny.
A fine allenamento sono sfinita dalle continue manovre per evitare di fare del male a una spericolata Genevieve e nè Zach nè Julia dicono nulla. Zach probabilmente per gelosia e ripicca, Julia perché pensa che se Zach sta zitto c'è qualcosa che non sa dietro tutto questo teatrino.
"Lo sai, vero? Sai che per lui non c'era nulla?" le chiedo in un sussurro quando passo davanti al box di Kilian.
"Cosa?" Genny smette di spazzolare il castrone sauro e mi guarda negli occhi.
"José non è mai stato innamorato di te. Era un teatrino. Le cose sono molto più complesse di come le pensi tu."
"Si, beh, lo avevo immaginato quando mi ha mollato senza sentimento. O quando si è presentato con te in moto. Oppure prima, quando sei caduta da cavallo e mi ha scaraventato a terra per controllarti." Passa la striglia più forte del dovuto e il collo del cavallo si irrigidisce. "So. Che. Non. Gli. Importa." A ogni parola c'è un colpo di striglia.
"Non avrei mai voluto che tu finissi in mezzo a tutto questo..."
"Ma non hai detto nulla quando è successo! Noi siamo compagne di squadra, capisci? Dovremmo guardarci le spalle a vicenda. Questo implica che quando tu vedi che un ragazzo mi sta palesemente usando per arrivare a un'altra, me lo dici!"
"Genny..."
"Non sono una cretina, va bene? Ho solo bisogno di persone attorno che mi diano continuamente approvazione."
"Scusami, lo capisco, sul serio."
"Eppure non sembra. Io e te non siamo molto simili, Ana. Non so se tu te ne sia mai resa conto. Siamo state cresciute con metodi completamente agli antipodi, ma io non avrei mai lasciato che il mio ex ti umiliasse nel modo in cui mi umilia il tuo ragazzo, ogni giorno, amandoti davanti ai miei occhi."
"Non abbiamo deciso noi di innamorarci"
"Sì, lo so" lascia che un sorriso amaro le colori le labbra. "Ma state decidendo come amarvi e il fatto che non vi importi minimamente del dolore che causate al resto del mondo non vi fa onore."
"Se fossi innamorata, tu faresti lo stesso"
"Sono già stata innamorata, principessa, e ti assicuro che ho scelto di non ferire le persone con cui vivevo piuttosto che darmi allo spettacolo. Ecco cosa state facendo: non riuscite a sacrificare nemmeno un palcoscenico pur di far vedere a tutti quanto siete felici e innamorati. Ti do una notizia, Ana, questo palcoscenico lo dividi anche con altri e stiamo tutti vivendo drammi. Alcuni prologhi sono stati anche più dolorosi del tuo."
"Quindi cosa dovrei fare?"
Genevieve lascia le striglie ed esce dal box.
"Smettila. Smettila e basta." Quando alza gli occhi noto quanto siano lucidi e faccio un passo indietro, andando a sbattere contro un petto possente.
"Andiamo via, Gen" Cleveland si sposta e prende sua sorella per mano prima di allontanarsi da me.
"Clev, aspetta!" gli urlo dietro, perché non posso perdere il mio compagno dopo tutti i passi che ho fatto per conoscerlo meglio. Lui si ferma, dà un bacio sulla fronte della gemella e torna indietro di qualche passo.
"Oggi no, Ana. Ti voglio bene, ma lei verrà sempre prima. Sempre." Poi si volta e se ne va.
Io non rimango ferma in mezzo al corridoio come un'idiota: vado in fretta e furia al box di Ophelia, ma la vedo troppo tranquilla per disturbarla con le mie follie. Efren è ancora stanco dopo l'allenamento di oggi, quindi punto tutta la mia fiducia su Stardust. Apro la posta del box del castrone baio e lo spazzolo in fretta e furia. Non ho la minima voglia di mettere la sella o il morso, per questo recupero solo il par pad e le redini meccate dal mio armadietto. Fisso il materassino sulla schiena del mio cavallo e gli infilo la cavezza. In meno di cinque minuti sono fuori dalla scuderia, ma la pioggia batte insistente sui prati e ad un tratto vedo tutto sfocato. Mi tocco le guance e sono completamente zuppe, ma non c'è modo per sapere se ci siano anche delle lacrime tra le acque che le stanno inondando.
Prendo la rincorsa e salgo a cavallo, nonostante sappia che sto ancora addestrando Dust per la monta a pelo, lo faccio camminare con un passo deciso fin dove non mi è permesso galoppare e poi, non appena raggiungo il limitare del bosco, passo a un galoppo nel quale sfogo tutto quello che sento ballarmi nella mente. Perché è troppa angoscia tutta insieme concentrata in uno spazio troppo piccolo. Non riesco a contenerla.
Efren ha un galoppo lungo e contenuto, dopotutto è un quarter, ma, appena aggiungo altra pressione con il bacino e i talloni, lui passa a una corsa meno controllata. Mi sento sopraffatta dal mio cavallo e capisco di essere arrivata al massimo che lui può darmi. Eppure non sembra stanco, anzi: continua a correre e sfidarmi a chiedergli di più. Per questo, in un lampo di stupidità, lo sprono ancora e gli do redine per autogestirsi nella nostra corsa contro il nulla. E lui accoglie il mio invito, ma il mondo non è d'accordo con la nostra pazzia. Ci lascia accelerare ancora e ancora finché non arriviamo su una strada tutta curve e un fulmine colpisce un albero a lato della nostra pista.
In un momento l'arbusto prende fuoco e Dust impenna sui posteriori.
Io mi aggrappo al suo collo e riesco a rimanere in groppa, ma, nel momento in cui l'albero cade sulla strada, in fiamme, Stardust fa dietrofront senza aspettare che io mi riprenda e mi trascina, vanificando i miei sforzi, in un'altra corsa, ma stavolta tutto è così terrificante che le mie braccia non riescono a bloccare il mio compagno o a controllare la sua fuga.
"Piano! Dust! Piano!"
Solo quando ci troviamo così lontano dal sentiero che stavamo percorrendo in precedenza da farmi perdere nel bosco, Stardust si ferma. Ha il respiro corto ed è tutto bagnato dalla pioggia. Vorrei scendere e prenderlo a pugni, ma non ho abbastanza forza nelle gambe.
"Sei impazzito? Quanto devi essere folle per farmi così tanta paura?! Stardust, non puoi scappare così! Ci sono qui io! Ti avrei difeso io! Devi fidarti di me!"
Poi silenzio completo. Smetto di sentire. Ma sono consapevole delle lacrime che mi scorrono sulle guance grazie al movimento a singhiozzo del mio corpo.
Apro la redine e faccio girare Dust, poi torno al maneggio, sempre di corsa. Ignoro le urla del personale quando entro nelle scuderie al galoppo e fradicia. Lascio Stardust nel suo box dando il compito a uno stalliere di asciugarlo e metto via l'attrezzatura. Poi torno a casa.
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Ogni volta che vedrai la pioggia
RomansaThunder Series, libro 2 Ana ha rinunciato a tutto: al trono di Fravenia, alla perfezione imposta, agli inchini vuoti che le hanno insegnato a non sentire. Ha lasciato alle spalle un regno fatto di doveri e silenzi, rifugiandosi in Portogallo, nella...
