All my greatness
It doesn't come for free
All my talent
It doesn't grow on trees
L'aria entra ed esce dai miei polmoni, ma io non la sento. Non percepisco il suo scorrere nelle mie narici e la cosa mi destabilizza.
Zach ha fatto un lavoro fantastico stamattina. Genevieve è stata la migliore nella sua disciplina e Irina con Ophelia era semplicemente divina.
Ora ci siamo solo noi. Ana e Cleveland. I due saltatori.
Abbiamo staccato nettamente la squadra di Fravenia e sono sicura che, se i miei genitori sono stati qui, ora se ne sono andati per non rimanere a osservare mentre i loro fantini venivano massacrati da dei ragazzini. Stiamo combattendo con le unghie e con i denti per arrivare al primo posto, ma una figura nel dressage di una squadra dei Paesi Bassi ci ha soffiato la posizione.
Genevieve ha rischiato di farsi davvero male lungo il percorso pur di battere il tempo dei nostri avversari e ce l'ha fatta. Eppure nemmeno quello è bastato per tornare in vetta. Quindi alla fine è vero: sta tutto a me e Clev.
"Ti senti pronta?" mi chiede lui.
"La verità? Assolutamente no." Lo dico cercando di sorridere, ma so che l'espressione serena non mi ha contagiato gli occhi.
"Ed ecco qui la mia campionessa!" Delle braccia forti mi prendono per la vita e mi sollevano da terra. "Stai bene?" Mi chiede José rimettendomi a terra. Mi giro per fronteggiarlo e noto che mi sorride cercando di infondermi tutta l'energia positiva che ha in corpo. Al suo fianco c'è anche Carlos. Non so come abbia fatto a convincere suo fratello a farsi portare fino a qui, ma apprezzo il sostegno.
"Potrebbe andare peggio"
"Quanto manca alla tua gara?" chiede Mare stringendo il braccio di Leandro, che nel frattempo sta bevendo della soda da un bicchiere grande quanto lo zoccolo di Ophelia.
"Poco. Io e Clev ci esibiremo nello stesso momento, ma in due arene diverse. Io sono nella 1 e lui nella 2."
"Okay, capito"
Solo ora mi concedo di scrutare meglio il gruppo e noto che, vicina a Eduardo, c'è anche Savanna. Lei prova a sorridermi per darmi un po' di forza, ma vedo quanto è stanca. Per questo faccio un passo nella sua direzione e la stringo in un abbraccio.
"Grazie per essere venuta" sussurro.
"Non uscivo di casa da più di un mese, volevo esserci"
"Appena finisco andiamo a casa"
"No, rimaniamo finché non ti daranno la coppa che ti meriti"
"Grazie..."
"Sei la mia migliore amica, te lo meriti"
Mi allontano da lei per un attimo e le stampo un bacio sulla fronte. Lei sembra un filo più serena quando José mi avvolge le spalle con un braccio e inizia a spiegare nozioni tecniche sul salto ostacoli che nemmeno lui conosce davvero.
Devo ammettere che è strano essere tutti qui e non vedere Manuel, mi manca il suo buona fortuna, ma posso farcela. Ce la stanno facendo tutti.
Ho passato l'ultima mezz'ora nel campo di prova con Cleve. Lui è stato chiamato prima di me. Quindi sono rimasta da sola. Poi hanno fatto il mio nome agli altoparlanti e mi sono affrettata verso l'entrata dell'arena 1. Voglio solo finire questa gara e tornare a casa.
Ho studiato il percorso così tanto durante la giornata che mi viene da vomitare solo a vederlo. Il mio più grande punto interrogativo è il muro alto due metri e quindici. Nessuno finora è riuscito a saltarlo e io non mi aspetto di riuscirci. Quei dieci centimetri in più potrebbero essere la mia rovina.
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Ogni volta che vedrai la pioggia
RomansThunder Series, libro 2 Ana ha rinunciato a tutto: al trono di Fravenia, alla perfezione imposta, agli inchini vuoti che le hanno insegnato a non sentire. Ha lasciato alle spalle un regno fatto di doveri e silenzi, rifugiandosi in Portogallo, nella...
